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L'acqua che scotta (I puntata)

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L'acqua che scotta (I puntata)

 

Nel 1996, in base alla legislazione regionale, nel nostro territorio viene costituita, con sede ad Arezzo, l' Autorità di Ambito Territoriale Ottimale n.4 Alto Valdarno.

Essa comprende 37 Comuni della provincia di Arezzo e 5 della provincia di Siena.  L'AATO n.4 è presieduto dall'Ing. Carlo Schiatti, convinto sostenitore della convenienza di affidare la gestione del servizio idrico dell'intero territorio ad una società per azioni, a capitale misto pubblico-privato.

Nello stesso anno il Comitato Regionale di Controllo (CO.RE.CO.) boccia l’iniziativa del Comune di Arezzo (Sindaco Ricci) che, da solo, ha deciso di costituire una SpA cui affidare la gestione del proprio servizio idrico con la prospettiva di ottenere, poi, la gestione dell’intero Ambito.  

 

Triennio 1997/98/99:

Nell'estate del 1997 i Sindaci dei Comuni compresi nell'Ambito Territoriale Ottimale (ATO) n. 4  Alto Valdarno scelgono di affidare la gestione del proprio servizio idrico integrato ad una società per azioni a prevalente capitale pubblico.

In data 10 luglio 1998 dai Sindaci di 36 Comuni dell'ATO4 viene sottoscritto un accordo di programma che stabilisce:

1)- il capitale della futura società (34 milioni di euro);

2)- la ripartizione del capitale sociale tra il soggetto privato (46%) e i soggetti pubblici (54%) ed anche la ripartizione all'interno dei soggetti pubblici;

3)- la scelta del soggetto privato, socio di minoranza nella futura società, attraverso una procedura di evidenza pubblica;

4)- la nomina di un Collegio di Vigilanza composto da sette membri:  

  • Segoni Romeo, Presidente (che poi sarà il primo Presidente di Nuove Acque),
  • Ciarini Marco (che poi sarà Presidente di Patto Duemila- finanziamenti a fondo perduto erogati da CIPE),
  • Dicembrini Gian Paolo (che poi entrerà nel CdA di Nuove Acque),
  • Nannini Paolo (che poi sarà il terzo Presidente di Nuove Acque),
  • Nicchi Paolo (in rappresentanza di Paolo Ricci, Sindaco di Arezzo che poi sarà il secondo Presidente di Nuove Acque),
  • Pasqui Ilio (Sindaco di Cortona e futuro Tesoriere regionale del PD),
  • Rossi Roberto (già Presidente della Comunità Montana Valtiberina Toscana, poi Presidente del Consorzio Casentino Sviluppo);

5)- il conferimento al suddetto Collegio di elaborare il bando e la procedura di gara per la scelta del socio privato e della predisposizione dell'atto costitutivo e statuto della futura società;

6)- la delega al Collegio di espletare tutte le procedure di gara per la scelta del socio privato.

 

Il 25 settembre 1998 i Sindaci dei Comuni dell'ATO4 approvano, sulla base delle proposte del Collegio, il disciplinare di gara per la selezione del socio privato nonchè i testi degli schemi di statuto e dei patti parasociali.

In data 6 ottobre 1998 viene pubblicato il bando di gara cui sono interessati a partecipare diversi soggetti concorrenti, che però hanno soltanto 40 giorni di tempo per presentare le proprie offerte ( il termine di scadenza è fissato al 16 novembre 1998) che peraltro devono essere corredate da: proposte di modifica del piano d'ambito esistente,  proposte di miglioramenti apportabili al piano degli investimenti, proposte di migliorie sui singoli impianti, software e hardware per la gestione del servizio, distribuzione temporale degli investimenti specificandone la tipologia, presentazione di un piano degli investimenti ed ottenimento dei relativi finanziamenti, oltre alla predisposizione di un'ampia serie di documenti concernenti il possesso dei requisiti per la partecipazione alla gara e dei titoli richiesti per l'attribuzione dei punteggi.

Risultano avere interesse a partecipare alla gara numerose imprese e raggruppamenti che in un tempo ristretto (una settimana) devono prendere visione di cartografie, schemi e posizionamento degli impianti, ed organizzarsi per effettuare visite in loco a quelli principali.

Queste le imprese interessate:

Gruppo SIGESA Spa - CREA Spa- SIEMEC Spa- Gruppo ACEA Spa- PUBBLISER Spa

Gruppo SUEZ-Lyonnaise S.A.- SEABO Spa- ITALGAS Spa- Gruppo VIVENDI S.A.

Alla selezione del socio privato hanno infine potuto partecipare tre raggruppamenti di imprese con capogruppo rispettivamente:

- VIVENDI S.A. (multinazionale francese)

- SUEZ Lyonnaise des Eaux (multinazionale francese)

- ACEA SpA (primaria azienda italiana del settore, a capitale misto pubblico-privato)

Intanto il 21 ottobre il Collegio di Vigilanza , al fine di espletare la gara, ha proceduto a nominare una Commissione di Esperti composta da: RICCABONI ANGELO, ABBATE GIOVANNI, BEONE GIROLAMO, CHIARINI REMO, VENTURINI MARCELLO poi sostituito per incompatibilità (dopo l'apertura delle buste contenenti le offerte dei concorrenti) da ZURLI DIEGO. La Commissione di Esperti a sua volta si avvale della consulenza della Arthur Andersen MBA  e dei professionisti consulenti dell'AATO4 (Capecchi Luca, Pasquini Stefano, Badiali Marco e Mancini Giovanni).

Il procedimento di selezione avviato il 18 novembre 1998 con l'apertura delle buste e l'esame dei documenti allegati si conclude in data 16 gennaio 1999 con il verbale della Commissione dal quale risulta primo classificato il gruppo d'imprese capeggiato da SUEZ (Suez Lyonnaise des Eaux - IRIDE Srl - AMGA Spa- MPS Spa-BPEL Srl) cui vengono attribuiti 83 punti; secondo classificato con 59 punti è il raggruppamento guidato da VIVENDI (Vivendi s.a. - Crea-Ismes-CTC-Cooplat-Ciet-Ecosistema) e ultima è giudicata la cordata ACEA (ACEA Spa- AMM di Torino- ITAINVEST ) che si vede assegnare solo 43 punti.

Successivamente i Sindaci dei Comuni facenti parte dell'ATO 4 approvano tutti gli atti del Collegio di Garanzia e della Commissione di Esperti e danno mandato al Collegio di svolgere una  " trattativa migliorativa" con la Suez-Lyonnayse che consente ai soci privati industriali prescelti (SUEZ-IRIDE/AMGA) di spartirsi, spalmati negli anni di concessione, proventi extra per 16,5 milioni di euro a titolo di "prestazioni accessorie" rappresentate dal cosiddetto know-how. Evidentemente a nessuno di parte pubblica viene in mente di rapportare tale cifra a quella sborsata dai soci privati  per la propria quota di capitale sociale (13 milioni ).

Dopodichè, in ogni  Consiglio Comunale vengono  approvati gli atti precedentemente sottoscritti dai Sindaci ai quali viene  dato mandato di procedere alla costituzione della società Nuove Acque Spa.  Il Sindaco di Arezzo, Ricci , nel suo intervento in Consiglio Comunale del 10 marzo la definisce “un operazione meravigliosa” e dei soci privati francesi dice che da essi “c’è solo da imparare”. Venti giorni dopo, Il 30 marzo 1999, tra comuni e soci privati  vengono anche sottoscritti i patti parasociali .

 Il 21 maggio 1999 viene stipulata la Convenzione che affida il servizio idrico integrato dell’A.T.O. 4 Alto Valdarno alla neonata società mista a prevalente capitale pubblico locale. Nella Convenzione  vengono espressamente identificati i soggetti privati aggiudicatari della gara i quali si sono già riuniti nel Consorziouesta  denominato “Intesa Aretina Soc. Consortile a r.l.” e costituito tra le società Suez Lyonnaise des Eaux S.A. , Azienda Mediterranea Gas Acqua Spa (AMGA), Iride Srl, Banca Monte dei Pashi di Siena Spa e Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio. Con la sottoscrizione della Convenzione la società Nuove Acque Spa , a partire dal 1° giugno 1999, ha quindi il compito di gestire il servizio idrico integrato nel territorio dell'AATO4 Alto Valdarno.

La tariffa media del servizio idrico integrato praticata  dal Comune di Arezzo nel 1998 è pari a 1800 lire/mc (compresa IVA, nolo contatore, fornitura acqua , scarico in fognatura e depurazione ). Le perdite di acqua accertate dal Comune di Arezzo risultano essere il 26% della quantità totale  immessa nella rete di distribuzione cittadina.

Il 23 aprile 1999  ACEA SpA ricorre al TAR della Toscana (R.g. n.1212/99) contro l'AATO 4 , il Comune di Arezzo, la Suez-Lyonnaise S.A. e Vivendi S.A. per ottenere l'annullamento, previa sospensione, del provvedimento con il quale è stato scelto il socio privato di minoranza nonchè tutti gli atti precedenti, conseguenti e connessi al bando di gara, il suo disciplinare, le operazioni della Commissione di Esperti e dell'Amministrazione dell'AATO n° 4.

Avverso il ricorso di Acea al TAR della Toscana si costituiscono quali parti resistenti: la Suez-Lyonnaise S.A., difesa dagli Avvocati Alberto Sciumè e Mario Pilade Chiti; il Comune di Arezzo, difeso dagli Avvocati Ricciarini, Pasquini, Capecchi e Morbidelli; l'AATO4 difeso dagli Avvocati Morbidelli, Capecchi e Pasquini.

Il 7 giugno 1999 Vivendi S.A. presenta ricorso al TAR della Toscana (R.g. n.1459/99) contro tutti i Comuni e l’AATO 4 (difesi dagli Avvocati Morbidelli-Capecchi e Pasquini), contro Suez Lyonnaise des Eaux, AMGA Spa, Consorzio Iride Srl, Monte Paschi di Siena, Banca Popolare Etruria e Lazio (difesi sempre dagli Avvocati Mario Pilade Chiti e Alberto Sciumè) e contro  ACEA Spa difesa dall'Avvocato Chiappetti. Come ha già fatto ACEA anche Vivendi S.A. chiede l'annullamento previa sospensione dell'accordo di programma siglato tra gli Enti locali e degli atti di gara e della Commissione di Esperti, della approvazione della  graduatoria finale per la selezione del socio di minoranza della costituenda società mista di gestione del servizio idrico integrato, di tutti gli atti non noti della trattativa migliorativa, dell'atto costitutivo e dello statuto non noti, dell'eventuale affidamento della gestione del servizio e di ogni atto presupposto, antecedente e conseguente e comunque connesso.

Nel mese di novembre (1999) l'impugnazione di ACEA viene in parte respinta e in parte dichiarata irricevibile dal TAR anche per "mancanza di pregio" di alcune delle "doglianze" presentate da ACEA. Il TAR giudica che se anche accogliesse alcuni dei motivi presentati da ACEA ciò non sarebbe sufficiente a far ottenere alcun risultato utile alla ricorrente per aggiudicarsi il primo posto nella selezione, data la notevole differenza tra gli 83 ottenuti da SUEZ e i 43 conseguiti da ACEA. Pertanto il TAR non ritiene di avere interesse alla pronuncia di annullamento degli atti della gara di selezione. (TAR- Reg. Sent. Anno 2000 n.2261)

Anno 2000:

Ha invece esito diverso il ricorso proposto da Vivendi S.A. che vede soccombenti SUEZ Spa, AMGA Spa, IRIDE Srl, MPS Spa, BPEL Srl (difesi dagli Avvocati M.P. Chiti e Sciumè) con il Collegio di Vigilanza e con tutti gli Enti partecipanti all'AATO 4 . Il 10 luglio 2000, il TAR  accoglie il ricorso di Vivendi S.A. e annulla gli atti riconoscendo illegittimità del potere di determinazione dei criteri, violazione e falsa applicazione del disciplinare, violazione del giusto procedimento, straripamento di potere, sviamento di potere, violazione del principio di imparzialità, illogicità manifesta, violazione della par condicio e del principio di riservatezza(TAR-Sentenza depositata il 15 gennaio 2001- N.24 Reg. Sent.)

Avverso questa sentenza viene proposto appello al Consiglio di Stato dai soccombenti Enti partecipanti all'AATO4 , SUEZ ,AMGA, IRIDE, MPS e BPEL cui si affiancano, "ad adiuvandum",  Consorzio Intesa Aretina, Federgasacqua e Confservizi (CISPEL Toscana). Davanti la quinta sezione del Consiglio di Stato i proponenti l'appello sono rappresentati da ben 15 Avvocati, tra questi spicca il nome di uno dei soliti difensori fiduciari di SUEZ Lyonnayse des Eaux : l' Avv. Mario P. Chiti di Firenze, che in questa ed altre occasioni agisce anche nell'interesse degli altri componenti il raggruppamento d'imprese aggiudicatarie della quota di minoranza privata (46%) di Nuove Acque Spa (AMGA Spa- IRIDE Spa - MPS Spa- BPEL Srl).

Intanto ad Arezzo, con la gestione affidata a Nuove Acque, la tariffa  media del servizio idrico integrato è aumentata del 39% e raggiunge quota 2500 lire/mc (compresa IVA, quota fissa, fornitura acqua, scarico in fognatura e depurazione).

Anno 2001:

Con decisione del 5 giugno 2001 il Consiglio di Stato, accogliendo i ricorsi N.  1297-1513-1514-1846( REG. RIC.  ANNO 2001), riforma la sentenza del TAR della Toscana, che aveva dato ragione a Vivendi s.a., annullandola.

La SUEZ ha partita vinta e, grazie al "cavallo di troia" costituito dai più deboli soci italiani (AMGA e IRIDE) realizza il disegno ambizioso di aggiudicarsi la gestione del primo bacino idrico privatizzato, da stranieri, in Italia.

Nel corso del 2001 l'azione penetrativa della multinazionale francese in Italia si rafforza anche mediante l'acquisizione del 5% delle quote azionarie di ACEA Spa , importante società italiana che già gestisce grandi ambiti idrici e perciò temuta concorrente nelle future gare per l'aggiudicazione di gestioni idriche in Italia.  L'ingresso in ACEA e l'alleanza  con essa consente a SUEZ di utilizzare il nome della società italiana come "testa di ariete" per sfondare in Toscana e in altri vasti territori del nostro Paese dando alle associazioni d'imprese, di volta in volta costituite, una immagine più italiana e sicuramente più gradita agli utenti degli ambiti idrici che la multinazionale Suez  gestisce o aspira di  gestire.

Ad Arezzo i primi tre anni di gestione  hanno prodotto consistenti aumenti delle tariffe. Di contro gli investimenti realizzati sono inferiori di quelli promessi (29 milioni quelli effettuati, invece dei 34 preventivati = meno 5 milioni di euro). L'indebitamento della Società ammonta a più di 20 milioni e ha inizio un lungo contenzioso tra l'AATO 4 e Nuove Acque.

Anno 2003:

Il "braccio di ferro" tra  Comuni e i soci privati (Suez, Iride e banche) prosegue nel corso dell'anno e si conclude nel dicembre 2003 con un accordo che consente l'approvazione della revisione triennale del Piano di Ambito da parte dell'AATO 4 e l'accettazione da parte di Nuove Acque. Essa si impegna quindi ad attivare il project financing e conseguentemente ad effetuare gli investimenti. Ma l'accordo consiste in una serie di operazioni e modifiche che sono rilevantissime per i Comuni soci e per gli utenti.

I Comuni sono di fatto costretti ad accettare di sottoscrivere alcune modifiche allo Statuto societario modificando, a proprio svantaggio e senza alcuna giustificazione, il contratto derivante dalla gara pubblica del 1998.

Rispetto al precedente Piano di Ambito quello concordato nel 2003 prevede per gli utenti l'aumento progressivo della quota fissa che porterà nelle casse di  Nuove Acque Spa complessivamente (dal 2003 al 2023) maggiori introiti per 31 milioni di euro, esclusa IVA.

Peraltro nelle ispezioni svolte presso l’AATO da parte della Commissione di Vigilanza sulle Risorse Idriche (Ministero Ambiente) erano già state adottate deliberazioni, come la n°9 del 24/10/2001, dalle quali emergeva che l’AATO4 non aveva agito in modo corretto in diverse circostanze ed invitava quindi l’AATO medesimo ad adeguarsi alle proprie indicazioni. Fra le altre cose il CO.VI.RI. in tema di oneri di accesso al servizio afferma che “la quota fissa deve essere considerata una componente della tariffa da cui deriva il ricavo complessivo da adottare nei rapporti con l’utenza”. Stante invece la pretesa di AATO e Nuove Acque di voler  considerare la quota fissa avulsa dalla tariffa “comporta un ricavo aggiuntivo a quello massimo ammissibile. Pertanto la quota fissa così applicata introduce una voce di ulteriore ricavo ingiustificata e l’elevato livello di questa rende particolarmente gravoso l’impatto sull’utenza di tale voce.”

Nell'AATO 4 si dimette l'Ing. Schiatti che lascia (con gran gioia di molti) la carica di Presidente. "Sbattendo la porta" egli dichiara: "Dobbiamo avere il coraggio di dire che abbiamo sbagliato. Il servizio idrico integrato non può essere privatizzato. Né in parte, perchè gli amministratori pubblici non sono pronti a competere con i manager di professione, né del tutto. L'esperienza ha dimostrato che il servizio idrico integrato deve restare pubblico. Onore a chi lo aveva capito prima."

Ma queste dimissioni, date da chi non voleva prestarsi, fanno pensare molto! E a pensare male si fa peccato ma...

Alla prossima puntata! 

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