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Insediata in Comune la Commissione prezzi

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Insediata in Comune la Commissione prezzi

In funzione per il periodo 2014-2016

 

Presieduta dall'assessore Stefania Magi, si è insediata nei giorni scorsi la Commissione comunale di controllo per la rilevazione dei prezzi al consumo. Nominato dal Sindaco reggente Stefano Gasperini, l'organismo collegiale resterà in carica per un biennio, fino all'estate 2016. 

La funzione della Commissione

La Commissione di controllo per la rilevazione dei prezzi al consumo fu istituita nel 1927 in tutti i Comuni capoluogo di provincia, per fronteggiare la gravità della situazione economica (la grande crisi del '29 era alle porte) e supportare l'introduzione di misure di controllo statali sulle dinamiche inflazionistiche. Riorganizzata nel 1975 ed inserita nella filiera del SISTAN (il sistema statistico nazionale), è uno dei pochi organismi collegiali sopravvissuti ai provvedimenti di semplificazione dell'ultimo ventennio ed alle più recenti misure di contenimento della spesa pubblica rubricate sotto la denominazione di spending review.

Ogni mese la Commissione analizza ed approva i risultati del lavoro di rilevazione dei prezzi al consumo che il Comune effettua, per conto dell'ISTAT, allo scopo di determinare le variazioni di quotazione dei prodotti e costruire, a livello nazionale, gli indici dei prezzi NIC (l'indice nazionale dei prezzi al consumo) e FOI (l'indice per le famiglie degli operai ed impiegati, utilizzato per adeguare i valori monetari, come gli affitti o gli assegni al coniuge). Particolare attenzione viene dedicata ai prodotti che, rispetto al mese precedente, registrano i maggiori scostamenti, in aumento o in diminuzione (variazione congiunturale), o evidenziano una variazione di più lunga durata (variazione tendenziale, misurata nell'arco degli ultimi dodici mesi).

Le elaborazioni dei prezzi rilevati e sottoposti all'esame della Commissione vengono sistematicamente pubblicate – dopo la validazione da parte dell'ISTAT – sul sito web del Comune (www.comune.arezzo.it), in una serie di pagine raggruppate sotto la voce “Dati statistici” e dedicate alla Rilevazione dei prezzi al consumo. L'accesso alle informazioni è naturalmente libero: l'unico prezzo è quello essere disposti a navigare in un mare di numeri. Nel rispetto della normativa in materia di produzione dei dati statistici, le informazioni sono rese pubbliche in forma rigorosamente aggregata, in maniera che non possano essere identificati le singole persone o gli operatori economici che sono stati oggetto della rilevazione. 

La composizione della Commissione

Secondo la legge istitutiva, la Commissione è presieduta dal Sindaco o suo delegato (l'assessore alla statistica), da funzionari degli enti pubblici operanti nel settore (gli uffici di statistica del Comune e della CCIAA, la Direzione provinciale del lavoro), nonché da rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e delle organizzazioni dei lavoratori maggiormente rappresentative dei settori di attività commerciale, artigianale/industriale ed agricola.

Le organizzazioni degli imprenditori, essendo più numerose dei tre posti loro riservati, si accordano designando un rappresentante comune. In mancanza di accordo, il Comune procede alla nomina secondo un criterio di rotazione.

Per il periodo 2014-2016 questa è la composizione della Commissione: Assessore Stefania Magi (presidente), dr. Franco Rossi (direttore Ufficio Protocollo e Statistica del Comune); dr. Mario Conti (Direzione provinciale Lavoro), dr. Domenico Asprella Libonati (Ufficio statistica CCIAA); Mario Landini (associazioni categoria commercianti); dott.ssa Laura Caccialupi (associazioni categoria industriali e artigiani); dr. Giorgio Del Pace (associazioni categoria agricoltori); Franca Fuochi (CGIL);Giovanni Guantini (CISL); Ettore Tartaglini (UIL).

La rilevazione dei prezzi al consumo 

La rilevazione dei prezzi al consumo, effettuata ogni mese nel Comune di Arezzo come in altri 80 capoluoghi di Provincia (19 dei quali capoluoghi di Regione), ha lo scopo di rendere disponibili – all'opinione pubblica, ai mezzi di informazione, agli addetti ai lavori, agli organi di governo che adottano le politiche economiche e sociali – informazioni approfondite sui prezzi praticati a livello nazionale e locale, riferiti ad un complesso di beni e servizi (il cosiddetto “paniere”), costruito dall'ISTAT ed aggiornato annualmente.

L'aggiornamento, effettuato in maniera da mantenere la comparabilità dei dati nel tempo, ha lo scopo di adeguare la composizione del paniere al mutamento delle abitudini dei consumatori e alla dinamica delle offerte presenti sul mercato, in modo da mantenere la caratteristica di fondo del paniere: l'aderenza ai consumi effettivi delle famiglie presenti nel territorio. Allo stesso scopo ogni prodotto inserito nel paniere ISTAT è “ponderato”: gli è attribuito cioè un peso proporzionale al grado di importanza che quel prodotto assume all'interno del paniere, collegabile alla quantità e alla frequenza di acquisto, alla sua importanza sul totale dei consumi.

La composizione del paniere, assai complessa, è articolata gerarchicamente in categorie denominate divisioni, gruppi, classi, sottoclassi, segmenti e prodotti rappresentativi. L'aggregazione principale (divisioni) prevede le seguenti macrocategorie:

1. prodotti alimentari e bevande analcoliche;

2. bevande alcoliche e tabacchi;

3. abbigliamento e calzature;

4. abitazione, acqua, elettricità e combustibili;

5. mobili, articoli e servizi per la casa;

6. servizi sanitari e spese per la salute;

7. trasporti,

8. comunicazioni;

9. ricreazione, spettacoli e cultura;

10. istruzione;

11. servizi ricettivi e di ristorazione;

12. altri beni e servizi.

L'ISTAT, titolare della rilevazione a livello nazionale, procede direttamente a misurare circa il 20% dei prezzi dei prodotti inseriti nel paniere (trasporti, comunicazioni, poste e telefonia, finanza, turismo, prodotti soggetti a tariffa, ecc.). Il restante 80% della rilevazione è invece compiuta, giorno per giorno, mese per mese, da personale dipendente dei Comuni appartenenti alla rete SISTAN, che fanno affluire all'ISTAT circa 5000 mila quotazioni di prezzo.

Il Comune di Arezzo dispone, per questa attività, di due rilevatori, che nel periodo compreso tra il 1° ed il 21° giorno di ogni mese raccolgono 4.949 quotazioni di prezzo relative a 718 tipologie di prodotti, rivolgendosi direttamente a 540 ditte (le cosiddette “unità di rilevazione”), distribuite su tutto il territorio comunale, in modo da rappresentare correttamente il tessuto distributivo di beni e servizi: il piccolo, medio e grande commercio, il settore artigianale, il settore professionale, le aziende erogatrici di pubblici servizi. L'andamento degli affitti ad uso abitativo viene rilevato attraverso 112 situazioni contrattuali, relative al mercato privato (96 locazioni) e a quello dell'edilizia residenziale pubblica (24 locazioni).

I dati così raccolti sono caricati nella terza decade di ogni mese in un apposito programma telematico e trasmessi all'ISTAT, che provvede alla loro elaborazione e validazione, utilizzandoli a livello nazionale per valutare l'andamento dei prezzi al consumo.

 Attraverso questo percorso, in gran parte sostenuto dai Comuni e dai loro operatori, l'ISTAT produce e diffonde tre tipi di indici dei prezzi al consumo:

  • NIC, indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, utilizzato come misura dell'inflazione a livello dell'intero sistema economico italiano;
  • FOI, indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, riferito alle famiglie dei lavoratori dipendenti ed utilizzato per adeguare periodicamente i valori monetari;
  • IPCA, indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell'UE, utilizzato per misurare la convergenza delle economie degli Stati dell'Unione. 

La situazione del mese di novembre 2014 

A livello nazionale, l'andamento generale dell'indice dei prezzi al consumo (NIC) evidenzia, nel mese di novembre, una situazione di lieve ripresa dell'inflazione, ma solo sul medio periodo. L'indice nazionale registra infatti una variazione congiunturale (relativa al mese precedente) di segno negativo (-0,2%) ed un aumento su base tendenziale (ossia riferita agli ultimi 12 mesi) pari a +0,2%, in leggera crescita rispetto al +0,1% registrato nel precedente mese di ottobre). L'inflazione acquisita – cioè la stima della variazione media che si avrebbe a fine anno se l'indice restasse al livello dell'ultimo dato disponibile – si attesta allo 0,2%.

Si tratta si segnali ancora incerti, che potrebbero essere contraddetti nel corso dei mesi a venire. Ciò che è certo, a livello nazionale, è che per la maggior parte del 2014 la variazione tendenziale dell'indice NIC ha mantenuto un segno negativo, crollando dal +0,7% del mese di gennaio al -0,2% di settembre. La forte diminuzione dell'indice di variazione dei prezzi, causato da una perdurante contrazione della spesa per i consumi delle famiglie, ha rappresentato l'anello finale di una concomitante serie di fattori economici negativi: la diminuzione del potere di acquisto, la di­soccupazione dilagante, l'incremento dell'area di povertà relativa, il progressivo contenimento dei consumi, esteso ai generi di prima necessità: alimentazione, abbigliamento, spese sanitarie. Nei mesi di agosto e settembre si è assistito al  passaggio dalla disinflazione (il rallentamento del tasso di inflazione) alla deflazione: una riduzione dei prezzi generalizzata e perdurante. L'indice generale dei prezzi ha registrato cioè una effettiva diminuzione rispetto ai dodici mesi precedenti, aprendo uno scenario estremamente preoccupante. Infatti, se a prima vista la frenata dell’inflazio­ne può apparire un elemento positivo, accompagnato da un maggior potere di acquisto, la stasi dei prezzi – e a maggior ragione la loro diminuzione – possono costituire un ulteriore elemento di freno dell’e­conomia. Le famiglie tendono infatti rinviare gli acquisti, prevedendo sconti maggiori in futu­ro e paralizzando i consumi. Le imprese possono a loro volta rinunciare ad investire, temendo di vendere i loro prodotti, in futuro, a prezzi più bassi del costo di produzione odierno, cau­sando una ulteriore contrazione dell’economia, che si avvita su se stessa. Si tratta di un campo minato, comune a buona parte dell'Unione Europea, nei confronti del quale i vertici della BCE hanno annunciato l'adozione di “misure non convenzionali” capaci di invertire le situazione ed innescare la ripresa. 

A livello locale, i dati rilevati nel mese di novembre 2014 risultano sostanzialmente allineati con l'andamento nazionale. Ad Arezzo, in effetti, nel corso del 2014  la progressiva discesa della variazione degli indici dei prezzi ha toccato il valore zero fin dal mese di luglio, con un mese di anticipo sull'andamento nazionale, oscillando tra il -0,2% ed il -0,3% tra agosto e settembre. Ad ottobre si è risaliti al un timido +0,2%, confermato a novembre. 

L'analisi delle macrocategorie di prodotto che registrano un maggiore incremento tendenziale evidenzia situazioni marcate nel settore delle spese per l'abitazione, acqua e prodotti energetici, e specificamente nelle tariffe inerenti la raccolta dei rifiuti (+18,9%) ed i servizi idrici (+4,8%), nonché nei consumi collegati all'istruzione ed in particolare alle tariffe delle scuole private dell'infanzia e primaria (+10,9%). In diminuzione risultano invece i supporti di registrazione (-14,2%), gli apparecchi telefonici (-13,9%), gli apparecchi per il trattamento dell'informazione (-13,1%).

Disallineamenti degli indici dei prezzi locali (in aumento) si registrano rispetto alle tariffe dei rifiuti e del servizio idrico, nonché delle spese per l'istruzione privata; scostamenti in diminuzione si rilevano invece nei servizi sanitari e spese per la salute, riferibili essenzialmente  a riduzioni di prezzo nelle prestazioni diagnostiche fornite dal settore privato. 

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