Prima Pagina | Politica società diritti | A TUTTI I LAVORATORI e LAVORATRICI DELL'AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI AREZZO

A TUTTI I LAVORATORI e LAVORATRICI DELL'AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI AREZZO

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
A TUTTI I LAVORATORI e LAVORATRICI DELL'AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI AREZZO

Lettera aperta

 

 

Con la presente questa Sigla sindacale vuole rendere noto quanto segue:

dopo attenta e meditata riflessione e tenuto conto della grave situazione attuale delle Province italiane, dopo le modifiche normative e costituzionali in atto, questa Organizzazione sindacale autonoma ritiene che è venuto il momento di dare risposte a tutti quei lavoratori e lavoratrici dell'Amministrazione Provinciale che si sentono impotenti davanti al correre degli eventi.

Com'è a tutti noto, dopo la modifica legislativa “Delrio”, attualmente l'elezione del Presidente della Provincia non avviene più a suffragio universale, bensì sono i Sindaci dei Comuni della provincia che provvedono ad eleggere tale Organo. La ratio di tale modifica legislativa, anche di rango costituzionale in atto, tendeva al contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica. Nessuno tuttavia ha mai detto che i dipendenti delle Province dovessero avere seri motivi di preoccupazione circa la possibilità di vedere concretizzarsi il rischio di perdere il proprio posto di lavoro: anzi il contrario! Tuttavia, uno stillicidio continuo di notizie di stampa che dura ormai da molti mesi rende la vita lavorativa e personale dei dipendenti stessi al limite della sopportabilità e forse oltre.

Ai 420 dipendenti dell'Amministrazione Provinciale di Arezzo, si sommano circa altri 100 dipendenti distribuiti tra Artel, Cinpa, Agriforest e Forestali che rischiano a breve e concretamente di perdere il proprio posto di lavoro.

Alcune deleghe attribuite in passato alle Province non è ancora del tutto chiaro se torneranno in capo alle Regioni e all'interno delle deleghe stesse le materie risultano non ben definite. La Regione Toscana sembrerebbe intenzionata a riassumere alcune deleghe previste dalla “Legge Delrio” ma non i lavoratori provinciali ad esse assegnati.

A peggiorare la situazione di incertezza è intervenuta la Legge di stabilità che ha, per il contenimento della spesa pubblica, previsto un taglio di circa un miliardo di euro per le Province italiane, oltre a quelli, ancora maggiori, programmati per le prossime annualità. Per ciò che riguarda la Provincia di Arezzo, il taglio ammonta a circa 8,4 milioni di euro, relativo al solo 2015. Queste sono cifre che porterebbero al pre-dissesto o dissesto di molte Province italiane e, fra queste, quella di Arezzo.

 

Dopo alcuni incontri ai quali anche il CSA ha partecipato, le assemblee del personale che si sono tenute negli ultimi tempi e le varie notizie di stampa nonché i comunicati emessi dal Presidente della Provincia di Arezzo, emerge con terribile crudezza la realtà dei fatti: rischio reale ed imminente per molti lavoratori di perdere il posto di lavoro!

Varie le voci, fra le tante, di mobilità anche intercompartimentale del personale in “esubero” delle Province: verso il Ministero di Grazia e Giustizia per aumentare la dotazione organica dei Tribunali, o lo mobilità verso le Motorizzazioni Civili; tuttavia nulla di definito e concreto! Né tanto meno i Comuni possono o forse vogliono fare appositi bandi di mobilità per l'assorbimento dei suddetti lavoratori provinciali!

L'ultima assemblea del personale della Provincia di Arezzo ha, tra le altre cose, deliberato lo Stato di Agitazione. Successivamente, presso la Prefettura di Arezzo, si è svolto il tentativo di conciliazione previsto dalla normativa: tale tentativo ha dato esito negativo.

Le Sigle sindacali confederali hanno proposto ai lavoratori dell'Amministrazione Provinciale di Arezzo assemblee, manifestazioni, petizioni e lo sciopero per il 12 Dicembre p.v. a cui ha aderito anche il CSA nazionale e quello provinciale, per ciò che concerne la vertenza ormai annosa con il Comune di Arezzo.

Tenuto conto delle azioni già proposte, della gravissima situazione in essere e delle possibili conseguenze per centinaia di Lavoratori e delle loro famiglie,

il CSA propone ulteriormente alle Sigle sindacali confederali CGIL, CISL, UIL e

a tutti i Lavoratori della Provincia di Arezzo, quanto segue:

  1. di pianificare fino da subito ed organizzare un sit-in ad oltranza da predisporre tra Gennaio e Marzo 2015, davanti alla Regione Toscana, composto da tutti quelli che lo vorranno condividere: Sigle confederali, RSU, singoli lavoratori di tutte le Province toscane e chiunque altro abbia a cuore il destino dei servizi e di centinaia di Lavoratori e delle Loro famiglie, ivi compresi i lavoratori di Artel, Cinpa, Agriforest e Forestali.

 

  1. di chiedere un immediato dibattito televisivo (es: Caffè bollente) sulle sorti della Provincia di Arezzo, con riferimento a tutti quei servizi che la cittadinanza rischia di perdere e per la difesa di centinaia di posti di lavoro. A tale incontro pubblico dovranno essere invitati il Presidente della Regione Toscana Roberto Rossi, tutti i politici aretini eletti (nazionali, regionali, provinciali, comunali), i sindacati (tutti) ed alcuni lavoratori della Provincia di Arezzo, anche espressione RSU dell'Amministrazione Provinciale, nonché le rappresentanze dei lavoratori di Artel, Cinpa, Agriforest e Forestali. La partecipazione politica a tali incontri televisivi, siamo certi, sarà incentivata dall'avvicinarsi delle prossime scadenze elettorali (elezioni regionali della Toscana e quella del Comune di Arezzo), anche in vista delle prossime relative campagne elettorali.

  1. di chiedere rapidamente un incontro, attraverso i Parlamentari aretini, espressione della Città e della Provincia di Arezzo, con il presidente del Consiglio dei Ministri e con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio in presenza del Governatore della Toscana Rossi, del Presidente Provinciale Roberto Vasai, insieme a tutte le Sigle sindacali, coinvolgendo i Segretari Generali Confederali CGIL, CISL, UIL e del Segretario Generale CSA.

     

Questa Sigla sindacale ritiene che questi punti siano importanti e determinanti.

Lo dobbiamo al Nostro futuro, a quello dei Nostri figli e della Nostra Citta'!

Il Coordinatore provinciale CSA

 

Roberto Prestigiacomo

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0