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STORIE DI ORDINARIA FOLLIA (FISCALE)- APOLOGO SATIRICO, MA NON TROPPO …

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STORIE DI ORDINARIA FOLLIA (FISCALE)- APOLOGO SATIRICO, MA NON TROPPO …

 

Sarà stato un Funzionario ministeriale, abbandonato dalla moglie, bisognoso di sfogare la sua rabbia e il suo dolore sui poveri, inermi cittadini, per farne parte della sua rabbia e del suo dolore; sarà stato un Funzionario dispettoso, deciso a mettere i bastoni tra le ruote a qualcuno che gli stava antipatico. O sarà stato forse semplicemente un Funzionario che non scopava da dieci anni … ma allora, sarebbe bastato andare per strada e acquistare un gonfiabile (femmina naturalmente)… Fatto sta che un “piccolo” Contribuente italiano, una Partita IVA, non capì perché il Fisco, prima gli concedesse di non pagare l’IVA per una certa operazione, poi gliela chiedesse indietro.

Fiducioso ancora nella Giustizia italiana (era o no l’Italia ancora la Patria del diritto?), il “piccolo uomo” trascinò l’Amministrazione Fiscale in Tribunale, per ben tre gradi di giudizio.

-Signor Giudice, faccia Giustizia ad un “piccolo uomo” stritolato da una Burocrazia ottusa e sorda al più elementare buon senso- implorò il “piccolo uomo” davanti al Giudice con l’Ermellino.- Lei, che è la Suprema Magistratura depositaria dell’esatta interpretazione della legge. Il Fisco vuole da me una tassa che non ho pagato … Ma se mi aveva autorizzato lo stesso Fisco a non pagare, c’era tanto di Circolare, e poi, con il mio Commercialista, andammo dal Direttore dell’Ufficio tributi locali che ci confermò. Cosa mi viene a chiedere oggi il Fisco, che la legge non è cambiata, ma è stata solo interpretata diversamente … Ma io invoco lo Statuto …

-Figliolo caro- disse il Giudice, con accento inconfondibilmente napoletano, mentre, staccatosi dalla scrivania piena di carta e di libri, stava andando a servirsi alla sua macchinetta del caffè -Di “Statuto” in Italia, c’è stato solo quello albertino, che, scusa, nu’ poco di malocchio l’ha portato all’Italia …- E il Giudice iniziò a sputacchiare come se tutte quelle cose che aveva nominato lo stessero importunando come tanti tafani … Intanto, il bravo Giudice con l’Ermellino nemmeno guardava in faccia il “piccolo uomo”, perso com’era nell’annusare l’aroma del suo caffè con compiaciuto piacere.

-Ma lo Statuto del Contribuente…- precisò, con soggezione, il “piccolo uomo”.

-Ma hai fatto Interpello? …- chiese severamente il Giudice con l’Ermellino.

-Ma io non so cosa sia un Interpello- disse il “piccolo uomo”- So che c’era una Circolare …

-E fai male, solo l’Interpello ti poteva salvare … le Circolari sono solo un “mero parere” di un Funzionario, raccomandato politicamente, e spesso “trombato”: che vuoi che soggetti simili ne sappiano più del nostro Padre Giustiniano? (E si volse, con un leggero inchino riverenziale al busto che teneva dietro).

Il “piccolo uomo” si era già fatto una mezza idea di cosa farci, anzi dove ficcarlo quel “mero parere”… ma era persona troppo educata da esternare certi pensieri e rincarò:

-Ma dove devo andare per avere l’Interpello?-

- Come dove? Vai agli Uffici delle Imposte …

-Ma come?- fece esterefatto il “piccolo uomo” – devo rivolgermi a quelli che si sono smentiti con la Circolare? Solo lei mi può aiutare …

-Guagliò, io non ci posso fare niente … Di grazia che non paghi sanzioni e interessi … E lasciami bere il mio caffè …

 

Sanzioni e interessi no, ma le tasse sì, come un evasore! Il “piccolo uomo” fissò il Giudice con l’Ermellino negli occhi. Oh quanto in quel momento, il “piccolo uomo” desiderò che quel carnivoro che il Giudice aveva addosso come preziosa pelliccia e blasone, potesse essere vivo per stringere il collo al Leguleio fino a strozzarlo. Meglio trattenersi, pensò: in Italia, si fa villipendio, anche solo col pensiero … P.S. Ispirato alla sentenza Corte di Cassazione, sezione tributaria nr. 20710/2014. Vai a www.teleconsul.it (19/11/2014).

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