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Agorà allo Spazio Seme: un incontro per parlare della salubrità alimentare e degli sprechi.

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Agorà allo Spazio Seme: un incontro per parlare della salubrità alimentare e degli sprechi.

Il convegno animato dai portavoce M5S Gagnarli e Mantero, il dott. Pierluigi Rossi e la dott.ssa Barbara Lapini

 

Nell’ambito della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti si è svolta ieri allo Spazio Seme di Arezzo un’Agorà pubblica promossa dal MoVimento 5 Stelle di Arezzo sulla questione degli sprechi alimentari. Questa sesta edizione della campagna di informazione e sensibilizzazione dei cittadini circa l’impatto sull’ambiente e sui cambiamenti climatici dei nostri stili di vita e dei consumi è iniziata in Italia sabato 22 novembre e si concluderà domenica 30 novembre 2014.

Lo scopo della SERR è di “promuovere il coinvolgimento attivo di Istituzioni, mondo produttivo e consumatori nelle politiche europee di prevenzione dei rifiuti a cui gli Stati membri sono chiamati a dare concreta applicazione” (http://www.serr2014.it/).

Grande è stata la partecipazione e notevole l’interesse ed il coinvolgimento dei cittadini aretini per le tematiche discusse, attraverso gli interventi che si sono susseguiti nel corso della serata informativa e formativa realizzata con il contributo della portavoce M5S alla Camera dei Deputati in Commissione Agricoltura Chiara Gagnarli e Matteo Mantero, della Commissione Affari Sociali.

Il professor Pierluigi Rossi, noto nutrizionista e storico aretino, ha approfondito il tema dello spreco correlato alla biodiversità agroalimentare attraverso la valorizzazione ed il recupero dell’antico grano Verna.

Le farine usate comunemente sono ottenute varietà moderne di grano ad alto contenuto proteico, che portano a dosi elevate di glutine. La parola deriva dal latino: ‘gluten’ che si traduce con ‘colla’. Il nostro intestino è l'organo più affaticato da questa sostanza, e dagli alimenti a base di farina. Il dott. Rossi ha sottolineato l’importanza del recuperare il valore nutrizionale dei cereali: farro,miglio, avena, amaranto, quinoa, orzo, grano saraceno, segale, riso, mais...Questi alimenti di fatto contengono carboidrati complessi, proteine, lipidi insaturi, fibra alimentare, vitamine, minerali, molecole attive sul DNA che producono effetti benefici per l’organismo.

La dott.ssa Barbara Lapini, fondatrice della Banda Piccoli Chef LILT, nel corso del suo intervento ha ribadito l'importanza della prevenzione con il diritto all’educazione alimentare fin dall’infanzia.

La questione degli sprechi, con circa 149 kg di alimenti buttati a testa in Italia (principalmente pane, frutta e verdura) è approdata alla Camera dei Deputati, attraverso la mozione presentata dalla prima firmataria Chiara Gagnarli. “Tra gli squilibri più evidenti che caratterizzano la società quello alimentare è senz’altro il più grave ed assume i connotati di un vero e proprio paradosso – si legge nella mozione - : a fronte di oltre un miliardo di persone che soffrono per la mancanza di cibo, un numero equivalente si ammala per cause connesse ad eccessiva alimentazione, quali sovrappeso, diabete e malattie cardiovascolari; (…) una quota crescente di terreni agricoli è destinata alla produzione di biocarburanti, negli Stati Uniti addirittura il 45 per cento del consumo annuale di mais è destinato alla produzione di etanolo per carburanti, in competizione con le colture da cibo non solo per la destinazione del prodotto ma anche per l'uso del terreno e dell'acqua usata per l'irrigazione; (…) nel nostro Paese, nonostante gli effetti della crisi economica ed il calo dei consumi alimentari, la Coldiretti stima che annualmente si spreca cibo per circa 37 miliardi di euro, sufficienti a nutrire 44 milioni di persone, quindi circa il 3 per cento del prodotto interno lordo finirebbe nella spazzatura; (…) a livello del consumatore finale, i dati indicano che ogni famiglia italiana spreca in media una quantità di cibo del valore di 454 euro l'anno, soprattutto di prodotti freschi (35 per cento), 19 per cento di pane e 16 per cento di frutta e verdura; (…) secondo i dati del Ministero dell’Ambiente, per produrre tutto il cibo che sprechiamo “buttiamo” fino a 1,226 milioni di metri cubi di acqua, pari all'acqua consumata ogni anno da 19 milioni di italiani e circa 24,5 milioni di tonnellate di CO2 pari a circa il 20% delle emissioni di gas serra del settore dei trasporti. Inoltre, gettiamo via anche il 36% dell'azoto da fertilizzanti, utilizzati inutilmente con tutti gli effetti e i costi ambientali che ne conseguono.”

Il M5S ha chiesto al Ministro di aggiornare il Parlamento, entro fine 2014, sugli obiettivi del PinPas, il Piano Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare nell’ambito nel Piano nazionale di prevenzione dei rifiuti (approvato dal Ministero dell’Ambiente nell’ottobre 2013).

Si chiede inoltre al governo Renzi di “promuovere, anche in collaborazione con le scuole di ogni ordine e grado, programmi e corsi di educazione alimentare, di economia ed ecologia domestica per rendere il consumatore consapevole degli sprechi di cibo, acqua ed energia e dei loro impatti ambientali ed economico-sociali anche al fine di dimostrare come rendere più sostenibile l'acquisto, la conservazione, la preparazione e lo smaltimento finale degli alimenti e allo stesso tempo incentivare, per quanto di propria competenza, iniziative finalizzate alla corretta comunicazione da parte della grande e piccola distribuzione nazionale delle modalità di conservazione dei cibi acquistati; assumere iniziative per rivedere le regole che disciplinano gli appalti pubblici per i servizi di ristorazione e di ospitalità alberghiera in modo da privilegiare in sede di aggiudicazione, a parità di altre condizioni, le imprese che garantiscono la ridistribuzione gratuita a favore dei cittadini meno abbienti e che promuovono azioni concrete per la riduzione a monte degli sprechi, accordando la preferenza ad alimenti provenienti da filiere corte, locali e stagionali, prodotti il più vicino possibile al luogo di consumo; promuovere il potenziamento delle reti caritative nazionali al fine di poter recuperare il pane ogni giorno invenduto dalla grande distribuzione per destinarlo alle popolazioni svantaggiate accolte nei centri caritativi distribuiti nella penisola; promuovere iniziative volte a contenere lo spreco alimentare nei luoghi di ristorazione, anche prevedendo la possibilità di asporto per il cibo non consumato; sostenere tutte le iniziative, sia pubbliche che private finalizzate al recupero e/o al riutilizzo di alimenti rimasti invenduti e scartati lungo l'intera filiera agroalimentare per ridistribuirli gratuitamente alle categorie di cittadini meno abbienti; assumere iniziative per prevedere una diversa articolazione delle informazioni contenute nelle etichette dei prodotti alimentari integrando la data prevista per la scadenza commerciale con una relativa al termine utile per il consumo dell'alimento.”

La mozione, insieme ad altre sette in discussione si sono trasformate in un atto congiunto di tutte le forze politiche, approvato all'unanimità.

“Ma non possiamo fare a meno di notare – si legge nella pagina contenente le notizie dei portavoce del MoVimento - che l'anno prossimo ospitiamo l'EXPO con lo slogan 'nutrire il Pianeta', mentre fino ad ora abbiamo saputo dare solo l'esempio di come nutrire la corruzione e le infiltrazioni mafiose con gli appalti del cemento e del movimento terra. 
Non è ammissibile parlare di alimentazione sostenibile, diritto a un'alimentazione sana, sicura e sufficiente, sventolando nella mega esposizione milanese le bandiere delle multinazionali Coca Cola, Starbucks, McDonald's e persino, di Monsanto.

 

 

Gruppo Comunicazione MoVimento 5 Stelle Arezzo

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