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Stamani a Nuove Acque il Difensore Civico Regionale ha presentato la sua attività

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Stamani a Nuove Acque il Difensore Civico Regionale ha presentato la sua attività

Nuovo strumento per gli utenti: la Commissione conciliativa regionale

 

 

E’ uno strumento che consente la risoluzione di controversie, che tutela il cittadino, che lo mette nelle condizioni di avere questa garanzia in modo gratuito. Ringrazio quindi il Difensore civico regionale   per  essere venuto anche ad Arezzo a illustrare la sua attività”.

Così Paolo Nannini, Presidente di Nuove Acque, ha commentato stamani il nuovo strumento della conciliazione regionale che è stato presentato dal Difensore Civico regionale, dott. Lucia Franchini e dal Dr. Matteo Vagli, suo delegato e facente parte dell’Ufficio regionale della difesa civica.

La nostra azienda – ha sottolineato il Presidente – ha già pubblicato sul sito (www.nuoveacque.it) tutte le informazioni utili nonché il Regolamento di tutela d’utenza e  i moduli scaricabili per presentare le istanze

Lucia Franchini “Con il Regolamento di tutela dell’utenza l’Autorità idrica ha, finalmente, creato uno strumento uguale per tutti gli utenti del Servizio idrico regionale superando quelle diversità che prima erano presenti. Sotto questo punto di vista, infatti, esisteva un quadro variegato dove soltanto presso alcuni Gestori era possibile ricorrere ad una Commissione mista conciliativa, (presieduta dal Difensore civico regionale), quale soggetto terzo ed imparziale in grado di dirimere celermente e gratuitamente i contenziosi. Ebbene proprio in virtù della bontà dell’esperienza svolta, l’istituto della Conciliazione regionale è stato esteso presso tutti i Gestori con le sue tipiche caratteristiche di celerità, snellezza e gratuita nonché di imparzialità e terzietà garantite proprio dalla figura del Difensore civico”.   

Il Regolamento, messo a punto dall’Autorità Idrica Toscana, prevede due opzioni extragiudiziali in caso di richiesta di informazioni e di presentazione di reclami, cioè lamentale per la mancata coerenza del servizio ottenuto con il contratto di fornitura o il Regolamento del Servizio o la Carta del Servizio.

La prima è il ricorso alla Commissione conciliativa paritetica, formato presso ogni Gestore del servizio idrico, e formata da due conciliatori: uno espresso dall’azienda e l’altro dall’associazione di consumatori che ha promosso l’iniziativa.

La seconda opzione è quella illustrata stamani nella sede di Nuove Acque ed è la Commissione conciliativa regionale, composta da 3 membri: il Presidente, individuato nella figura del Difensore Civico regionale e due commissari in rappresentanza del gestore e dell’utente.

Come si legge nel documento Ait di Regolamento di tutela dell’utente, “la Commissione Regionale valorizza la presenza del Difensore Civico quale garanzia di tutela non giurisdizionale e di osservanza dei principi di terzietà, imparzialità e indipendenza a tutela degli utenti del servizio idrico toscano, su richiesta di singoli utenti, comitati, associazioni e formazioni sociali, in relazione al rispetto di diritti individuali e di interessi collettivi”.

L’istanza di conciliazione deve pervenire entro 30 giorni dal giorno in cui, ai sensi della Carta del Servizio,  il Gestore avrebbe dovuto fornire una risposta o dal giorno di protocollazione della risposta ritenuta insoddisfacente o entro 15 giorni dalla formalizzazione dell’esito di conciliazione paritetica. E questo  in considerazione del fatto che la Commissione regionale interviene anche qualora l’utente sia rimasto insoddisfatto dell’esito dell’azione della Commissione conciliativa paritetica.

Il verbale di conciliazione deve essere redatto entro 45 giorni di calendario dalla data di arrivo della richiesta di conciliazione e deve essere inviato entro i successivi 7 giorni di calendario.

L’utente ha 7 giorni per accettare o rifiutare la proposta contenuta nel verbale e quest’ultimo chiude il procedimento di conciliazione: esso deve essere comunque redatto anche in caso di mancato accordo di conciliazione e deve riportare l’iter istruttorio ed il dispositivo di quanto deciso.

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