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SI APRONO LE PORTE AL “SANTA CATERINA” E AL “REGINA ELENA”

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SI APRONO LE PORTE  AL “SANTA CATERINA” E AL “REGINA ELENA”

I due collegi femminili dell’aretino offrono al territorio il grande potenziale culturale e sociale. Attualmente le strutture impiegano 120 persone ed ospitano tra convittori, semiconvittori ed universitari 250 giovani tra maschi e femmine

 

Pochi, anzi, pochissimi sono a conoscenza che in provincia di Arezzo hanno sede, caso unico nazionale, ben due dei cinque convitti nazionali: il Santa Caterina ad Arezzo ed il “Regina Elena” a Sansepolcro oltre ad un istituto paritario di istruzione secondaria, il liceo San Bartolomeo sempre a Sansepolcro. Tutti gestiti dall’INPDAP (Istituto Nazionale Previdenza della Pubblica Amministrazione) fino al gennaio 2012 poi passati alle competenze INPS, che ha ereditato questo patrimonio, sia come aspetto storico-artistico sia come aspetto sociale.

Come è stato ribadito nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina al Santa Caterina di Arezzo alla quale hanno preso parte lo stato maggiore dell’INPS regionale, il dirigente Paolo Sardi, il dirigente area Giuliano Bolzan, il dirigente del welfare Fioretta Alongi, il Presidente del comitato provinciale INPS di Arezzo, Adriano Ghirotto, i direttori dei due Convitti oltre al sindaco di Arezzo Stefano Gasperini e all’Assessore al Bilancio del comune di Sansepolcro Eugenia Dini, queste strutture hanno, per molto tempo, operato restando chiuse nella loro autonomia e poco hanno interagito con la vita sociale del territorio.

Pur accogliendo ospiti provenienti da ogni regione d’Italia che, in queste due sedi, hanno potuto usufruire non solo di una ospitalità dagli standard elevati, ma la possibilità di frequentare ogni tipo di scuola: dalle elementari all’Università, sono sempre rimaste estranee al contesto territoriale.

Oggi, nonostante l’evoluzione che ha permesso loro di offrire i propri servizi anche ad una utenza esterna attivando quindi, un servizio ai semiconvittori e agli universitari, arrivando ad ospitare compreso i convittori nella struttura aretina 100 ospiti e in quella di Sansepolcro 130, necessitano una maggiore integrazione con il territorio e lo fanno partecipando, in primis, le potenzialità delle strutture così come l’elevata valenza sociale.

Attualmente, tra Arezzo e Sansepolcro sono impiegate a vario titolo e funzioni ben 120 persone, una realtà lavorativa di tutto rispetto che porta una notevole ricaduta nel territorio. Una realtà, quindi, attiva che mette a disposizione un notevole potenziale di filiera e di indotto. Un valore aggiunto che vuol essere a disposizione del territorio visto che, da sempre, sono mete scelte da ospiti provenienti da tutta Italia.

 

Il Santa Caterina, collocato al centro della città, in via Garibaldi, vanta anche origini e tradizioni educative. La mission ha radici in una storia prestigiosa e in una positiva vocazione istituzionale che ha consentito a generazioni di ragazze di realizzare sogni e progetti. La struttura di circa 9000mq coperti ed un  parco interno di circa 8000mq., all’interno della struttura sono conservate opere di pregio fra queste un affresco di Parri di Spinello, ma anche un crocefisso cinquecentesco dono di Papa Giulio III alla nipote Maddalena badessa dell’antico Convento. Anche il Regina Elena ha origini antiche che risalgono agli inizi del 1200 come chiesa San Bartolomeo, trasformato poi in conservatorio nel 1785 per l’istruzione di fanciulle. Poi con Regio decreto nel 1936 l’ingente patrimonio fu trasferito all’INFADEL poi all’INPDAP con l’obbligo di istituire e mantenere il Convitto e l’Istituto Magistrale oggi liceo San Bartolomeo. Il nuovo conservatorio nel 1937 fu chiamato Regina Elena in onore di Maria Jose che nel ’37 venne ad inauguralo.

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