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Provincia addio? A rischio servizi per i cittadini: scuole, viabilità, impiego, ambiente

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Provincia addio? A rischio servizi per i cittadini: scuole, viabilità, impiego, ambiente

I sindacati di categoria Filcams e Flai Cgil e UiltuCs : “ente sull’orlo del precipizio”

 

“Non siamo di fronte ad un semplice tratto di penna su un foglio. Quello che sta accadendo alle Province determinerà il caos nell’erogazione di importanti servizi ai cittadini che adesso sono assicurati: impiego, scuole, viabilità, tutela ambientale,supporto ai comuni. Tutti servizi che, tra poco, potranno non esistere più”.

Marusca Gaggi, Giusy Angheloni e Diego Loreto, Segretari dei sindacati di categoria Filcams e Flai Cgil e UiltuCs chiariscono il “day after” della progettata chiusura delle Province. “Parliamo di servizi pubblici ed essenziali nei quali sono impiegati anche lavoratori che non sono dipendenti diretti della Provincia ma che prestano la loro opera perché in appalto oppure perche dipendenti di società partecipate. Ma che sono parte integrante dell’intero meccanismo”.

Ma quali sono questi servizi? E chi sono questi lavoratori? 

“Cominciamo dai Centri per l’impiego. dove sono impiegati circa 50 dipendenti di CINPA con un contratto di appalto che vede la sua scadenza il prossimo luglio. A breve quindi la necessità di iniziare a pensare al nuovo bando di gara, alla proroga del contratto in essere, ma ad oggi questo non è possibile perchè non sappiamo chi avrà la delega. L'interruzione anche per pochi giorni di un servizio del genere sarebbe di non poco impatto per le decine di disoccupati e cassaintegrati cui tentano di trovare lavoro e che ogni giorno ingrossano le fila nei vecchi uffici di collocamento”.

Un paradosso, tanto più che nelle intenzioni del Governo, i centri per l’impiego “devono essere potenziati, anche alla luce del programma Garanzia Giovani”. In realtà non solo non stati potenziati ma rischiano il collasso per mancanza di fondi e di personale. Infatti, con i tagli alle Province previsti nella legge finanziaria, dal 1 gennaio del prossimo anno, i 545 centri per l’impiego italiani rischiano di chiudere e i 7500 addetti di perdere il posto.

Dal lavoro all’innovazione: “AR.TEL – Arezzo Telematica SPA è la società in house della Provincia con attività d’Information Technology che interessano servizi quali Protezione Civile, Difesa del Suolo, Viabilità, Trasporti, ecc. L’attività di Artel è garantita da figure dotate di professionalità altamente qualificata e specializzata in settori strategici funzionali all’esercizio delle attività assegnate alla Provincia. Il supporto informatico, la gestione delle banche dati, lo sviluppo di software gestionali tarati su esigenze specifiche dei vari servizi, il lavoro di manutenzione ed assistenza tecnica, di informatizzazione e di pubblicazione dei dati via web, di sviluppo dell’e-government”.

Di servizi al territorio si occupano infine i lavoratori impiegati con la cooperativa AGRIFOREST. “E’ veramente preoccupante – concludono Gaggi, Angheloni e Loreto - pensare a quali conseguenze potrebbe portare la sospensione del loro servizio, o una riorganizzazione che non li metta in condizione di operare pienamente. A cominciare dal presidio vero del territorio e del patrimonio agroforestale che il nostro Paese detiene e che manca, non dimentichiamoci che la Toscana è la regione più forestata d'Italia e la nostra Provincia offre un importantissimo contributo. Come sempre accade e solo all'indomani dell'ennesima alluvione e degli effetti che queste producono sulle popolazioni e sull'ambiente, si dibatte inutilmente all'asciutto dei salotti televisivi sulla necessità (non più rinviabile) di fare prevenzione.

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