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I FATTI DI SIDNEY E SUA MAESTA’ … IL CASO

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I FATTI DI SIDNEY E SUA MAESTA’ … IL CASO

 

Come sarebbe bello che i fatti di cronaca nera e terrorismo andassero come nei romanzi polizieschi! La Pubblica Opinione teme i “complotti”, ma sotto sotto li cerca. Tutto, in fondo, sarebbe molto, molto più semplice: i complotti si possono scoprire, si possono sventare; se ci sono più persone, qualche volta uno “canta” e i servizi di sicurezza, se sagaci e preparati, sanno cosa fare. Come dire, davanti all’orrore e al dispiacere per i morti, almeno ci sia la consolazione (tutta illuministica) di sapere la Verità, o almeno di credere di conoscere la Verità. Come se la Verità (incarnata dallo Stato, dagli organi giudiziari e di polizia) potesse compensare la cognizione e la visione dell’orrore, del dolore (patetica illusione illuministica!). Ma quando ci mette lo zampino … “Sua Maestà il Caso”?

“Sua Maestà il Caso decide per una buona metà il corso della storia”: non ricordo se era Voltaire o Federico di Prussia a dire questo. “Sua Maestà il Caso” se ne frega dei nostri romanzi polizieschi …

 “Sua Maestà il Caso” può presentarsi dietro il volto apparentemente innocente e accattivante di due giovani biondi, dai bei modi, di ottima famiglia veneta, di ottimi studi, dalle brillanti prospettive. Due giovani che te li trovi, l’ultima domenica di carnevale del 1984, in una discoteca vicina al Lago di Garda, come due Pierrot dall’aria lunare e malinconica, con l’aria di due adolescenti timidi, che vorrebbero prendere l’iniziativa con le ragazze, ma … non ce la fanno. Eppure, poco dopo, si scoprirà che quei due Pierrot Lunaire erano pronti a fare dilagare le fiamme in quella discoteca … Come avevano fatto qualche tempo prima a Monza, quando avevano incendiato un noto cinema porno di Monza.

“Sua Maestà il Caso” può far sì che centinaia di giovani credano di essere riuniti in un convegno estivo a Oslo: un convegno, reso piacevole e distensivo dal calore estivo, che incita all’allegria e all’esuberanza. Troppo tardi sapranno che “Sua Maestà il caso” aveva deciso la loro morte.

Tutto per colpa di cani sciolti, non killer su commissione di Qualcuno …: non ci sono “servizi segreti”, o una “Superloggia”, c’è solo uno squlibrato, con i nervi di traverso, che ha deciso di darti la morte: perchè convinto nella “violenza purificatrice” dell’immoralità (pornografia, discoteca, omosessuali, drogati), in Ludwig, perché animato da folli e imperscrutabili ragioni di vendetta.

Oggi, “Sua Maestà il Caso” ha armato il folle di Sidney che ha preso in ostaggio, in nome della “guerra santa islamica” circa quaranta persone … C’è qualche vecchio che sapeva? O il Tizio è un “cane sciolto”? A “Sua Maestà il Caso” non importa …

Fu forse un caso, se il 12 dicembre 1969, alla Banca Nazionale dell’Agricoltura, a Milano, all’esplosione della bomba, ci fosse tanta gente: in quell’ora, la banca avrebbe dovuto essere chiusa … Avesse voluto “Sua Maestà il Caso” far esplodere la bomba, in orario di chiusura, con la banca deserta, oggi, non ci ricorderemo di Piazza Fontana. Non ci fosse stata Piazza Fontana, non ci sarebbe stata (questo è certa) l’esplosione delle “Brigate Rosse” (che in Piazza Fontana videro il “salto” della Reazione, pronta a imbracciare la repressione dell’Autunno Caldo operaio); e (chissà) forse non ci sarebbero stati gli attentati “neri” degli anni successivi.

 

Oggi, però, che ISIS ha dichiarato la “guerra globale” all’Occidente, anche le azioni dei “cani sciolti” possono servire alla causa: “chi non è contro di noi, è per noi”, dice Qualcuno. E qui, “Sua Maestà il Caso” non ci azzecca proprio niente …

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