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Non saranno i ladri a rubarmi la speranza

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Non saranno i ladri a rubarmi la speranza

"Comunque penosa sia la situazione presente, comunque avanzato sia il processo di involuzione della nostra Repubblica, noi, però, non disperiamo. Sulla storia dell'umanità non cala mai il sipario, ed attori del dramma siamo noi, con la nostra volontà e i nostri ideali". Ernesto Rossi

 

Che dolore aver letto sul NYT che non c’è luogo nel mio paese dove non regni la corruzione. Se avessero scritto che mia madre era una bagascia, mi avrebbero dato lo stesso dolore.

Eppure non mi arrendo. Ho sempre creduto, fin da giovane studente di liceo, che il mio pensiero sarebbe stato liberal, anzi liberalriformista usando un termine piu’ aggiornato. Oggi che sono ben oltre il mezzo del cammin di nostra vita, direi un pensiero fortemente ispirato da Ernesto Rossi.

Questa idea di società civile, ha sempre guidato la mia scelta politica e il dover oggi constatare che coloro che sono stati prescelti a rappresentarlo, sono dei corrotti che si son venduti la mamma per denaro, mi addolora, ma non mi fa cambiare idea.

Non si cambia un ideale per vendicarsi, casomai si perseguono i criminali nel nome di un ideale di giustizia ed onestà. Mi dispiace ma non diverrò mai un fascista o un comunista perché chi doveva rappresentare le mie idee è un ladro. Non agiterò un cappio al vento rinunciando alla mia cultura. La corruzione va estirpata, i corrotti arrestati, ma un idea non si cambia per vendetta. Sono loro che se ne devono andare, non so no io a dover rinunciare a ciò che credo giusto. Anzi, è proprio quando è in pericolo ciò in cui credi, che è il momento di rimboccarsi le maniche cominciando a lottare, piu’ forte che mai. Con piu’ convinzione di prima.

Lo Stato Liberale in cui credo io, è intrinsecamente laico, in virtù della separazione delle sfere di influenza tra potere pubblico e forme ideologiche organizzate, siano esse immanenti o trascendenti.   

Lo Stato Liberale che desidero io è quello in cui gli individui sono liberi di portare avanti una condotta di vita ispirata ai principi dell'autonomia, etica e spirituale: ogni tentativo di imporre un impianto legislativo riconducibile a principi filosofici o religiosi, diversi da quelli dell'autonomia del singolo rispettoso dell'autonomia altrui, è da considerarsi liberticida.

Nello stato liberale in cui vorrei vivere io, tre cose sole vorrei che fossero offerte degnamente: sicurezza, salute e istruzione. Tutto il resto voglio conquistarmelo da solo!

Non voglio uno stato che mi offra il lavoro, quello so cercarmelo da solo e se non lo trovo me lo invento. Voglio però uno stato che garantisca regole semplici, chiare e valide per tutti e infine una giustizia rapida. Voglio uno stato che mi tuteli dai truffatori, e non una mamma che mi consoli se mi hanno truffato. Voglio uno stato arbitro imparziale e non giocatore sleale in campo. Non piegherò mai la libertà al bisogno di egualitarismo economico. Voglio uno stato che aiuti gli ultimi senza macellare i primi.

Ma oltre l'economia, esistono anche i diritti civili. Per questo non aderirò mai ad una compagine politica che in parlamento ha inveito e gridato "boia e assassino" a Beppino Inglaro. A chi si è opposto con ogni mezzo alla regolarizzazione delle unioni civili. A chi ha mandato i prefetti a bloccare i sindaci che regolarizzavano i matrimoni gay contratti all'estero. A chi voleva sospendere le convenzioni alle cliniche che eseguivano una sentenza della Cassazione. A chi considera il testamento biologico un peccato mortale. A chi, in nome di Dio, vorrebbe sparare ai barconi di chi fugge dalle guerre e dalla fame e nel frattempo si spartisce i diamanti. A chi ha emanato la Fini -Giovanardi. A chi ci ha promesso la rivoluzione liberale e ha nominato uno psicopatico all'economia. A chi pensa che Cucchi è morto solo perchè era un drogato e tutto sommato gli sta bene. A chi non è riuscito ad essere nè liberista, nè liberale e adesso è in preda al delirio e a caccia di populismo e di emotività, senza avere alcuna soluzione per chi deve apparecchiare la tavola almeno due volte al giorno. A chi si finge praticante per raccattare i voti dei bacchettoni.

Se li tengano pure quei voti. La destra clericofascista, non mi attrae, nè mi affascina! E poichè a livello locale, i ragionamenti son sempre gli stessi: grazie, ma non sono interessato! 

D'altra parte non sono neppure interessato a ideologie che la storia ha già condannato senza appello. I nostalgici fanno tenerezza, ma vivono in un mondo separato, che non c'è e non ci sarà mai piu'.

L'uomo nasce libero, non democratico, socialista, radicale, cristiano, musulmano o taoista. La libertà è una categoria fondante la realtà.  Anche la democrazia rappresentativa, è in questa visione solo un particolare regime politico fra i tanti possibili. Ma una democrazia che perde di vista il valore della libertà individuale, alla lunga può produrre una sorta  di anarchismo sociale oppure il ritorno del dispotismo, del capo a cui delegare le infiacchite coscienze.

E' il problema di come fronteggiare la massa, e, paradossalmente, governarla secondo il suo bene contro i suoi stessi istinti, spesso forcaioli: il problema di fondo della tattica comunista da Lenin a Stalin a Gramsci. Il partito-guida, avanguardia della classe operaia, il partito moderno Principe, come icasticamente affermò Gramsci. La risposta marxista all'avanzare delle masse, all'ingresso, per dirla con Ortega, delle masse nella storia. I miti della democrazia, dunque, combattuti questa volta in nome di una più  vera e concreta democrazia.

Sembra sentire il Rousseau della nota profezia: "Verrà il giorno che si dovranno costringere gli uomini ad essere liberi" Strana libertà, strana democrazia, strano socialismo, che si devono imporre, anche con la violenza, come ai tempi di Robespierre, di Lenin e di Stalin. Oggi questa massa si è scoperto essere piu' facile assecondarla e condurla dove si vuole, anche perché fonte del potere. “Chi volete che liberi? Barabba, libera Barabba!”

Nello stato in cui vivo io invece, si combatte per tutto il resto e si tralasciano i fondamentali. Si continuano a produrre leggi inutili a ritmo incessante: lo stato produce leggi, le regioni producono leggi, i comuni producono leggi. “Corruptissima re publica plurimae leges” scriveva Tacito "Moltissime sono le leggi quando lo Stato è corrotto". Ovvero uno stato corrotto ha bisogno di molte leggi per conservare la corruzione.
E' così che si affidano gli stati ai tecnocrati laureati in burocratese. Molti processi di corruzione sono dovuti al faraonico complesso di norme che non giustificano che se stesse. 
Ma non baratterò mai la mia idea di stato per la disonestà di chi mi ha rappresentato fin qui. Poco conta chi governa, poco conta chi mi rappresenta. Sono solo accidenti nel cammino della storia, ma non mi stancherò mai di ripetere che preferirò sempre una corrotta democrazia ad una onesta dittatura.

Per questo non cambierò. Partito forse si, ma idea mai. 

 

 

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