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BRACCIALI, FATTI E NON PUGNETTE

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BRACCIALI, FATTI E NON PUGNETTE

 Leggendo l'anteprima del programma elettorale del principale candidato alle Primarie del centrosinistra per le elezioni comunali ossia Matteo Bracciali, renziano della prima ora, sono rimasto stupito dalla presenza in esso di temi economici come il rilancio del manifatturiero di competenza nazionale e non certo comunale. E più avanti afferma: "al primo posto ovviamente il lavoro. Lo è per me ma lo è soprattutto per le famiglie, per i cinquantenni che possono perderlo, per i ventenni e i trentenni che rischiano di non vederlo nemmeno. Quindi un sostegno reale al manifatturiero e al sistema economico locale. Massima semplificazione. Uffici comunali a diretta disposizione di chi vuol creare occupazione e reddito." Ora le cose sono due: o si tratta di una gaffe, di una ignoranza sulle competenze comunali o è una dichiarazione di circostanza e quindi una scelta per dare maggiore visibilità al proprio programma elettorale, per fare presa sull'elettore medio che magari non si fa tante domande su quali siano le competenze o meno di un ente. Opto per la seconda opzione, perché Bracciali nonostante la giovane età fa politica da tanto tempo per non sapere certe cose. Si dovrebbe però stare attenti a non promettere la luna soprattutto in periodi di vacche magre, perché illudere la gente è un po' come rubargli il futuro, è insomma come giocare con il fuoco. Perchè parole come "nuova identità economica, sviluppo dell’occupazione," a livello comunale non significano nulla, sono parole buttate al vento e per questo pericolose. Il brutto vizio dei politici di scrivere libri di sogni invece che programmi elettorali seri sulla dura realtà da affrontare è pericoloso perchè crea un surplus di aspettative che spesso svaniscono in poco tempo. Forse è un modo questo per fidelizzare il proprio elettorato, ma non certo per essere credibili dinanzi ad un elettore un pò più attento. Ora il Comune a favore dell'occupazione e del rilancio dell'industria può fare molto poco, se non qualcosa indirettamente come ad esempio sviluppare le infrastrutture necessarie alle aziende, creare un posto cool, buoni servizi, e sburocratizzazione. Tutto il resto sono favole da far credere agli elettori, perchè non sono possibili (per fortuna) piani quinquennali comunali o drastiche diminuzioni di tasse alle imprese. Ciò di cui invece si dimentica nel suo programma Bracciali è l'unica industria di cui si può occupare un Comune e cioè l'industria turistica, che per Arezzo dovrebbe essere la stella polare di un qualsiasi programma elettorale. Nella Terra di Piero, del Vasari e di Francesco Petrarca, questa è una grave mancanza, anche se oggi purtroppo, nell'età del renzismo, più che i programmi, conta essere paraculi e basta.

 

 

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