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Il WELFARE E’ DI TUTTI

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Il WELFARE E’ DI TUTTI

Il CUPLA denuncia l’esclusione dal tavolo delle trattative e l’atteggiamento “privilegiato” usato dell’Amministrazione comunale

 

 

In questi ultimi decenni, per dirla in maniera diretta quanto banale, il mondo è cambiato e questo cambiamento, tutto al negativo, si è fatto sentire in maniera prepotente anche nella nostra Provincia e città. Nel volgere di poco tempo, dicono i rappresentanti del CUPLA, è aumentata una fascia di popolazione che è alla continua ricerca di risposte e servizi. Il Welfare, che poi non è altro che il sistema sociale che dovrebbe garantire a tutti i cittadini la fruizione dei servizi sociali ritenuti indispensabili, occupa nei bilanci delle amministrazioni locali una voce importante in termini di risorse ma, nei fatti ovvero nella erogazione dei servizi, non corrisponde come dovrebbe.

Il sindacato dei pensionati CUPLA che, nel territorio comunale conta oltre 7.000 iscritti, ha ben presente quali sono le necessità e soprattutto le mancanze legate alla politica del Welfare locale e denuncia con forza l’atteggiamento “esclusivo” che l’amministrazione comunale aretina continua ad usare.

Siglare una lettera d’intenti, come qualche giorno fa è avvento tra Comune di Arezzo ed i tre sindacati confederali dei pensionati come si legge nel documento “…allo scopo di rendere permanente le relazioni tra le parti… Obiettivo comune è quello di individuare proposte e percorsi che, pur nella distinzione dei ruoli e delle responsabilità, possano rappresentare un modello nuovo di costante confronto e verifica sulla qualità della vita e sul benessere delle persone, oltreché una partecipazione attiva alle politiche cittadine…”. Oggi non si capisce l’esclusione del CUPLA e questo è un modo scorretto di affrontare la questione. La partecipazione attiva di una parte molto rappresentativa della realtà sociale, dicasi pensionati, alla vita democratica e amministrativa deve essere intesa a 360 gradi e non riservata “ai soliti noti”. Questo, concludono i responsabili, significa non avere ben chiaro qual è la componente sociale di questo territorio e significa, anche, amministrare con occhi bendati e al quanto pericoloso. Si precisa che nel 2012 un analogo protocollo fu siglato con tutte le parti sociali.

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