Prima Pagina | Arte e cultura | IL PRIMO CORO PER BAMBINI IN CAMBOGIA DIRETTO DA UN ARETINA

IL PRIMO CORO PER BAMBINI IN CAMBOGIA DIRETTO DA UN ARETINA

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
IL PRIMO CORO PER BAMBINI IN CAMBOGIA DIRETTO DA UN ARETINA

Conosciamo tutti il periodo di terrore provocato dagli Khmer Rossi durante la terribile dittatura di PolPot in Cambogia.

In quel periodo chiunque fosse laureato, diplomato, sapesse leggere, scrivere, far di conto o addirittura portasse gli occhiali, veniva deportato e poi giustiziato, perche' per PolPot il cittadino ideale nella sua "Kampuchea" (Cambogia "Democratica") doveva essere un bracciante analfabeta.

Si pensa che le vittime di questo incubo furono almeno 3 milioni.“Una categoria totalmente falcidiata fu quella dei musicisti”  ci dice Arianna Malatesti una 30enne aretina in Cambogia:“Sono arrivata da un anno, le condizioni del paese sono molto migliorate dai tempi della dittatura, soprattutto nella capitale ed altre aree del paese come la costa o l'antichissima zona dei templi di Angkor Wat. E' un paese che cambia in maniera impressionante mese dopo mese, la crescita del pil oscilla da anni tra l'8 e il 10%.A volte penso di rivivere nell'Italia del dopoguerra. La gente e' semplice, ed e' felicissima se riesce a comprarsi uno scooter, o una televisione.

Io vengo dal liceo classico musicale di Arezzo che mi ha insegnato tutto sulla musica: a leggerla, a scriverla, a suonarla, a conoscerne la storia. La mia una famiglia molto chiusa, mi dicevano non avere grilli per la testa quel che conta e' il posto fisso e il lavoro a tempo indeterminato. Poi pero' la morte di mia madre mi ha fatto capire che la vita e' una sola e la devi vivere senza rimpianti. Ebbene Si! Ho mollato il famoso posto fisso a tempo indeterminato, per seguire le mie 2 piu grandi passioni: la musica e l'insegnamento per i bambini. Qui insegno in scuole private ai bambini e sono consulente della prima catena di negozi di strumenti musicali creata anch'essa da un Italiano. Per questo natale sto organizzando un coro di oltre 100 bambini insieme ad un altra insegnante malesyana.

E' la prima volta dai tempi di Polpot che si vede un coro di bambini....sono orgogliosa dei miei ragazzi, canteremo qui nella capitale Phnom Penh sul lungofiume Mekong. Quando qualche mese fa spiegavo ai bambini della scuola cosa era un coro, nessuno lo sapeva!!  Lo scoglio piu' grande e' stato dover comunicare in lingua inglese, mi sono rimessa a studiare ed ho capito l'importanza di sapere le lingue, qui ho conosciuto molti europei che parlano correntemente 4/5 lingue   

La delusione piu' grande e' stato scoprire come nei libri di testo musicali nel mondo anglossassone le note non sono indicate come Do-Re-Mi-Fa-Sol-La-Si ma bensi' con le lettere dell'alfabeto inglese: Ei-Bi-Si-D-I-eF-Gi!!  Speriamo che Guido Monaco non si giri nella tomba, a parte gli scherzi il mio sogno nel cassetto sarebbe tornare ad Arezzo proprio al polifonico con un coro di ragazzi cambogiani". 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0