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Mentre spargiamo lacrime sulla Sovrintendenza ormai condannata, a rischio la Camera di Commercio

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Mentre spargiamo lacrime sulla Sovrintendenza ormai condannata, a rischio la Camera di Commercio

Come uscire dal cul de sac in cui la città di Arezzo sembra inevitabilmente destinata ad avvitarsi? Presto balleranno anche prefettura e motorizzazione civile.

 

 

Pochi ricordano che uno dei primi provvedimenti del governo Renzi, riguarda le Camere di Commercio. E la nostra, oltre che essere un ghiotto boccone, è certamente sacrificabile da un punto di vista politico. 

Bianconi propone di riaprire un passaggio a Sud Est (Perugia). Si, ma per fare cosa? Per essere ancora meno significativi a Nord Ovest? (Firenze)

Dispiace che la Sovrintendenza vada a Siena (ormai è deciso), ma non mi metterò certamente a piangere per questo. E’ bene che si ricordi però, che chi prende decisioni sulla testa dei suoi amministrati, prima o poi se ne assumerà le conseguenze politiche! 

Gli aretini tuttavia, invece di far la parte dei bimbi a cui han rubato la merendina, comincino a difendere ciò che è fondamentale per il territorio. Adesso e prima che continui la spoliazione, cerchino di alzare la voce su ciò che realmente è importante per combattere il rischio della marginalizzazione, soprattutto se la prevista riforma del sistema camerale andasse in porto secondo le anticipazioni.

La previsione di ridurre la quota camerale a carico delle aziende associate (per arrivare a dimezzarla entro il 2017) provocherà per gran parte degli enti camerali, l’impossibilità di ogni azione di supporto e di promozione al territorio. Di piu’: oltre la metà sarebbero incapaci perfino di pagare gli stipendi ai loro stessi dipendenti. Per questo la legge metterà l’asticella dell’autonomia a 80.000 iscritti ed è per questo che la nostra, non potrà fare a meno di cercare accorpamenti obbligatori nonostante sia tra le poche che si salverebbero dalla scure dei tagli: come rigore di bilancio e capacità di intervento, è tra le prime 10 del paese. Questa forza in realtà la rende molto, molto appetibile. In particolare per quella senese, che se restasse sola, rientrerebbe invece secondo le proiezioni fatte a tavolino, nella metà di cui sopra: in una sorta di amministrazione controllata. 

Perdere il sostegno del nostro ente camerale alle PMI, nelle esportazioni, internazionalizzazione, presenza ad eventi e fiere internazionali, accesso al credito, sarà un colpo durissimo  per tutta l’economia aretina, che rappresenta da sola la voce piu’ importante dell’export dell’intera Toscana.

C’è a questo punto casomai da chiedersi a cosa potrebbero servire delle camere di commercio in grado a malapena di mantenere se stesse. Per qual motivo tenerle ancora in vita dopo averle rese enti inutili. Dopo averle ridotte ad un pubblico registro di imprese, solo carta e burocrazia: serviranno solo a succhiare risorse al territorio, senza offrire nulla, senza stimolare, aiutare, assistere. Meglio allora abolirle del tutto.

Qualcuno pensa che la politica regionale non ci metterà ancora lo zampino?

E' vero, siamo circondati, ma almeno vendiamo cara la pelle!

   

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