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La ex giunta provinciale davanto al GIP per i compensi ai presidenti ATC

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La ex giunta provinciale davanto al GIP per i compensi ai presidenti ATC

Presidente provinciale ed ex giunta sono comparsi davanti al GIP Giampiero Borraccia per rispondere dell’accusa di abuso d’ufficio contestata dal Pm Julia Maggiore sul caso degli stipendi negli Atc di caccia. Insieme a loro, accusati dello stesso reato, il segretario generale della Provincia Gabriele Chianucci, il presidente dell’Atc 3 Giorgio Kwiatovski e i membri del comitato di gestione dell’ambito di caccia: Alessandro Calzolari, Giancarlo Giusti, Mirco Sbragi, Marcellino Lunghini, Mauro Cordì, Lorenzo Pasqui, Rino Saurini e Lido Nicchi.

LA VICENDA GIUDIZIARIA

I personaggi in ordine di apparizione: l’inchiesta è stata condotta inizialmente dal Procuratore capo Scipio e poi al PM Julia Maggiore e ruota tutta intorno ai compensi che la Provincia ha deliberato a favore dei tre presidenti di Atc della zona aretina.

Le  cifre del contendere:  sono modeste ma destinate a far discutere:  16.900 euro in nove mesi, fra l'ottobre 2011 e il maggio 2012 destinate ai tre presidenti presidenti delle Atc di caccia

Uno dei presidenti ha incassato 10.500 euro lordi, gli altri 3.200, sempre lordi, a testa. Una legge nazionale del 2010 predispone infatti che le nomine in organi collegiali di enti che ricevano contributi dalla finanza pubblica prevede non siano assegnate indennità ma solo gettoni di presenza o minimi rimborsi spese. Ma al tempo stesso un regolamento regionale dell'anno successivo lascia alle Province la possibilità di fissare gli appannaggi delle presidenze Atc.

Il caso dell’avviso di garanzia al presidente e al vicepresidente della provincia, a tutta la giunta, direttore generale compreso, è il sintomo di quel meccanismo che sta portando la nostra Nazione verso un groviglio normativo (e non certo armonioso come piacerebbe ai nostri vicini senesi) sempre più inestricabile.

La sensazione è quella di vedere il nostro paese scivolare verso quel clima da “Grida Manzoniana” in cui “geniali” legislatori, sostenuti da “geniali” uffici legali, pensano di riformare “genialmente” il paese a suon di leggine, rendendo l’interpretazione ogni giorno più intricata e l’azione sul territorio sempre più “incartata”. La nostra regione ci mette “mirabilmente” del suo, con una mentalità regolamentativa esasperante: l’illusione dei nostri politici, è quella di poter incidere “positivamente” sulla vita dei cittadini legiferando su tutto il possibile.  

Non voglio nemmeno entrare nel merito del provvedimento oggetto di attenzione giudiziaria, lasciando a valutazioni politiche il caso in sé, ma limitandomi ad osservare che ormai per poter svolgere la funzione amministrativa, non basta attenersi alle norme stabilite dall’organo legiferante superiore, anche se successive cronologicamente (in questo caso il Parlamento Regionale),  ma occorre sempre verificare che non esistano leggi, commi e codicilli, magari emanati dal Regno di Sardegna ed aventi potere superiore, solo perchè riportati nel codice civile del Regno d’Italia e dunque ancora in vigore.

Se le leggi regionali tuttavia sono  emanate  dalla regione Sicilia (e dalle altre 4 regioni a statuto speciale), superano in grado e valore quelle nazionali, e ne annullano anche gli effetti,  se invece sono emanate da una delle 15 regioni a statuto ordinario, le norme sono valide solo se non in contrasto con le leggi nazionali. Questo in ossequio alla Costituzione ma non certo a quel senso innato della giustizia che ci porta spesso a dichiarare con sicurezza che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. Questa uguaglianza dipende da dov’è posta la residenza …  

Un amministratore pubblico perciò, spesso si troverà a decidere se osservare le ultime leggi emanate dal proprio Parlamento Regionale o invece dalle leggi che, intersecando quest’ultimo, stabiliscono magari il contrario.  

E la magistratura amministrativa? Aspetta e spera.

La provincia di Arezzo, ha dato dunque attuazione alla Legge Regionale Toscana n.3 del 12/01/1994, di recepimento della citata Legge nazionale 157/92, agli artt.11, 12, 13, che ha disciplinato la costituzione ed i compiti dei Comitati di Gestione degli A.T.C.

In forza di tale normativa, nel Piano Faunistico Venatorio, una porzione del territorio della Provincia di Arezzo è stato delimitato come “AMBITO TERRITORIALE DI CACCIA, mentre l'accesso e la gestione dell'ATC   sono disciplinati da specifico Regolamento del Consiglio Regionale Toscano:  il N° 33/r del 2011.

Vediamo cosa dicono le Leggi Regionali

(ingredienti per il minestrone legislativo)

Si comincia mettendo in ampio recipiente il Testo coordinato della legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3 - "Recepimento della legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio)" pubblicato si Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 13 de; 20 aprile 2009.

Quindi si procede aggiungendo un pizzico della Legge regionale del 4-4-2007 n. 19 "Modifica della legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3 (Recepimento della legge 11 febbraio 1992, n. 157 "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio") " pubblicata sul  B.U.R. Toscana n. 8 del 11-4-2007

A cui segue abbondante la Legge Regionale n. 17 del 09-04-2009 "Modifiche alla legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3 (Recepimento della legge 11 febbraio 1992, n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”)" pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 13 del 20 aprile 2009

Poi si aggiunge quanto basta  il Decreto del Presidente della Giunta Regionale del 26 luglio 2011, n. 33/R "Regolamento di attuazione della legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3 (Recepimento della legge 11 febbraio 1992, n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”)" pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n° 37 del 29.7.2011

Si integra con la Legge Regionale 7 Novembre 2007, n. 54 "Disciplina dell'attivita' di cattura degli uccelli selvatici da richiamo per l'anno 2007 ai sensi dell'art. 4 della legge 11 febbraio 1992, n. 157 (norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio" pubblicata  nel Bollettino ufficiale della Regione Toscana n. 36 del 14 novembre 2007

Il tutto si miscela con la Legge Regionale 3 gennaio 2005, n. 7  "Gestione delle risorse ittiche e regolamentazione della pesca nelle acque interne" pubblicata il 12 gennaio 2005 sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 3

Si condisce con il Decreto del Presidente della Giunta Regionale 22 agosto 2005, n.54 - "Regolamento di attuazione della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 7 (Gestione delle risorse ittiche e regolamentazione della pesca nelle acque interne)" pubblicato  nel Bollettino ufficiale della Regione Toscana n. 35 del 24 agosto 2005 e sulla Gazzetta Ufficiale n. 46 del 19-11-2005.

Si sbatte forte utilizzando la Legge Regionale 6 aprile 2000, n. 56 "Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche - Modifiche alla legge regionale 23 gennaio 1998, n.7 - Modifiche alla legge regionale 11 aprile 1995, n.49." pubblicata il 17.4.2000 sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 17

Si mette tutto nella terrina denominata Legge Regionale 3 gennaio 1995, n. 3 "Norme sull'attività di tassidermia e imbalsamazione" pubblicata il 11.1.1995 sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 4

Ricordandosi di spalmare prima la Legge Regionale 4 febbraio 2005, n.26 "Tutela del patrimonio zootecnico soggetto a predazione. (GU n. 29 del 23-7-2005)" pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Toscana n. 10 del 10 febbraio 2005).

Insaporire con il Decreto del Presidente della Giunta Regionale - 11 marzo 2009, n. 8 Modifiche al regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 8 maggio 2006, n. 15/R (Regolamento di attuazione della legge regionale 4 febbraio 2005, n. 26 «Tutela del patrimonio zootecnico soggetto a predazione») pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione Toscana n. 7 del 18 marzo 2009

Cuocere a 90 gradi con il Decreto del Presidente della Giunta Regionale 8 maggio 2006, n.15 - Regolamento di attuazione della legge regionale 4 febbraio 2005, n. 26 (tutela del patrimonio zootecnico soggetto a predazione) pubblicato  nel Bollettino ufficiale della Regione Toscana n. 13 del 12 maggio 2006 e sulla Gazzetta Ufficiale n. 29 del 22-7-2006.

Si ottiene così la zuppa finale: la Legge Regionale 33/r del 2011

Nel preambolo della 33/r del 2011 ed in particolare al punto 14.) è stabilito … di accogliere il parere favorevole della II commissione consiliare - Agricoltura -, ad eccezione della proposta di eliminare l’eventuale indennità a favore del presidente del comitato di gestione dell’ATC (articolo 3, comma 11) in quanto, considerate le competenze e le responsabilità di cui è titolare, è opportuno lasciare alle province la possibilità di prevedere un’indennità, fermo restando il rispetto della disciplina nazionale e regionale vigente

Difatti al successivo TITOLO I - Gestione e accesso agli ambiti territoriali di caccia (ATC), CAPO I - Gestione degli ambiti territoriali di caccia (ATC), Art. 3 - Composizione del comitato di gestione dell'ATC e regole generali di funzionamento (articolo 11 l.r. 3/1994) al comma 12. È ben specificato che:

 La provincia determina l’importo del gettone di presenza per la partecipazione alle riunioni del Comitato di gestione e delle commissioni, l’eventuale indennità per il presidente del comitato di gestione nonché l’entità dei rimborsi per le spese di viaggio e di missione tenuto conto di quanto stabilito in sede di coordinamento degli ATC di cui all’articolo 13 quater della l.r. 3/1994.

Nel frattempo però una nuova legge nazionale si è infilata a gamba tesa in questo cammino, già ingarbugliato di suo, trasformandolo in una giungla equatoriale.

Vediamo cosa dice la Legge Nazionale

Non proviamo nemmeno ad entrare nella giungla regolamentare della materia, ci limitiamo ad indicare ciò che secondo noi è divenuto il paletto messo di traverso alle norme regionali e che ha portato alla richiesta di incriminazione per abuso di ufficio.Naturalmente specifichiamo che trattasi di una nostra libera interpretazione dei fatti.

Nella Gazzetta Ufficiale 30 luglio 2010, n. 176 è stato pubblicato il testo del Decreto-Legge 31 maggio 2010, n. 78, coordinato con la Legge di conversione 30 luglio 2010, n. 122, intitolato "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica".

Secondo quanto dichiarato all’epoca, dall’allora Presidente del Consiglio dei Ministri, non si doveva trattare della solita manovra finanziaria di aggiustamento dei conti pubblici, bensì in un intervento finalizzato al superamento della crisi dell’euro,provocata dalla speculazione. Con tale manovra, infatti, il Governo si prefiggeva l’obiettivo di ridurre il peso dello Stato nell’economia e nella società.

All’interno della Manovra correttiva: misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria  -  Decreto Legge , testo coordinato 31.05.2010 n° 78 , G.U. 30.07.2010 vi è infatti l’Articolo 5 che recita:

Ferme le incompatibilita' previste dalla normativa vigente, nei confronti dei titolari di cariche elettive, lo svolgimento di qualsiasi incarico conferito dalle pubbliche amministrazioni di cui al comma 3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009 n. 196, inclusa la partecipazione ad organi collegiali di qualsiasi tipo, puo' dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute; eventuali gettoni di presenza non possono superare l'importo di 30 euro a seduta.

E qui cascò l’asino…

Va specificato però  (come ribadito anche dalla Corte costituzionale dopo la modifica del titolo V)  "che vi siano casi rispetto ai quali la Costituzione non concede alcun appiglio alla legge statale, cosicché solo la legge regionale può disciplinare casi del genere" .

È certo allora che per i casi di legge regionale che interviene nelle materie di competenza residuale, la scala gerarchica dell’applicazione viene messa a dura prova. Se dunque la vicenda potrà appassionare gli azzeccagarbugli  “de noantri”, non altrettanto potrà dire il povero Renzo Tramaglino, ovvero i semplici cittadini. 

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