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Tino Stefanoni: “Alt”

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Tino Stefanoni: “Alt”

Sala Sant’ Ignazio: dal 22 novembre 2014 al 9 gennaio 2015

 

Arezzo ospita l’opera di Tino Stefanoni, dal 22 novembre 2014 al 9 gennaio 2015, presso la sala Sant’Ignazio, su iniziativa dell’assessorato alla cultura del Comune, in collaborazione con la Galleria Armanda Gori e a cura di Fabio Migliorati. Inaugurazione sabato 22 alle 17,30. Ingresso libero, catalogo in sede. Orari: martedì-venerdì: 16-19, sabato-domenica-festivi: 14,30-19,30.

“Siamo nell'ambito del contenitore invernale delle attività culturali dell'assessorato alla cultura - dichiara Pasquale Macrì - e questa mostra apre Aritmie. Perché Stefanoni? Perché è artista molto amato e accessibile, fruibile da chiunque senza necessità di avere una particolare formazione sull'arte contemporanea”.

Questa ex chiesa dove il barocco aretino testimonia la sua “risoluta sobrietà”, tra gli stucchi del Passardi e del Raoni, diffonde da anni l’arte contemporanea. Rognoni, Scanavino, Corpora, Crippa, Marchegiani, Mariani, questi gli artisti contemporanei già ospitati fino alla proposta, adesso, di Tino Stefanoni, secondo una filosofia che sottolinea la figura di artisti affermati e storicizzati ma ancora in qualche modo da riscoprire. L’opera di Stefanoni è quella di un artista che, da tempo, fa del suo lavoro l’espressione costante, tacita, riservata di sé e di “un mondo in bilico tra ciò che è e che dovrebbe essere”.

“Alt” di Tino Stefanoni presenta pochi grandi lavori, tutti recenti. Il curatore Fabio Migliorati: “il suo dipingere, sempre e soltanto indubbiamente pittorico, è la dichiarazione estesa di un rapporto inevitabile; tra visione e auspicio si realizza il presente di un artista sensorialmente cerebrale, che non si sottrae alla dialettica personalità / società anche in virtù del suo trascorso. Dagli anni Settanta, infatti, Stefanoni ripercorre la definizione dell’oggetto d’uso comune fino a doverne-poterne-saperne trasporre la funzione nell’esercizio del paesaggio. La natura, come la cosa in sé, diventa assoluta, basica, unica”.

Tino Stefanoni (1937, Lecco) ha studiato presso la facoltà di architettura del Politecnico di Milano. La sua attività artistica inizia nel 1967 a Milano, con il Premio San Fedele, storica rassegna allora presieduta dal conte Panza di Biumo e da Palma Bucarelli. Del 1968 è la prima personale alla Galleria Apollinaire di Milano, con un saggio di Pierre Restany. Seguono esposizioni personali e collettive in Italia e all’estero, con prestigiose presenze alla Quadriennale di Roma (1999 e 2005) e alla Biennale di Venezia (1970 e 2011).    
 

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