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Tanti (FI): Provincia di Arezzo e PD: ora i nodi vengono al pettine. Si pagano colpe “antiche” e tutte politiche.

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Tanti (FI): Provincia di Arezzo e PD: ora i nodi vengono al pettine. Si pagano colpe “antiche” e tutte politiche.

“Provincia di Arezzo e PD: i nodi vengono al pettine, mi sorprende però che ci si sorprenda perché la strada era segnata da tempo sia per quanto riguarda la situazione dei dipendenti che per quanto riguarda lo stato comatoso dell’ente” CosìLucia Tanti già Capogruppo del PDL-FI alla Provincia di Arezzo e ora Vicepresidente del partito azzurro con delega agli enti locali. “Partiamo dalla situazione dei dipendenti.

 

Dico subito che in dieci anni di Consigliere provinciale ho conosciuto persone capaci e attente al loro lavoro e per questo abbiamo sempre sostenuto che non ci fosse bisogno di esternalizzare servizi affidandosi ad enti sulla cui utilità politica abbiamo sempre avuto dubbi. Un esempio concreto: Cinpa e Artel.

Se oggi siamo al collasso è certo per colpa del Governo Renzi che ha gestito la questione in maniera ridicola e inaccettabile, ma non nascondiamoci dietro ad un dito perché è anche per responsabilità di chi ha governato da sempre questa Provincia e cioè del PD aretino. Va detto che, negli anni, questa Provincia ha creato realtà costose, società in house, affidando compiti che ben potevano essere svolti dal personale interno.

Una Provincia di circa 350mila abitanti poteva ben rispondere con i sui 440 dipendenti alle funzioni di propria spettanza, non c’era bisogno di creare società in house che contano altri 120 dipendenti e di continuare a dare sangue a partecipate senza ritorno o peggio ancora venderle in maniera legittima ma oggettivamente a prezzi stracciati – come nel caso di Cinpa - a cooperative guarda caso molto vicine alla sinistra per poi, pochi mesi dopo, stabilire ancora relazioni contrattuali pesanti da un punto di vista economico.

A chi è servito questo modello di società in house? Inoltre va anche detto che questa Provincia, nell’ultimo decennio, ha strizzato l’occhio alla Regione assumendosi la gestione di molta viabilità regionale e determinando così meccanismi maligni con il patto di stabilità che ne è stato diretta conseguenza.

A chi è servito questo metodo da “lustra scarpe” politico a vantaggio di Firenze?

Ma non solo: questa à una Provincia che per fare una variante in un tratto di strada di poco più di 1 km e mezzo, ha speso sei milioni di euro mettendoci circa dieci anni: è il caso di Santa Mama in Casentino.

Ora veniamo ai servizi. Lo dico brutalmente: a gennaio si rischia di avere scuole al gelo e ragazzi che vanno a scuola a piedi, tuttavia che questa sarebbe stata  la china si sapeva da anni perché noi il dissesto lo abbiamo sfiorato già lo scorso anno e quando FI lo preannunciò si levarono gli scudi contro di noi mentre all’interno, maggioranza e opposizione, lo sapevamo da tempo.

L’unica cosa “nuova” è che adesso i nodi sono venuti al pettine,  adesso il PD non ha più frottoline politiche da raccontare a nessuno né sul livello nazionale, né sul livello locale. Né ai dipendenti interni che sarebbero stati di certo in grado di fare fronte ai servizi esternalizzati senza iniezioni di assunzioni esterne,  né al personale “esterno” - bravo di certo-  ma a cui abbiamo creato un posto di lavoro “drogato” dalla politica e meno che mai ai Cittadini  a cui oggi si dice che siamo con il sedere per terra e che è tutta colpa del Governo.

Sì è colpa del Governo: fu colpa di Monti e ancora più di Renzi, ma la colpa politica è anche di chi governa la Provincia da sempre, di chi in questi anni ha fatto finta che tutto fosse perfetto, di chi in anni di vacche “grasse” ha creato un sistema di potere più che di servizi. La colpa politica è del PD, della sua idea di Provincia “protagonista” e un po’ “imperatrice” che ci accompagna da  decenni.

Questa è la verità e se vogliamo tentare di risolvere il problema, è da qui che bisogna partire.

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