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Bracciali sulle Camere di commercio: “gli accorpamenti non si traducano in piccoli risparmi per lo Stato e in maggiori spese per le imprese”

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Bracciali sulle Camere di commercio: “gli accorpamenti non si traducano in piccoli risparmi per lo Stato e in maggiori spese per le imprese”

 

 

Anche per le Camere di Commercio si annunciano gli accorpamenti che stanno interessando le Asl e che hanno già coinvolto le Soprintendenze. L’incontro interistituzionale di lunedì in Comune, dovrebbe, a mio parere avere una priorità: le Camere di Commercio.

Non faccio né un problema di vertici camerali né di campanilismo. Ho un’unica preoccupazione e cioè che l’auspicata “razionalizzazione” del sistema comporti qualche risparmio per lo Stato e nuove spese per le imprese.

E’ quindi indispensabile che prima degli atti formali di accorpamento, l’intero sistema locale delle imprese sia messo a conoscenza degli effetti pratici che ne deriveranno. La lontananza dei servizi dal territorio, e purtroppo abbiamo più di un esempio, comporta normalmente procedure più lunghe e costi più elevati. E’ evidente che le imprese non sono assolutamente in grado di sopportare né più burocrazia né più costi.

Stiamo parlando di  oltre 38mila imprese registrate, in grandissima parte di piccole e piccolissime dimensioni alle quali la Camera di Commercio offre servizi che vanno ben oltre la tenuta del Registro delle Imprese e degli albi previsti dalla legge. Ci sono funzioni essenziali per il futuro economico del territorio. Pensiamo alla promozione, alle politiche per sviluppare la competitività, l’internazionalizzazione, l’accesso al credito, l’innovazione. E a servizi relativamente nuovi: le commissioni arbitrali e conciliative per la risoluzione di controversie che interessano i consumatori e quindi non solo le imprese ma anche i cittadini; la vigilanza sui prodotti e il rilascio dei certificati d'origine delle merci; la collaborazione con scuole superiori e università per l'orientamento al lavoro e alle professioni.

La Camera di Commercio, infine, è un interlocutore indispensabile delle istituzioni locali nell’affrontare  situazioni di crisi aziendali e di comparto nonché nel delineare nuove politiche di sviluppo.

Vorremmo sapere se continuerà ad esserlo. Non dando, ovviamente, per scontato che in caso di accorpamento la sede aggregata debba essere Siena. Arezzo ha ben altri numeri. E quindi anche di questa ipotesi vorremmo discutere.

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