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Riordino istituzionale: Arezzo prepara la sua “cabina di regia”

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Riordino istituzionale: Arezzo prepara la sua “cabina di regia”

All’incontro di stamani in palazzo comunale anche una rappresentanza dei dipendenti della Provincia

 


Il pro Sindaco Stefano Gasperini ha aperto l’incontro interistituzionale di stamani nella sala del Consiglio comunale: “un primo incontro del quale tutto il sistema aretino sentiva la necessità. Stiamo assistendo ad una sorta di “politica del carciofo” che sta modificando il sistema istituzionale locale.  Nessuno nega la necessità di un riordino ma questo non può avvenire in maniera dirigistica senza un confronto con le realtà locali. Un esempio è rappresentato dal futuro della Provincia e, in modo particolare, dei suoi dipendenti”.

Gasperini ha poi citato i temi delle Camere di Commercio, delle Asl e delle Soprintendenze.

“Siamo di fronte a provvedimenti estemporanei o ad una strategia?  Perché sia una strategia, è necessario che ci sia una chiara redistribuzione sia delle competenze istituzionali sia del relativo personale. E i criteri devono essere quelli della garanzia della qualità e del costo dei servizi ai cittadini”.

Il proSindaco ha poi sottolineato il tema della localizzazione di enti o aziende accentrate, chiedendo che non sia data per scontata una città rispetto ad un’altra.

Presenti stamani in palazzo comunale la senatrice Donella Mattesini; il consigliere regionale Marco Manneschi;  i Presidenti di Provincia, Roberto Vasai e di Camera di Commercio, Andrea Sereni; numerosi sindaci e rappresentanti delle categorie economiche.

Nella sala del Consiglio, al termine della manifestazione che hanno tenuto in piazza della Libertà,  sono intervenuti anche i lavoratori della Provincia e ha parlato il rappresentante della Rsu: “da tempo stiamo sostenendo la necessità di una cabina di regia. La Provincia deve avere un futuro e devono essere mantenuti i servizi che sta erogando. Respingiamo l’idea che la Regione riprenda deleghe senza personale. 440 dipendenti più 120 delle aziende collegate rappresentano una vera e propria emergenza occupazionale. Non c’è più tempo per attendere: dal 1 gennaio scattano i tagli e noi vogliamo conoscere il nostro futuro”.

La Rsu ha annunciato le manifestazioni di oggi pomeriggio in Regione Toscana e domani mattina di fronte al Senato.

E su questo tema è intervento il consigliere regionale Marco Manneschi: “pieno accordo con la proposta di una cabina di regia. Siamo di fronte ad una situazione molto difficile e l’attore principale, cioè il Governo, ha tagliato progressivamente le risorse. Le preoccupazioni dei lavoratori e dei sindaci sono anche del Consiglio regionale: chiediamo di difendere sia i servizi che i dipendenti. La Regione Toscana ha dichiarato al Governo di essere disponibile a riassumere deleghe e funzioni ma non in assenza delle risorse necessarie”.

Il Presidente della Camera di Commercio, Andrea Sereni, ha sottolineato come “sia difficile trovare il bandolo della matassa. Rischiamo un effetto a cascata di disservizi a danno dei cittadini e delle imprese. Il percorso che sta per interessare le Camere di Commercio non è molto diverso da quello che ha interessato le Province. Il sistema camerale avrà un progressivo calo di risorse che in pochissimi anni lo porterà all’asfissia. Si parla, quindi, di aggregazioni ma non sono chiare né le regole né i percorsi. Resteranno autonome solo le grandi Camere di Commercio che, tra l’altro, hanno situazioni finanziarie non brillanti. Quelle piccole e, come nel nostro caso, con i conti a posto, dovranno invece aggregarsi. Il sistema economico del territorio perderà i sostegni che adesso riceve, in termini di risorse, dalla Camera di Commercio”.

Il Presidente della Provincia, Roberto Vasai, ha ricordato l’attenzione degli amministratori della Provincia ai temi del riordino: “è stato sbagliato il metodo. Il riordino o è per tutti o per nessuno: è necessario un quadro complessivo di riferimento. Le Province potevano essere superate ma stabilendo prima la rilocalizzazione dei servizi e del personale. Dobbiamo vedere cosa difendere in questo territorio. Siamo davvero convinti che il futuro sia solo l’accentramento istituzionale? Che senso ha parlare di Toscana meridionale: rappresentiamo più della metà del territorio toscano ma non ci sono né omogeneità né collegamenti di natura ferroviaria e stradale. La mia preoccupazione è di un indebolimento del nostro territorio e di una progressiva lontananza dai centri decisionali”.

La senatrice Donella Mattesini ha auspicato “un percorso comune e una stabile e unica cabina di regia per leggere le potenzialità del territorio e per definire una strategia condivisa. Sbaglia chi rappresenta Arezzo come una realtà debole e depauperata. Abbiamo risultati importanti in tema di export, impresa, struttura sociale. Dobbiamo acquisire maggiore consapevolezza della nostra forza e delle nostre potenzialità. Quanto al riordino istituzionale sarebbe stato meglio accorpare le Regioni invece di cancellare le Province. Alla sanità non serve accorpare la dirigenza in area vasta: serve ben altro. Quanti ai dipendenti della Provincia, nessuno dovrebbe perdere il posto di lavoro sia che “segua” o no le deleghe alle quali finora era assegnato. Gli emendamenti che stiamo presentando in questa fase al Senato hanno proprio questo obiettivo al quale stiamo fortemente lavorando”.

L’assessore alle politiche sociali del Comune di Arezzo, Marcello Caremani, si è soffermato sulla sanità: “il 2015 avrebbe dovuto essere l’anno del rilancio della sanità. Invece stiamo assistendo ad un taglio di 4 miliardi di euro. La Regione Toscana punta anch’essa alla riduzione delle risorse con un esubero di personale di circa 800 addetti.  Non si possono conciliare qualità dei servizi con riduzione delle risorse. La Regione Toscana sta proponendo un “gigantismo istituzionale” con le mega Asl; un’integrazione tra università e ospedali che vede però l’università dipendente da un altro Ministero e con un basso livello di qualità; le aree sanitarie di grandi dimensioni che non consentano la capillarità dei servizi. Con la demotivazione di medici e infermieri, aumenterà il rischio clinico dei pazienti. E non sarà possibile introdurre giovani professionalità nel sistema sanitario nazionale. Verranno quindi aperti spazi alla sanità privata a fronte di un indebolimento di quella pubblica. Fondamentali per la qualità del servizio sanitario sono organizzazione, prevenzione, investimenti sui “cervelli giovani”, la vera lotta agli sprechi”.

Il Sindaco di Civitella, Ginetta Menchetti, ha ringraziato Gasperini per questa iniziativa ed ha evidenziato come “troppo spesso tutte le riforme passano sulla testa dei sindaci, dei cittadini e di tutto il sistema territoriale. Questo modo di operare deve essere cambiato. Lo Stato ha bisogno di una riforma organica capace di portare risultati positivi. I sindaci sono l’ultimo anello della catena e subiscono come i cittadini le decisioni prese altrove”.

Concludendo l’incontro, il pro Sindaco Gasperini ha ribadito il valore di “impegnarci tutti insieme e dare continuità alla coesione del sistema aretino. E’ importante stare tutti insieme in un percorso condiviso. Il coordinamento della cabina di regia potrebbe essere svolto da Comune, Provincia e Camera di Commercio di Arezzo. Rivendichiamo quindi un confronto con Regione e Governo sul tema del riordino istituzionale e dell’erogazione dei servizi ai cittadini”
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