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Rifiuti: passa a maggioranza il nuovo piano regionale

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Rifiuti: passa a maggioranza il nuovo piano regionale

La votazione e il dibattito in Aula. Gli interventi dei consiglieri Sgherri, Gazzarri, Nascosti, Agresti, Del Carlo, De Robertis, Romanelli, Gambetta Vianna e dell’assessore Bramerini

 

Passa a maggioranza il piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati. Il Consiglio regionale approva con il voto favorevole dei gruppi di maggioranza, il voto contrario di Fratelli d’Italia, della consigliera Monica Sgherri (capogruppo Rc-Ci) e del consigliere Gabriele Chiurli (gruppo misto); si sono astenuti Forza Italia e Ncd. Accolti all’unanimità due emendamenti di Forza Italia: uno sul monitoraggio dell’efficacia delle politiche regionali, che dovrà tenere conto dell’immissione al consumo di imballaggi; uno che introduce un indirizzo per l’Autorità di ambito per una tariffa commisurata al servizio realmente reso. Un terzo emendamento, del Pd, sempre all’unanimità, prevede di utilizzare per i monitoraggi non solo Arpat e Agenzia regionale di recupero risorse, ma anche gli osservatori provinciali dei rifiuti senza oneri aggiuntivi.
La consigliera Monica Sgherri (Rc-Ci) ha parlato di “livello di delusione consistente e di confronto interrotto con i territori”, che ha portato ad un Piano dei Rifiuti “non ambizioso”, che anche nel 2020 vedrà la nostra Regione “fanalino di coda” nella raccolta differenziata. Risultato: “la produzione dei rifiuti non è dimunuita e il sovradimensionamento della produzione ha finito per essere funzionale alle scelte di incenerimento”.
Di diverso avviso Marta Gazzarri (Tcr), che ha parlato di “piano che non è perfetto ma ha obiettivi ambiziosi e capaci di affrontare il problema dei rifiuti in un ottica complessiva, di governo globale”. In tale contesto i produttori sono al centro, secondo il principio “più produci più paghi”; seguiti dai consumatori e quindi da una raccolta differenziata come primo passo verso “il riciclaggio dei rifiuti, che è il vero punto nodale”. “E’ un piano di discontinuità che voteremo convintamente”, ha concluso la consigliera.
Nicola Nascosti (Forza Italia) si è soffermato su alcuni elementi di criticità, a partire dalla “debolezza sul gestore unico e dalla visione ideologica del raggiungimento del 70 per cento di raccolta differenziata”. Il consigliere ha sottolineato inoltre l’importanza di chiedere alle industrie di produrre meno imballaggi e di poter inserire all’interno del piano un emendamento per prevedere di far pagare chi inquina. Infine: richiesta di “tariffa puntuale”, con sistema svincolato da asset patrimoniale.
Anche Andrea Agresti (Ncd), pur parlando di “legge importante e modestamente migliorata” ha espresso perplessità sull’obiettivo del 70 per cento. Il consigliere si è inoltre soffermato sulla necessità di far risparmiare i cittadini, tenendo conto che una cosa è raccogliere i rifiuti a Firenze o a Prato, altra in province più estese e in territori più disagiati. “Riconfermiamo il nostro voto di astensione – ha concluso – anche se non abbiamo ancora chiaro come raggiungere certi obiettivi”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Giuseppe Del Carlo (Udc), che ha affrontato il tema del 70 per cento ma anche quello dell’impiantistica: “come si fa a sperare che le previsioni si avverino?”. Da qui la necessità di fare monitoraggi in maniera più seria, invitando la Giunta regionale “ad esercitare il proprio ruolo con maggiore autorevolezza, se non vogliamo che questi piani restino teorici, senza applicazione sui territori”.
Alcune considerazioni politiche sono state espresse da Lucia De Robertis (Pd) che ha parlato di un piano caratterizzato da un ampio dibattito e costruttivo confronto: “secondo me è un piano sfidante nell’attuale contesto socio-economico, per una gestione strategica chiamata a portare sviluppo”, con un sistema di obiettivi e azioni per una nuova “economia circolare, che punti all’uso efficiente delle risorse naturali, alla riduzione della generazione di scarti e che punti al reimpiego di tutti i rifiuti prodotti in nuovi usi ed attività, attraverso il riutilizzo, il riciclo industriale e agronomico e il recupero energetico”.
Di diversi passi avanti ha parlato Mauro Romanelli (Gruppo misto), soffermandosi in primo luogo sulla “via maestra della raccolta porta a porta, vista anche come creazione di posti di lavoro”. Ma per il consigliere ci sono due questioni sulle quali non si può far finta di niente: “il mancato coraggio sulla disassimilazione e la situazione critica della Piana fiorentina”. Due elementi che hanno portato al voto negativo sul Piano.
Antonio Gambetta Vianna (Più Toscana) ha puntato il dito sui termovalorizzatori non fatti, sulla raccolta differenziata che finisce per gravare sulle tasche dei cittadini e sugli obiettivi del 2020. “Il mio voto sul piano è legato all’accoglimento degli emendamenti”, ha concluso.
Di “buon piano” che ha tenuto davvero conto del processo partecipativo ha parlato l’assessore Anna Rita Bramerini che, dopo aver ringraziato tutti coloro che hanno lavorato a questo importante atto, ha concluso con una nota di amarezza: “nessuno si è soffermato sull’obiettivo di dipendere solo del 10 per cento dalle discariche”. La seduta del Consiglio si è conclusa questa sera con gli ultimi atti e le interrogazioni. Domani, quindi, il Consiglio regionale non si riunirà.

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