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Il perché delle dimissioni del Vicesindaco di Castel San Niccolò

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Il perché delle dimissioni del Vicesindaco di Castel San Niccolò

Dopo 20 anni (4 legislature) la Sinistra a Castel San Niccolò ha interrotto – nostro malgrado - i rapporti politici con il Partito Democratico, con le dimissioni del Vicesindaco in quota PRC.

 
 

 

Alle ultime elezioni amministrative (maggio 2014), la Sinistra aveva appoggiato – con un buon contributo di voti - il candidato a Sindaco del Centrosinistra, perché interessata a politiche di sostegno e incentivo al lavoro verso famiglie in difficoltà, così come leggibile nel programma elettorale. A distanza di pochi mesi dalle elezioni, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la nota vicenda del trasferimento delle scuole materne dall’edificio comunale ad uno privato, “partorita” dal Sindaco senza condivisione. Oltre a ritenere che non ci fossero necessità oggettive urgenti per il trasferimento, abbiamo contestato che tutti i soldi pubblici che verranno investiti in quest’operazione sarebbero da spendere in modo migliore. L’art. 1, comma 5, del contratto di comodato tra il Comune e il privato, determina che tutte le utenze di rete elettrica, gas e acqua sono a carico del Comune, anche per la quota relativa ai locali che rimangono a servizio della proprietà, compresa la tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Lungi dal voler fare sterile polemica ideologica, non ci sembra giusto che le tasse dei cittadini di Castel San Niccolò siano utilizzate per illuminare e riscaldare i locali che rimangono in uso alla proprietà...Ma anche gli artt. 3 e 5 del comodato contengono postille mica da ridere: “Il Comune si impegna ad eseguire tutti gli interventi necessari...nonché tutte le spese straordinarie anche se effettuate per necessità e urgenza” e “...si pattuisce che al termine del rapporto contrattuale il bene sarà riconsegnato in buono stato e che, in deroga ad ogni eventuale disposizione di legge, tutti i lavori, opere ed aggiunte eseguite dal comodatario, andranno a beneficio del comodante senza che il comodatario possa accampare diritti o pretese di alcun genere...”. Nella sostanza, per questa “operazione” pubblico-privata non è quantificato né quantificabile l'impegno di spesa effettivo per il Comune, il che accresce le nostre perplessità...

Non bastasse, apprendiamo dall’Albo Pretorio del Comune di un incarico ad un professionista (determina n. 811 del 14/11/14), in seguito ad una comunicazione dell’Azienda USL 8 di Arezzo che richiede che l’edificio ex scuola materna “Alterini” sia verificato dal lato sismico (infatti pare che questo stabile sia sprovvisto della certificazione anti-sismica, al contrario di quello comunale...). Il tecnico incaricato dovrà valutare la consistenza statica dell’edificio, per pianificare un programma di miglioramento dello stesso alla luce della normativa vigente in ambito di sicurezza (OPCM 3274/2003). 

Oltre alla richiesta al Signor Sindaco, sempre così trasparente, di rendere pubblica la comunicazione dell’Azienda USL 8 (n. prot. 5688 del 29/10/14), la domanda è la seguente:

Non era meglio verificare tutte queste cose prima del trasferimento e non "buttare" via i soldi, ripetiamo pubblici?

Forse la risposta, però, è la domanda stessa.

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