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Caos Province. Mentre i lavoratori festeggiano il Natale difendendo il lavoro, Enrico Rossi incontra Cgil, Cisl e Uil

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Caos Province. Mentre i lavoratori festeggiano il Natale difendendo il lavoro, Enrico Rossi incontra Cgil, Cisl e Uil

«Riforma necessaria, ma con un disegno più articolato delle funzioni»

La notte di Natale al presidio della Provincia, anche il Vescovo raggiunge i lavoratori che manifestano in piazza e si ferma a parlare con loro, portando la solidarietà della Chiesa. Poco prima anche l'assessore Romizi era stato a lungo insieme ai manifestanti. 
Nel frattempo il presidente Rossi incontra i sindacati confederali: «Indiscutibile che una riforma fosse necessaria, che tre livelli di enti non si possono mantenere, ma andavano ridisegnate meglio le funzioni, andavano ripensati e definiti i possibili accorpamenti. Non avremmo dovuto trovarci in questa situazione, mentre non si è messo mano a un ridimensionamento degli apparati dello Stato sul territorio».
Così il presidente della regione Toscana Enrico Rossi ha aperto l'incontro che ha avuto insieme all'assessore Vittorio Bugli presso la sede del Consiglio regionale con i sindacati regionali, confederali e di categoria Cgil, Cisl e Uil. Questi ultimi hanno chiesto percorsi rapidi e chiari sui processi di individuazione del riordino delle funzioni che i vari soggetti istituzionali sono chiamati ridisegnare. Tra i punti sottolineati con forza dal presidente Rossi c'è quello che «nessuno dovrà rimanere a piedi». E che, utilizzando al meglio il meccanismo della mobilità previsto dalla legge di stabilità, va ricollocato in maniera dignitosa il personale delle Province.
«Spazi in questo senso possono essere resi possibili dalla revisione in atto della macchina organizzativa regionale, cui sta lavorando l'assessore Bugli, facendo tra l'altro ricorso alle norme pre Fornero. Ma anche il governo deve fare la sua parte». Un altro spazio importante di assorbimento, con numeri elevati, può essere offerto, secondo il presidente, «da articolazioni regionali di centri per l'impiego, un ambito in cui l'assessore al lavoro Gianfranco Simoncini ha aperto una trattativa con il governo e che potrebbe essere oggetto di un lavoro comune con i sindacati».
«Ma non ci si può limitare al ricollocamento - ha detto ancora Rossi - se ci limitiamo a questo abbiamo fallito. Dobbiamo proporre in tempi brevi, entro metà gennaio, una legge sulle funzioni, definendo i compiti che si assume la Regione e quelli che invece vanno ai Comuni. In sostanza va ridisegnato un assetto, una pianta organica regionale, dove, questa la mia ambizione, quel personale che finora ha servito lo Stato continui a farlo e garantisca i servizi ai cittadini». La parola è passata poi all'assessore Bugli che ha formalizzato gli impegni che la Regione si assume, proseguendo il confronto con il Governo sulla normativa relativa al taglio del personale in forza alle Province e alle Città metropolitane: «Da un lato il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, fermo restando l'impegno a realizzare il processo di riorganizzazione della Regione nelle modalità e nei tempi concordati con le organizzazioni sindacali e nel rispetto dell'accordo del luglio 2014 fra Regione, Anci, Upi e organizzazioni sindacali. Dall'altro la garanzia del flusso di informazioni costanti sulle attività degli osservatori regionale e nazionale, per effettuare una puntuale ricognizione della disponibilità nei fabbisogni occupazionali di tutte le pubbliche amministrazioni presenti sul territorio, compreso l'ente Regione, i propri enti strumentali e quelli del servizio sanitario regionale». «Rimane comunque decisivo - ha concluso Bugli - che anche il Governo faccia la sua parte, e per questo continueremo ad impegnarci per un confronto serio e ragionevole con il Governo insieme ai Comuni».
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