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7 anni terribili: persi 20mila posti di lavoro e oltre 4 milioni di giornate lavorative

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7 anni terribili: persi 20mila posti di lavoro e oltre 4 milioni di giornate lavorative

La Cgil prepara la sua strategia 2015. La conferenza stampa del Segretario Mugnai

 

  

“Gli ultimi sette anni sono stati i peggiori vissuti dall’economia aretina dalla metà del secolo scorso. A livello provinciale sono stati perduti 19.978 posti di lavoro. In termine di ore lavorate si può parlare di 4 milioni e 278.780. E’ veramente finita una fase nella storia economica e sociale del territorio aretino: quella basata sullo sviluppo industriale, sulla diffusione della piccola e media impresa, su alcuni settori trainanti. Adesso bisogno avere il coraggio e l’intelligenza di ricominciare, con nuove idee e nuove strategie. E con una diversa e originale capacità di coesione dei sistemi istituzionale, economico e sociale”.

Alessandro Mugnai, Segretario provinciale della Cgil, ha sintetizzato, nella conferenza stampa di stamani, i dati occupazionali degli ultimi anni. “Ringraziamo l’Inail per gli elementi che ha messo a disposizione e che la Cgil ha provveduto a rielaborare. Sottolineo che il valore dei numeri forniti dall’Istituto sono di particolare valore. Solo un elemento: per gran parte delle banche dati, un lavoratore precario che ha due contratti in un anno, vale per due ai fini del conteggio complessivo degli occupati. Inail è invece in grado di fare valutazioni esatte e quindi 1 occupato è 1 un occupato anche se ha 2 contratti in un anno”.

I settori a maggiore contrazione? Il tessile ha perduto quasi il 34%, le costruzioni il 32%, alberghi, ristoranti e trasporto il 29%, il legno il 26%. I settori che hanno registrato flessioni minori sono l’agricoltura con il 2%  e la pubblica amministrazione con l’8%.

Colpite in modo particolare le piccole e medie imprese con tagli attorno al 30%: bisogna arrivare almeno a 100 dipendenti per avere flessioni che vanno dal 9 al 19%.

In Cgil si fatica ad essere ottimisti. “Gli anni peggiori sono stati gli ultimi. Abbiamo perduto quasi 5mila occupati tra il 2012 e il 2013 e circa altrettanti tra il ’13 e il ’14. Interessanti anche i dati sulle retribuzioni che aiutano a capire come dal “tavolo” della comunità provinciale aretina tra il 2008 e il 2012 siano scomparsi oltre 23 milioni di euro. Questo dato aiuta a capire e a dare una dimensione alla flessione dei consumi. E senza entrare in ulteriori dettagli tecnici, c’è un altro dato che contribuisce a fare meglio comprendere la situazione: il calo complessivo delle retribuzioni non è in linea con quella dei posti di lavoro perduti. Questo vuol dire che chi è rimasto, laddove ci sono state le condizioni, ha lavorato di più con un maggior ricorso alla flessibilità e agli straordinari”.

Da questo terremoto, secondo la Cgil, bisogna ripartire. “Come sindacato – annuncia Mugnai -intendiamo fare la nostra parte in una logica di condivisione. E nei primi mesi del 2015 porteremo quattro temi al dibattito non solo sindacale ma anche delle istituzioni e del sistema economico a sociale: legalità; agroalimentare, economia e turismo; tariffe e aziende partecipate; ruolo della cooperazione nel sistema economico e sociale.

Sulla legalità vorremmo arrivare ad un protocollo d’intesa con le categorie economiche: nessuno può ormai negare il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata anche nel nostro territorio. Questo genera non solo malavita e insicurezza ma anche concorrenza sleale, evasione contributiva e fiscale, danni alle imprese sane. Strettamente connesso a quello della legalità c’è il tema degli appalti. Non solo con il necessario controllo del sistema dei subappalti ma anche con l’applicazione della logica della “filiera corta” per valorizzare imprenditorialità e professionalità locali. Su questo chiediamo una forte attenzione da parte delle stazioni appaltanti e, in particolare, dei sindaci.

Il secondo tema,  e cioè l’agroalimentare, è legato territorialmente alla Valdichiana in quanto prevede l’accantonamento del progetto di centrale a biomasse ma può diventare un modello per il rilancio dell’agroalimentare e della filiera corta in tutto il territorio provinciale.

Quanto a tariffe e aziende partecipate, intendiamo continuare quanto abbiamo già fatto con Nuove Acque e quanto stiamo facendo con Sei Toscana. Su questo c’è piena convergenza con Cisl e Uil: vogliamo aprire con Sei un confronto anche in relazione alla carenza di risposte che abbiamo avuto in merito all’annunciato e per noi assolutamente inaccettabile aumento delle tariffe.

Infine intendiamo aprire un dialogo con la cooperazione considerando il peso crescente che questo settore sta assumendo nei servizi alla persona e, più in generale, di quelli al cittadino”.

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