Prima Pagina | Cronaca | Vasai annuncia ufficialmente lo sforamento del patto di stabilità. E la Regione? Dorme sonni beati...

Vasai annuncia ufficialmente lo sforamento del patto di stabilità. E la Regione? Dorme sonni beati...

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Vasai annuncia ufficialmente lo sforamento del patto di stabilità. E la Regione? Dorme sonni beati...

E’ una situazione a tinte fosche, ma purtroppo reale, quella che il presidente Vasai ha evidenziato questa mattina, mentre il personale dell’ente, dopo aver annunciato nei giorni scorsi lo stato di agitazione, ha presenziato al consiglio provinciale in segno di protesta.

 

 

Di fronte all’impossibilità di ricollocare i dipendenti in esubero entro la data del 31 dicembre 2014, il governo si è inventato una proroga al 31 dicembre del 2016. Fino a quella data tutto il personale a tempo indeterminato resterà in carico alle province. Peccato però che contemporaneamente sia stato confermato il taglio del 70,54 per cento delle risorse.

Dove troveranno le province i soldi per pagare gli stipendi se non sforando pesantemente il patto di stabilità? In realtà non è la provincia ad aver fatto il salto, ma l’asticella che il governo ha abbassato sempre di piu’, che ha spinto fuori dalle soglie il bilancio. E c’è chi sta peggio.

Non che sia di grande consolazione, ma in questi stessi giorni, piu’ di un presidente provinciale ha dichiarato di aver autonomia massimo per due mesi, dopodichè non gli resterà che la dichiarazione di insolvenza, col fermo di ogni attività, dallo spegnimento di tutti gli impianti di riscaldamento nelle scuole, alla mancata corresponsione degli stipendi. Ad Arezzo non siamo a questo punto.. ma per quanto?

Non va meglio per ciò che riguarda l’erogazione dei servizi. Alle province resteranno la manutenzione delle opere stradali, l’edilizia scolastica e alcune funzioni legate ad ambiente e mobilità. Ma oltre a queste, la Regione Toscana ha trasmesso alle provincie le deleghe sul lavoro, formazione e agricoltura, insieme a tutti i dipendenti relativi. La copertura di queste deleghe, arriva dalla stessa regione ma per importi max del 30% - 35% del loro stesso costo. Se almeno la regione riprendesse deleghe e dipendenti, la provincia avrebbe qualche possibilità di sopravvivenza. Ma la regione ha giuoco facile a fare i bilanci coi soldi degli altri e il presidente Rossi continua a far finta di nulla.   

Il governo ha concesso ai comuni la possibilità di sforare il patto di stabilità per far fronte agli interventi di messa in sicurezza delle scuole, facoltà però che, nonostante reiterate sollecitazioni, non è stata concessa alle province. Perché gli studenti che frequentano gli istituti provinciali dovrebbero godere di minori diritti rispetto a quelli delle scuole materne, elementari e medie?.

Il governo non pago, ha sottratto anche qualche milione di euro attraverso un prelievo forzoso sugli incassi dei bolli RCA, togliendo quindi una delle due uniche entrate di cui il nostro ente può beneficiare. In pratica non solo non versa quanto è dovuto ed era stato garantito, ma sottrae risorse proprie, anziché compensare la situazione come sarebbe logico fare.

La verità è che non stanno smantellando le province, stanno smantellando il territorio, privandolo dei servizi fondamentali. Una situazione questa che è comune a tutte le amministrazioni provinciali italiane, come dimostra l’assoluta identità di vedute fra tutti i presidenti di qualunque parte politica. Qui è in gioco il futuro del territorio nella sua globalità, sono in gioco i diritti dei cittadini, degli studenti, dei lavoratori di questo ente. Se da parte del governo non ci saranno modifiche sostanziali alla legge di stabilità e non saranno previsti finanziamenti alle province, molte di queste saranno costrette a dichiarare fallimento in pochi mesi. Altro che il tanto sbandierato risparmio di tre miliardi entro il 2017: non sarà necessario arrivare tano in là, probabilmente non andremo oltre la primavera del 2015. Le province salteranno, ma a saltare sarà in realtà l’intero sistema degli enti locali e proprio per mano di chi ha avuto anche l’onere di rappresentare un’amministrazione provinciale. 

Roberto Vasai: “Si tratta di un annuncio  che non esito a definire doloroso, perché in questi anni abbiamo lavorato e direi anche combattuto perché questo non accadesse, ma che si è reso necessario con l'attuale situazione delle Province in rapporto con gli altri enti sovraordinati -, ha esordito Vasai. I conti, d'altronde, si fanno con i numeri che ci dicono che in questi anni i trasferimenti statali sono stati cancellati, le entrate proprie sono diminuite e le varie manovre finanziarie hanno imposto tagli e limitazioni. Nonostante questo, se non avessimo avuto in carico la gestione dei cantieri di opere regionali per 80 milioni di euro dei quali la Provincia nel 2008, quando la situazione era completamente diversa, si è fatta carico non ci troveremmo in questa situazione. Dico chiaramente, però, che aver portato avanti i cantieri e concluso molte opere pagando regolarmente le aziende è per me motivo di vanto, e non certo di rammarico. Resta il fatto che dei 30 milioni di spese in conto capitale di quest'anno il 56,74% riguardano cantieri regionali e il 17,55% opere di difesa del suolo in gran parte finanziate dalla Regione”.  Lo sforamento del patto si aggirerà, come ha spiegato il ragioniere capo dell'Ente Roberta Gallorini, attorno ai 30 milioni di euro: “Si sfora il patto perché la Provincia di Arezzo rispetta la Direttiva comunitaria inerente i tempi di pagamento, anche nei molti cantieri regionali di grande valore finanziario. Lo Stato, oltre a non aver predisposto strumenti adeguati per mitigare il Patto a differenza del 2013,  con le sue manovre finanziarie ha inoltre ridotto le entrate tributarie delle Province in misura proporzionalmente superiore a quelle dei Comuni, incidendo negativamente sul Patto di Stabilità, appesantendo anche gli obiettivi iniziali  delle Amministrazioni provinciali. La Regione Toscana, infine, non ha accordato spazi in termini di patto di stabilità verticale 'tradizionale', nonostante la richiesta da noi avanzata fin da febbraio di quest'anno visto che gran parte dei nostri investimenti sono, come già detto dal Presidente, dovuti a cantieri regionali”. Questo sforamento, che è da considerare quindi inevitabile, è comunque una situazione condivisa con buona parte delle Amministrazioni provinciali italiane, e lo sguardo del Presidente Vasai è più che altro rivolto al futuro dell'Ente, in una situazione di grande incertezza alla quale si aggiunge la questione legata ai dipendenti derivata da quanto contenuto nella legge di stabilità: “Questo stato di paralisi non è più tollerabile, la legge Del Rio ci assegna delle specifiche competenze e chiediamo a gran voce che gli sia data piena attuazione in modo da poter riprendere a fare il nostro lavoro”.

Protesta dei lavoratori durante la seduta, piena condivisione delle loro ragioni da parte dei consiglieri

I dipendenti della Provincia, che da venerdì stanno occupando il palazzo sede dell'Ente, sono stati protagonisti anche nella seduta di oggi del consiglio provinciale. Durante i lavori, infatti, sono entrati in Sala dei Grandi per manifestare la propria protesta e per consegnare ai consiglieri un documento, del quale hanno chiesto l'approvazione. “Prima di tutto preciso che ognuno di noi è in permesso personale, e non in  orario di lavoro -, ha affermato il rappresentante della RSU Gino Pitti. La nostra protesta continua, anche oggi quindi prosegue l'occupazione mentre si sta votando alla Camera la manovra finanziaria. Le questioni che poniamo sono di due tipi: quella legata alla perdita dei posti di lavoro, per la quale riteniamo quanto approvato dal Governo non assolutamente sufficiente, e il fatto che l'Ente venga svuotato di risorse e che quindi non sia messo nella condizione di poter fornire servizi ai cittadini”, ha affermato il rappresentante della RSU.

“Queste manifestazioni – ha detto il Presidente Roberto Vasai rivolto ai dipendenti -, hanno un atteggiamento molto responsabile, legando le problematiche del personale a quelle dei servizi, con riferimento al massacro finanziario che è stato attuato nei confronti del nostro Ente”. Dai banchi del consiglio sono intervenuti anche i consiglieri Pd Riccardo La Ferla, che ha apprezzato anche i modi della protesta ferma e civile, e la Vicepresidente Eleonora Ducci, che ha definito la riforma Del Rio una legge scritta male alla quale è mancata una cabina di regia, mentre Giovanni Turchi  ha manifestato piena solidarietà ai lavoratori da parte del gruppo di “Insieme per Arezzo”. Il consiglio ha approvato all'unanimità un documento nel quale, partendo da quanto presentato dalla RSU, si condivide la preoccupazione dei dipendenti della Provincia e delle società collegate direttamente e indirettamente.

Nel documento si auspica che si favorisca la ricollocazione in altri enti del personale proveniente dalle Province, al fine di garantire la massima continuità occupazionale e dei servizi svolti fino ad oggi. Il consiglio provinciale ha confermato la sua piena disponibilità e volontà ad intraprendere tutte le iniziative nelle proprie facoltà affinché di tale situazione si facciano carico anche i livelli istituzionali nazionali e regionali, ricordando che la legge Del Rio dispone che sia il livello regionale a determinare la riorganizzazione delle funzioni. Nella seduta di questa mattina il consiglio provinciale ha anche approvato lo Statuto e il regolamento dell'Ente, deliberato l'esercizio provvisorio di bilancio, nominato i suoi revisori dei conti, scelti tramite sorteggio e con una consistente riduzione del compenso loro attribuito, approvato la convenzione con il Comune di Arezzo per l'attività di verifica degli impianti termici e rinnovato i membri delle commissioni e delle sottocommissioni elettorali provinciali.

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0