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“Io sono. Donne, Guerra, Resistenza”

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“Io sono. Donne, Guerra, Resistenza”

Domenica 30 novembre alle 21,15 al Teatro Pietro Aretino, ingresso gratuito

 

Domenica 30 novembre alle 21,15 al Teatro Pietro Aretino va in scena lo spettacolo “Io sono. Donne, Guerra, Resistenza” organizzato da Comune di Arezzo, Libera accademia del teatro e Dipartimento di scienze della formazione, scienze umane e comunicazione interculturale. Regia Andrea Biagiotti, testi a cura di Patrizia Gabrielli, protagoniste le allieve della Libera accademia del teatro Anna Bartolini, Giuliana Bianchi, Monica Catinelli e Elena Romagnoli. Ingresso gratuito.

Uno spettacolo di narrazione sul difficile ruolo che hanno avuto le donne durante il secondo conflitto mondiale, con un fil rouge costituito da una trasmissione radiofonica che parla delle donne e le invita a resistere. Donne italiane che aspettano il ritorno dei loro uomini e che sono rimaste chiuse nel buio della separazione, senza notizie, senza promesse, senza date che pongano fine all’attesa. Ci vuole molto coraggio anche nell’aspettare, ogni giornata uguale all’altra, per alcune, purtroppo, sarà sempre così.

Stefania Magi, assessore alle pari opportunità del Comune di Arezzo: “ricorre martedì 25 novembre 2014 la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne sancita dall’Onu a ricordo delle tre donne uccise a Santo Domingo mentre manifestavano pacificamente. Un giorno da segnare in calendario e sul cuore e che invita a sensibilizzare su uno dei temi scottanti non solo italiani, connessi a una serie di dati sconcertanti con protagonista la figura della donna. Si parla di quasi 180 casi di femminicidio registrati nel 2013 in Italia. Un dato allarmante, mai registrato prima e in costante aumento che sottolinea come ogni due giorni una donna sia vittima di violenza maschile. La Giornata mondiale contro la violenza sulle donne si propone così di rappresentare un monito contro ogni atto di violenza. ‘Ciò che mi spaventa non è la violenza dei malvagi; è il silenzio degli onesti’, così disse Martin Luther King. Possiamo aggiungere che sottovalutare il ruolo della donna nella società è la premessa che crea il terreno fertile per la violenza. Questo spettacolo ripropone dunque un tema fondamentale sul quale la professoressa Gabrielli ha attentamente lavorato, ovvero il ruolo, fino a oggi sottovalutato, delle donne nella Liberazione e, più generalmente, nel corso del secondo conflitto mondiale. Il Comune di Arezzo ha dedicato forte impegno all’organizzazione e al coordinamento delle iniziative per il 70° anniversario della Liberazione. Decine di iniziative che hanno mirato alla salvaguardia della memoria, alla formazione dei giovani, all’analisi e allo studio dei temi connessi alla Resistenza”.

Patrizia Gabrielli, docente di storia contemporanea e storia di genere presso il Dipartimento di scienze della formazione, scienze umane e comunicazione interculturale e nella giuria del Premio Pieve: “i testi che sono poi diventati parte integrante di questo spettacolo sono sia testimonianze scritte che orali, alcune provenienti dal nostro territorio, di donne molto diverse: dalla staffetta bambina di 11 anni alla scrittrice, poetessa e partigiana italiana, autrice anche di testi per il cinema e il teatro, Alba de Céspedes. Tutte assieme danno l’idea di una Resistenza come fatto corale dove emerge con forza il contributo femminile per la democrazia e un mondo di pace”.

Andrea Biagiotti: “ciò che doveva nascere come lettura pubblica è diventato uno spettacolo teatrale composto da un mix di testimonianze attive e atmosfere. Il contesto è drammatico, siamo in guerra ma abbiamo voluto lanciare un messaggio del tipo: le donne hanno reagito. Sono 4 i momenti fondamentali che scandiscono la rappresentazione: le donne sotto i bombardamenti, il confronto tra le donne partigiane e le donne aderenti alla Repubblica Sociale, le donne madri, le partigiane armate”.

Lunedì, replica per gli studenti delle quinte classi delle scuole superiori. Sempre al Teatro Pietro Aretino
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