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L'assemblea di "Insieme Possiamo"

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L'assemblea di "Insieme Possiamo"

Alle 21 di una fredda sera d’inverno, in un centro storico deserto, illuminato solamente dalle luci delle vetrine, si è svolto il primo appuntamento di Insieme Possiamo.

Nella sala A. Ducci, davanti ad un centinaio di persone, Morelli Marialucia ha introdotto la serata e gli ospiti. A sedere al tavolo erano presenti Carapelli Alvaro, Laura Lazzeroni, Paolo Pezzati, Fausto Tenti, Roberto Barone, Marco Tulli, Gianni Mori, Simonetta Cardinale e Rossella Rispoli.

Tra il pubblico si potevano contare una ventina di persone sotto ai trenta anni e una ventina di persone sopra ai 65 anni. I restanti erano persone di mezz’età. Erano presenti all’incirca 30 donne.

A fare riscontro al pubblico non c’era, musica, o hostess di bella presenza, o proiettori. C’era semplicemente il tepore della sala e un volantino stampato in digitale con un toner in via di esuarimento. 

Senza molti commenti, vogliamo offrire la trascrizione integrale della prima parte della serata

Pierluigi Mannozzi.

Quando ho fatto la conferenza stampa il 9 dicembre, i giornalisti non riuscivano a capire bene quale era la nostra proposta. Un po’ perché difronte a noi c’erano rappresentanti di comitati e consiglieri comunali che sono tuttora in carica. E un po’ anche perché non sembrava possibile che si fosse riusciti ad unire un fronte ampio di forze che travalica i confini dei normali schieramenti politici.

Quello che noi proponiamo questa sera è un percorso costituente aperto. Tutti questi soggetti che vedete al tavolo sono qui per proporre alla città di Arezzo uno spazio pubblico di ricerca e approfondimento all’interno del quale i cittadini di Arezzo possono mettere un’idea e realizzarla attraverso una serie di passaggi costitutivi.

L’idea di costruire una casa comune di quelle forze, lavorando con vigore per un concreto programma di governo della nostra citta, non rinnega la nostra storia ma la sviluppa adeguandola rispetto ai processi di trasformazione in atto. Noi presentiamo una proposta per costruire un nuovo soggetto politico, una casa comune di una rinnovata sinistra plurale e di governo.

Perché “casa comune”? Perché “plurale”? Noi non abbiamo mai chiesto ai comitati che lottano da anni ad Arezzo di sciogliersi o di aderire ad una cosa diversa da quella che loro già sono. I comitati devono rimanere autonomi e indipendenti da qualsiasi soggetto politico. La sostanza dell’argomentazione è questa. Solo così i comitati possono continuare a portare avanti la loro battaglia in modo indipendente.

I comitati si autofinanziano e lavorano indipendentemente. Loro sono una forza preziosissima in questi tempi di corruzione in cui si fa politica per fare affari. Li invitiamo a riflettere su due aspetti che ci riguardano: Gli chiediamo di aiutarci a scrivere il programma di governo di questa citta utilizzando il loro sapere e la loro competenza. Noi chiediamo ai comitati di aiutarci a formulare ipotesi e proposte di soluzione che riguardano fette importanti di questa città. Penso che questa possa essere una proposta accettabile. Poi chiediamo alle singole persone che sono nei comitati di costituire una lista. Non basta fare un buon programma di governo. Ci vuole persone che abbiamo una cultura una idealità e un sapere. Loro ci possono aiutare a rappresentare degnamente questa citta all’interno delle forze locali.

Noi ci rivolgiamo ai singoli esponenti e al contenuto programmatico.

Abbiamo chiesto a tutte le forze politiche presenti questa sera di unirsi, di mettersi tutti insieme, di superare quello che ci ha diviso e divide e che ci impedisce di esprimere un programma di governo in questa citta.

Noi dobbiamo fare un salto in avanti. Abbiamo chiesto a questi partiti di unirsi sotto un nome originale. Noi dobbiamo costruire e unire le forze e fare quella massa critica, quel numero sufficiente di forze, persone e consenso per conquistare il diritto ad essere una forza grande e coesa che può pesare in modo importante sulle decisioni in merito al futuro di questa città.

Abbiamo chiesto agli esponenti dei sindacati che lottano contro queste politiche contro riformatrici di aiutarci. Non vogliamo che vengano nei partiti. Gli chiediamo di aiutarci perché è con loro che possiamo elaborare delle idee per arricchire la nostra proposta di governo locale. Essa deve convincere per la qualità e per la capacità di proposta. Abbiamo chiesto a tante associazioni libere di darci un contributo.

Stiamo andando avanti perché vogliamo incontrare oltre a queste forze tutti i soggetti sociali, culturali ed economici di Arezzo. Vogliamo parlare con le rappresentanze del sindacato. Vogliamo incontrare i consigli di fabbrica sia delle piccole che delle medie imprese rimaste. Le batteremo tutte. Noi andiamo là a fare delle prosate concrete. Vogliamo parlare con gli artigiani di Arezzo. Vogliamo parlare con la parte produttiva della città. Si parte da qui come esperienza innovativa. Possiamo diventare il punto di riferimento per alti livelli regionale e nazionale.

Ecco perché ci siamo chiamati Insieme Possiamo. Noi qui diciamo semplicemente che pensiamo a mettere insieme le forze che ad Arezzo ci sono. Le forze ci sono ma si tratta di mettertele insieme. Vogliamo costruire una casa plurale della sinistra aretina arricchita dalla società civile che lavora per spirito di servizio. Vogliamo una forma di organizzazione inedita che non vuole percorrere modelli antichi. I vecchi partiti novecenteschi erano fondati sullo stato, con modello gerarchico che oggi è impensabile. Noi vogliamo un’organizzazione politica fondata sulla società civile a rete su un arcipelago cosciente dell’imprescindibile necessita dello stare insieme, di mettere insieme con l’intento costante di portare a sintesi ogni posizione. Solo cosi possiamo candidarci al governo locale e cambiare con quello la politica e come si fa politica in questo paese. Prima di tutto la corruzione e l’immoralità. Insieme possiamo rilanciare politiche per il lavoro. Bisogna impedire che i nostri beni comuni siano svenduti, inquinati e dati in gestione alle multinazionali. Il nostro nome e il nostro programma: lavoro diritti e beni comuni.

Il 26 giugno 2014 a seguito della scuola comunale per l’infanzia, per la prima volta, comitati, movimenti, sindacati e tutti i partiti della sinistra hanno partecipato alla camminata delle 400 Magliette Gialle. E’ stato di fatto quell’evento il più rilevante di questi anni.

Ci sono poi tanti lavoratori tra di noi impegnati nella vita sindacale. Ci sono poi tanti giovani che stanno con noi. Il contributo di tutti questi soggetti è decisivo per formare un programma di governo della città. Al centro ci sarà la comunità, i servizi, le grandi scelte economiche e sociali. Oggi siamo qui per dire ai cittadini di mettersi insieme per costruire questo percorso costituente che avrà degli sviluppi. Da oggi i cittadini di Arezzo che conoscono bene queste forze hanno la speranza di poter tornare a votare. Non troveranno nelle liste a questa tornata i soliti politici che vivono con la politica. Non troveranno queste persone. Troveranno cittadini impegnati per cambiare che non vogliono più essere salassati con le bollette, i balzelli e i tributi senza neppure sapere che uso viene fatto dei loro soldi. Il primo forum che fare sarà dedicato al lavoro e ai diritti.

Nelle prossime settimane tratteremo questo problema del lavoro e i sindacati ci aiuteranno. Il problema principale di questa città è il lavoro, il lavoro, il lavoro, la cultura, l’università e la scuola.

Noi siamo nati per liberare gli aretini dalla paura e riaccendere la speranza. Noi siamo nati per liberare gli Aretini dalla paura della crisi, per liberare gli aretini dalla paura del futuro. Dipende da quello che facciamo adesso noi. Noi siamo qui per liberare gli aretini dalla paura di votare perché non sanno di chi fidarsi. Occorre cambiare e ne abbiamo da ora la possibilità.

Gianfranco Morini.

Io ho aderito personalmente a queste iniziative portate avanti dal 26 giugno. L’aspettativa sarebbe stata quella di poter conseguire una federazione dei comitati a cui stiamo ancora lavorando per unire le forze. Abbiamo sempre trovato grande difficoltà nell’interfacciarci con l’amministrazione di questa città. Sono 4 anni che mi dedico 12 ore al giorno a questo comitato che assiste i cittadini a resistere a continue introduzioni di aggravamenti e tariffe.

Se c’è una possibilità è quella di poter dare il nostro contributo per far si che ci sia la possibilità di rendere pubblico questo servizio e questa possibilità ce la possiamo riprendere soltanto se si compiono già da subito azioni ed atti a livello amministrativo e locale. La prospettiva è quella che vedremo quando nel 2024 scadrà il contratto di concessione affidato nel 1999 per la gestione dell’acqua. Noi abbiamo riscontrato negli ultimi 4 anni una completa chiusura. Purtroppo abbiamo trovato solamente ascolto e riscontro da consiglieri comunali che fanno parte di questo comitato.

Noi siamo per la partecipazione diretta nella gestione della cosa pubblica. Al di là dell’acqua che è una cosa primaria che ci interessa come comitato, noi riconosciamo che la cosa pubblica è di massima importanza. Qui si dimentica che la cosa pubblica diventa una cosa privata piano, piano. Si esternalizza tutto, fino al momento in cui ci accorgeremo che non c’è rimasto più niente. Va a finire che a forza di privatizzare la gran parte dei cittadini verranno privati di tutto.

Con le nostre conoscenze diamo il massimo del nostro contributo per far sì che da ora in poi inizi un processo che ci porti a poter pubblicizzare il servizio dell’acqua il prima possibile, anche se questo poi avviene nel 2023 non importa. E’ una cosa che dobbiamo fare adesso. Se noi ci presentiamo nel 2023 senza niente in mano, allora non succederà niente. Abbiamo ceduto tutte le conoscenze del pubblico. La conoscenza della gestione degli impianti idrici è una delle questioni più importanti. Dobbiamo mantenere questa conoscenza. Se la lasciamo andare, siamo quindi praticamente fregati.

Nei passati 15 anni abbiamo avuto una serie di opere nella gestione dell’acqua che hanno portato solamente ad un incremento delle perdite della rete. Questo significa che il processo e stato fallimentare. Le tariffe si sono moltiplicate per 6, mentre le perdite di rete che nel 99 erano al 28%, sono salite adesso al 30%. Non si è fatto niente di tutto quello che è stato propagandato al tempo.

Io darò tutto il contributo possibile per una cosa propositiva.

Laura Lazzeroni.

La nostra associazione nasce nel 2011 come associazione per la promozione lo sviluppo per la tutele della Valdichiana e tutti i suoi beni. Ha però un’origine ben più remota. Negli anni 80 nasce come comitato di lotta contro l’inceneritore di San Zeno. Oggi siamo arrivati a cercare di declinare azioni di tutela nei confronti della vallata, per evitare gli scempi dei beni comuni.

Con questi presupposti il ruolo che ha svolto l’associazione è stato quello di cittadinanza attiva in particolar modo delle centrali a biomasse finalizzate alla produzione di centrali del tutto insostenibili.

Siamo poi passati da una funzione di tutela e sviluppo ad una funzione più recente dell’associazione che punta a favorire la promozione e spingere i cittadini ad operare concretamente. Lavoriamo per offrire un nuovo modello di sviluppo e pensare un’altra Valdichiana.

Senza dubbio vediamo con assoluto favore la prospettiva evidenziata. Il nostro apporto potrà essere concreto e fattivo. Ci piace avere un interlocutore che pensa al bene comune. Senza dubbio siamo ben contenti di questa iniziativa.

Prende la parola Roberto Baroni:

Dico con grande soddisfazione che finalmente ci siamo. E’ un bel punto di partenza perché ne abbiamo tutti bisogno. Ognuno di noi ha visto la situazione nella quale è scivolata la città in questi anni colpa di un’amministrazione di centro sinistra che ha governato per gli ultimi 8 anni. Abbiamo tutti toccato con mano e siamo tutti consapevoli perché siamo qua questa sera. Abbiamo toccato i problemi irrisolti di questa città. Noi come consiglieri comunali ci siamo interessati a queste problematiche seduti in consiglio comunale e dando dei contributi che il partito di maggioranza di questa città non ha mai voluto cogliere contro ogni proposta di vero centro sinistra.

Noi partiamo da una base concreta. Io però ci tengo a dire che ne abbiamo già dei punti fermi di partenza. E’ chiaro che sono dei punti che si devono arricchire con il contributo di tutti. Non a caso ci chiamammo Insieme Possiamo. Da soli non ci si fa’. Il punto è qualificante per le nostre intenzioni. Abbiamo già una base che sono i problemi che attanagliano questa città, dalle Cave di Quarata, ai rifiuti, all’acqua pubblica, all’aeroporto di Molin Bianco. Ce ne sono anche altri che sono più latenti come per esempio l’organizzazione della macchina comunale. Sono anni che se ne parla. L’amministrazione è stata anacronistica nell’organizzare cosa pubblica.

A partire dal fatto che ha voluto mantenere 11+5 dirigenti. Ci sembra un numero esuberante. Dico questo perché parliamo dei servizi al cittadino. I servizi al cittadino sono lo specchio di una buona organizzazione. Molti mi hanno sentito dire che questa giunta ha l’elettro cardiogramma piatto. Penso ad una giunta che ha pensato solamente ad autoalimentarsi senza risolvere nessun problema della città. Questo è un’accusa. Noi diciamo che hanno fatto delle azioni contro il programma elettorale annunciato in tempi di elezioni. Questo non è ammissibile. Il punto fermo è che chi di noi farà parte di questa lista, si deve impegnare a portare avanti questi obiettivi e portarli fino alla fine. Noi vogliamo cambiare l’ordine delle cose di questa città. E’ chiaro che noi sappiamo come risolvere certe cose. Però, immaginate da che posizione veniamo. Siamo 3 consiglieri comunali e la maggioranza ci ha frenato. Noi volevamo andare verso un vero centro sinistra e il partito democratico ha votato contro tutto quello che abbiamo fatto.

Per quanto riguarda i rifiuti, la prima azione consistente che doveva essere fatta da anni è l’attuazione del la raccolta porta a porta. Questo è il modo per arrivare all’incremento della raccolta differenziata. Molto stentatamente con una inversione ad U hanno cercato di mostrare alla gente che la volevano fare. L’unica cosa che però hanno fatto è stato raggiungere la raccolta dei rifiuti solo nella strada di Olmo.

Concludo dicendo che se riusciamo a concretizzare questa cosa, io credo che possiamo ambire ad arrivare a contare nell’ambito dell’amministrazione comunale. Potremo risolvere i problemi che ci attanagliano da tanto e risollevare la citta che è caduta nel pantano. Insieme possiamo.

Gianni Mori

Domani andiamo ad uno sciopero generale. Questo governo ha deciso di mettere contro chi lavora a chi da’ il lavoro. Noi vogliamo ricreare una comunità forte e coesa. Se lo andiamo a vedere nel versante ambientale… credo che voi abbiate letto il decreto Sblocca Italia. E’ un decreto che è un colpo morale a tutta quella che è l’identità’ del nostro paese.

Io credo che Insieme Possiamo sia un’occasione unica e dobbiamo per poterlo declinare a livello locale e mettere insieme queste parole d’ordine: diritto, lavoro e bene comune. Sulla terra della Valdichiama possiamo vedere declinati tutti questi aspetti.

Noi abbiamo delle occasioni straordinarie. Noi metteremo un progetto nel bene comune terra e nel creare lavoro, cibo di qualità e avere un ‘industria manifatturiera. Possiamo fare anche del lavoro di trasformazione nel nostro tettorio. Io credo che oggi non si può andare a forze di centro sinistra. La comunità è al centro e volgiamo trasparenza e una casa comune. Vogliamo costruire insieme un programma comune per questa realtà. 

 

In coda aggiungiamo il comunicato ufficiale 

Si è svolta ieri sera all’Autorium Aldo Ducci la prima assemblea pubblica dell’associazione Insieme Possiamo, primo passo di un percorso costituente del soggetto politico che rappresenterà la sinistra aretina alle elezioni amministrative 2015.

L’associazione, costituita da qualche settimana da cittadini che ritengono indispensabile un cambiamento di paradigma nella gestione della cosa pubblica aretina, si è presentata alla città nel primo di una serie di incontri pubblici con cittadini e territori. Insieme Possiamo si propone di costituire un’alternativa di governo per la città di Arezzo e per far questo esprimerà nelle prossime settimane una lista elettorale ed un candidato sindaco.

Al centro del processo costituente ci sono le forze vive del territorio, le realtà partitiche, sindacali, associative e soprattutto quei comitati che nel corso degli anni hanno lavorato per i cittadini e con i cittadini. Ieri sera hanno preso parola alcuni rappresentanti del comitato Acqua Pubblica, del Comitato Asili nido e Scuole dell’Infanzia Bene Comune, di quello per la Tutela della Val di Chiana e di quello contro l'ampliamento dell'Aeroporto di Molin Bianco. Da loro la piena disponibilità a prendere parte attivamente alla stesura del programma elettorale e di mettere le loro competenze al servizio della lista e del progetto.

«Finalmente parliamo con interlocutori che usano le nostre stesse parole e hanno le nostre stesse sensibilità, siamo pronti a dare un contributo concreto»,  ha detto Lara Lazzeroni del Comitato Tutela della Val di Chiana.  Secondo Gianfranco Morini (Comitato Acqua Pubblica) «la Giunta Fanfani non ha fatto che rimandare le soluzioni, a tante belle parole non sono mai seguiti atti concreti». Stessa linea Simona Squarzanti del Comitato Asili nido e Scuole dell’Infanzia Bene Comune, che ha ricordato come alle rassicurazione sulla salvaguardia del servizio scolastico comunale non sia seguito che lo smantellamento del servizio, «hanno preferito rinunciare alle gestione diretta, depauperando l’offerta didattica per i nostri bambini».

Un’apertura di credito, quella dei comitati, che fa ben sperare per il seguito del cammino e che si adatta a l’insieme possiamo scelto come nome del progetto.

Tra gli interventi anche quelli di Fausto Tenti, segretario provinciale di Rifondazione, diPaolo Pezzati, segretario provinciale di Sel, e di Rossella Rispoli, candidata alle elezioni europee per L'Altra Europa con Tsipras, tutti e tre attivamente dentro Insieme Possiamo. Così come gli attuali consiglieri di minoranze Roberto Barone, Gianni Mori eMarco Tulli che hanno ricordato come l’amministrazione di centrosinistra abbia rigettato negli ultimi anni ogni mozione che si rifacesse al lavoro di comitati e cittadinanza attiva.

E ancora si è parlato di Cave di Quarata, Aeroporto di Molin Binaco, di impiego, di riforma della macchina comunale, di appalti e di tutele dei lavoratori. Molti, troppi argomenti per intavolare un ragionamento approfondito e proposte programmatiche, obiettivi che Insieme Possiamo inizierà a perseguire a partire da martedì prossimo (16 dicembre, ore 21, Circolo Berlinguer di Largo Primo Maggio) quando saranno intavolati forum specifici su diritti, lavoro e beni comuni. Da lì comitati e cittadini saranno chiamati a dare il loro contributo per la stesura del programma e per disegnare, insieme, la città di domani.

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