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Il Centro Affari e il costruttore Salini al centro di un sequestro lampo sventato dai Carabinieri

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Il Centro Affari e il costruttore Salini al centro di un sequestro lampo sventato dai Carabinieri

Il disegno criminale era sequestrare il noto costruttore romano Claudio Salini per mettersi in tasca quasi 2 milioni di euro

 

Volevano rapirlo per chiedere un riscatto. Erano ormai pronti ad agire, se i carabinieri del nucleo investigativo non fossero intervenuti tempestivamente.

Il piano architettato da Federico Laugeni, 51 anni e, fino agli arresti di ieri, titolare dell'impresa edile Cogel srl. La  sua impresa aveva avuto in subappalto parte dei lavori per l'ampliamento del Centro affari e convegni di Arezzo, un opera da 24,2 milioni di euro. Un piatto ricco, su cui però, si è improvvisamente aperta una vertenza da 850 mila euro tra le due società.

Non avendo alcuna intenzione di attendere la decisione del giudice civile sul contenzioso, l'imprenditore ha deciso di accorciare i tempi lunghi dei tribunali, iniziando a minacciare Salini assieme ai complici Luigi Ceci, altro piccolo imprenditore 44enne di Marcianise, e Gennaro Pisani, barista 39enne di Caivano.

 

Secondo il sostituto procuratore Marcello Monteleone, Federico Laugeni avrebbe ripetuto più volte, con fare intimidatorio, che il credito vantato era già stato ceduto a un clan camorrista e che la vertenza andava chiusa al più presto con una transazione da 1 milione e 850 mila euro.

Se poi il costruttore romano non si fosse sbrigato, avrebbe ricevuto "una lezione": "A casa di quello dobbiamo andare con le pistole  -  si legge nelle intercettazioni allegate all'ordinanza di arresto firmata dal gip Alessandra Boffi  -  ci vogliono i napoletani... tutti ragazzi, 17, 18, 20 anni. Sò ragazzi che non ci pensano due volte, quelli delle palazzine (le case popolari di Scampia, ndr)". Parole che, sommate ai rapporti tenuti da uno degli arrestati con gli esponenti del clan Di Lauro, hanno convinto i militari dell'Arma ad accelerare le operazioni prima che dalle minacce si passasse ai fatti. 

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