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L’intervento/sfogo di Luigi Lucherini alla fine di un consiglio comunale ricco di riflessioni e di sciocchezze.

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L’intervento/sfogo di Luigi Lucherini alla fine di un consiglio comunale ricco di riflessioni e di sciocchezze.

Un consiglio interessante per i temi che sono stati buttati sul tappeto. Temi decisamente sovradimensionati rispetto al contingente, nell’uso eccessivo delle parole e dei concetti, ma che hanno mostrato che in tanti soffrono di uno stato confusionale rispetto ai valori fondanti di una democrazia e al funzionamento degli organi rappresentativi. Torneremo presto ad affrontare questi temi, per amore di chiarezza e di senso civico.

 

"Forse è l’ultima volta che partecipo a questo consiglio, perdonatemi se dunque prenderò qualche minuto in piu’."

Con queste parole è iniziato il lungo sfogo di Luigi Lucherini, in cui ha tracciato senza fare sconti, la situazione della nostra città. Ha ripercorso gli ultimi anni in consiglio. Ha rispedito al mittente le accuse di irresponsabilità e mai come ieri lo ha fatto giustamente, osservando che mai come in questa consiliatura, un consiglio è stato responsabile e collaborativo.  [Detto da un ex sindaco che la collaborazione non la conosceva nemmeno dalla sua maggioranza, assume un peso notevole]   

La decadenza e l’impoverimento del peso politico della città, ormai diventata provincia senese, è sotto gli occhi di tutti, questo per volontà di un vertice regionale che sta cercando di diventare sempre piu’ accentratore, esercitando sul territorio una morsa strettissima, impoverendo le istituzioni democratiche a favore di enti fantoccio, controllabili a suo piacimento. Nel nome di risparmi che non si vedono, si estromettono i cittadini dalle scelte democratiche. Mi piacerebbe – ha continuato Lucherini – poter tornare a Campaldino, per poter gridare la mia aretinità e il mio desiderio di indipendenza dalla sottomissione fiorentina.

Ha poi tracciato il profilo dell’azione di governo di questi anni. Un azione povera, che mancava di un disegno strategico, che viveva il contingente senza riuscire ad immaginare il futuro. Tutta presa dalle beghe del pollaio, avvitata solo sul futuro dei rifiuti, incancrenita nelle inutili nomine e in cui al massimo si poteva discutere delle bollette dell’acqua o delle assunzioni delle maestre degli asili. E nel frattempo il mondo andava avanti. Nel frattempo ci portavano via ogni centro direzionale. Nel frattempo si facevano leggi che toglievano a questo consiglio tutti i poteri nei servizi essenziali alla città. Nel frattempo si tagliava a colpi di macete, un piano strutturale che cercava di immaginare il futuro della nostra città, in nome di ideologie perdenti e lo si faceva rifare a degli incompetenti che hanno spento ogni immaginazione, bloccato ogni futuro, soffocato ogni ambizione.       

"Aver tagliato la nostra città dalle vie di comunicazione fondamentali, l’ha resa secondaria. Non aver avuto il coraggio di osare, nel nome di un servilismo ideologico e di maniera, l'ha resa provincia dell’impero.  Quando ci siamo accorti del disastro a cui siamo andati incontro, era ormai troppo tardi: quando ho immaginato di poter spostare l’aereoporto di Molin Bianco in Valdichiana, era perché lo stesso AD Moretti, mi aveva assicurato con queste parole: "Lei porti il suo aeroporto nei pressi della mia ferrovia e io ci faccio una stazione". Quale peso avrebbe avuto oggi la nostra città, se avesse avuto una stazione dell’ AV? Oggi siamo a contenderci una improbabile possibilità, con una paesello da ottomila abitanti, che sostenuto da una regione clientelare e dai comuni limitrofi, ha molte piu’ possibilità di noi di raggiungere il suo scopo.

Reggio Emilia oggi è tornata ad essere al centro delle comunicazioni del Nord Italia, grazie ad una stazione che qui hanno ottenuto fosse progettata da Calatrava. Noi ci saremmo accontentati di molto meno.   

Stiamo correndo verso un disastro annunciato, economico, culturale, sociale e occupazionale. Chissà se in futuro ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di prendersi qualche responsabilità per decisioni a volte anche impopolari, o se il populismo e la demagogia continueranno a farla da padrona! "   

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