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Cosa ci dicono le primarie del PD

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Cosa ci dicono le primarie del PD

Ci dicono una cosa semplicissima: che 5354 cittadini hanno scelto chi sarà il loro candidato. Forse molti commentatori politici locali non sanno far di calcolo, ma 5354 voti rappresentano il 30% dei voti presi dal PD alle ultime comunali e quasi il 12% dei voti validi espressi. Basterebbero dunque i voti delle primarie, per essere il terzo partito a palazzo Cavallo.

E’ comprensibile che molti rosichino per la capacità del Partito Democratico di darsi una struttura interna con un così profondo livello di democrazia (e la sinistra interna od esterna riesce a parlare piu' o meno come la destra piu' reazionaria). Val la pena ricordare, parlando di numeri, che Bracciali in queste "primariette" ha preso da solo poco meno di quanto prese Beppe Grillo alle comunali vere (2.678 voti). 

Se è vero che 5.354 cittadini non sono nulla rispetto al corpo elettorale di 70/80 mila elettori, non è con il corpo elettorale che bisogna parametrarsi, ma con le segreterie di tutti gli altri partiti.

Se nel PD il candidato sindaco lo hanno scelto cinquemila cittadini, per gli altri questa scelta la fanno cinque burocrati della segreteria (quando va bene) al chiuso delle segrete stanze. Questa è la vera novità delle primarie.

Invece di rosicare, con commenti al vetriolo che non fanno onore a chi li pronuncia, sarebbe giusto che tutte le forze politiche si impegnassero per raggiungere un così elevato livello di democrazia interna. E’ un dato di fatto che da quando è nato il Partito Democratico, lo sforzo per superare le antiche liturgie dei partiti che lo hanno fondato (Margherita e DS) e per darsi una struttura con un livello di partecipazione interna mai visto prima nella storia repubblicana, sono cominciati i veri successi elettorali. Perché cinquemila cittadini che l’antivigilia delle feste di Natale, nel primo giorno di inverno, decidono di scomodarsi per ottenere il diritto di dire la loro riguardo alla gestione del partito, non possono poi non sentirsi anche coinvolti nel successo della forza che hanno così pervicacemente sostenuto.

Da quando il PD ha scelto questa forma di democrazia, sono saltati tutti i vecchi schemi interni, superando in un solo colpo tutti i clichet dell’antiberlusconismo militante e del partito governato sempre dai soliti gerarchi, che in pochi anni invece si sono ritrovati all’angolo poco piu’ che agonizzanti.  

La capacità che sta dimostrando il PD di far emergere le nuove leve della politica, non conosce paragoni nella storia d‘Italia. E non conta nulla se oggi queste leve si chiamano Bracciali o Renzi:  è il meccanismo, che va via via collaudandosi, che sta dimostrandosi la vera forza per vedere in futuro una politica nuova. Questo meccanismo, piu’ dello stesso partito che lo sta collaudando, è la vera novità nel panorama politico italiano. Poco conta se alcune di queste scelte potranno apparire sbagliate, se alcuni di questi candidati si dovesse scoprire poi non essere quelli giusti. Con una dinamica democratica così intensa, le possibilità per ribaltare nuovamente il tavolo in qualsiasi momento, senza sentirsi sempre oppressi sotto la cappa delle antiche gerarchie che non si scollano mai dalla seggiola, rende oggi il PD l’unica vera forza politica di statura internazionale, con un livello di democrazia interna che solo 10 anni fa appariva ai piu’ solo una lontana speranza.   

Molti immaginano che i perdenti in questa competizione interna, faranno adesso il possibile per mettere in difficoltà il vincitore. Se così fosse, ma io non credo, significherebbe allora che la scelta del cittadini alle primarie, è stata realmente quella giusta. Questa è l'unica cosa che non sappiamo con certezza, ma che apparirebbe invece riconfermata dall'ipotesi. Ma è un dubbio che avremo la possibiltà di chiarire presto.      

Ciò che appare da questa consultazione, è che  in corso un ricambio generazionale  di portata storica, che avvantaggerà chi si  è incamminato su questa strada già da tempo. Inutile e strumentale la sicumera che ci sono delle imperfezioni nel meccanismo. Ci sono senza dubbio: tutto è migliorabile e tutto dovrà essere ancora migliorato, ma le critiche di chi sta seduto a guardare gli altri che si impegnano a farlo, suonano oggi ridicole per non dire di peggio.

Il PD sta mostrando una strada da seguire e che piano piano dovrà farsi strada in ogni competizione elettorale, compreso quelle regionali. Chi crede che cinquemila cittadini alle primarie siano un flop, tenga presente allora che nessun’altra forza politica oggi in campo, potrebbe realisticamente ottenere di piu’. Se mi fosse possibile dare un consiglio, invece che sorridere sarcastici ai sacrifici degli altri, bisognerebbe impegnarsi, ognuno nel suo campo, per ottenere risultati analoghi. Forse anche l’Italia sarebbe un paese un po’ piu’ moderno.     

Auguri di cuore a Matteo Bracciali. Nell’interesse di tutti. 

 

 

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