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M5S E IL CONSIGLIO DEI CINQUE “PISTONI”

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M5S E IL CONSIGLIO DEI CINQUE “PISTONI”

 

“Prima di oggi eravamo una Ferrari, che aveva il motore di una Cinquecento. Per dare forza al motore, abbiamo dovuto inserire dei pistoni aggiuntivi”. Questa è la citazione conforme alla dichiarazione dell’On. Luigi Di Maio riportata da TgLa7 sabato scorso, richiesto di commentare la nomina sua e di altri Colleghi deputati (Di Battista, Cruocco, Sibilla, Fico) al cd “Direttorio” che dovrà affiancare il leader Beppe Grillo nella conduzione del MoVimento. Ora, di politici in vena di ostentare modestia, se ne sono visti; si sono visti molti politici definirsi “servitori”, i Cinque Stelle si erano auto-definiti “Dipendenti del popolo italiano” (frase di Beppe Grillo) … ma un Onorevole che si autodefinisce “pistone” … non l’avevo mai sentita! Ma chi gliele suggerisce le dichiarazioni a Di Maio, Razzi? Anzi, Crozza … Non lo sapremo mai … Comunque, ognuno si fa i “pistoni” suoi, si dirà …

Già nel MoVimento si grida al “tradimento”: “Dov’è andata a finire la democrazia dal basso?” sta gridando qualcuno “vogliono impedire ad ogni militante di dire la propria via web?”. Già si mormora di “oligarchia”, di “cerchio magico”, e pare ci sia qualcuno nel MoVimento già pronto a impugnare questo supposto “tradimento” per una scissione: “Non vogliamo diventare un partito, si dice!”.

Si leggessero costoro le pagine di Duverger e Dahl sulle èlites politiche e sulla loro funzione …  Che cos’è questo “Consiglio dei cinque Pistoni”? Né più, né meno di quello che, nella deprecata Prima Repubblica, era l’Ufficio Politico. Non una decisione sovversiva o anomala, ma una decisione assolutamente normale e fisiologica per una formazione come il MoVimento, in cerca di assestamento. Forse i tempi dell’ “Uno vale Uno”, dell’idolatria della rete, sono finiti; forse il MoVimento sta scoprendo l’importanza delle èlites come centro decisionale e di stabilizzazione politica …

Ma dobbiamo prendere in parola l’On. Di Maio, quando dichiara che con questi “pistoni” aggiuntivi, il MoVimento finalmente spiccherà il volo? On. Di Maio, i “pistoni” in più (i “Direttori” o simili) a nulla servono, se il MoVimento stenta a trovare una propria identità: se, come il sognatore delle Notti Bianche di Dostoewskji, i “pentastellati” sembrano coltivare i propri sogni, i propri entusiasmi, le proprie utopie, in un mondo di fantasmagorica, ma sterile autoreferenzialità. Più che un “Consiglio dei Cinque Pistoni”, il MoVimento ha bisogno di una pausa di riflessione: per capire “chi è”, “da dove arriva”, “dove vuole andare”.

“Essere nel Palazzo”, ma “diversi dal Palazzo”. La mia impressione è che, scendendo nell’agone parlamentare, i Cinque Stelle si trovino ad annaspare in una impossibile, quanto inutile e dannosa ricerca della “quadratura del cerchio”. Il problema di M5S non è che i parlamentari si riducano lo stipendio, è grave la loro incapacità di trovare il proprio posto nella vita italiana. Meglio per i “pentastellati” che fossero rimasti i “monaci” della Politica, le coscienze pulite, e critiche, “il resto buono dell’Italia”, le “anime salve”, suscitate dal “Magistero” grillino, capaci di lenire almeno le più gravi infezioni di questo “grande malato”. Forse più che in Parlamento, la loro opera era più adatta nelle opere assistenziali, iniziative di microcredito, Centri Studi, nelle battaglie degli “Avvocati di strada” a difesa dei cittadini indifesi. Ma a questo lavoro, proiettato sul lungo periodo, si è preferito puntare subito “all’incasso” (elettorale), puntando sul voto “liquido”di protesta...

 

On. Di Maio, va bene potenziare i “pistoni”; ma attento a non fare i “pistola” della Politica!

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