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Edifici Privati Visitabili di Arezzo e Provincia: Lettera dell’Architetto Soprintendente Agostino Bureca

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Architetto Agostino Bureca Architetto Agostino Bureca

Tre settimane fa’ Informarezzo, grazie al contributo di un lettore, ha pubblicato la lista degli edifici privati visitabili di Arezzo e provincia aggiornata al 2012.

Nel tentativo di trovare una versione completa e aggiornata al 2014, ci siamo rivolti alla Soprintendenza di Arezzo. L’Architetto Agostino Bureca, Soprintendente per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici, etnoantropologici di Arezzo, si è reso disponibile ad aiutarci nel nostro sforzo di chiarezza e ci ha scritto la lettera pubblicata di seguito.

 

Preg.mo Signor Baccheschi,

in un raro momento di pausa domenicale, in qualità di dirigente responsabile della soprintendenza di Arezzo, sento l’esigenza di inserirmi nell’ “intervista” in corso tra lei e l’architetto Rossella Sileno, direttrice dell’Ufficio Vincoli.

L’intervista incentrata sull’esistenza o meno di una lista aggiornata degli immobili privati che hanno beneficiato negli ultimi dieci anni di contributi statali per lavori di restauro, visitabili in giorni ed orari convenuti, rischia infatti di portare fuori strada e merita una riflessione.

Come Giorgio Vasari ci insegna, conoscere il contesto delle cose e degli accadimenti è essenziale sia per determinarne gli esiti che per interpretarli. Quest’anno, sullo stesso argomento, il Padre generale dei Camaldolesi nell’omelia tenuta nel giorno della Festa del Santo Patrono dell’Ordine ci ha rinnovato tale insegnamento, invitando i fedeli a guardare la realtà umana in obliquo, di girare all’intorno, di andare in profondità e di non accontentarsi dell’apparenza e della statica visione frontale, insufficiente a capire le cose.

Ebbene tornando a noi, volevo ricordare a Lei ed ai suoi lettori che le soprintendenze per i beni architettonici, paesaggistici, artisti storici ed etnoantropologici, sempre più rare (dopo l’imminente Riforma dettata dalla spending-review, ne sopravviveranno una trentina in tutta Italia) e con pochissime risorse umane e finanziarie, hanno come precipuo compito istituzionale la tutela dei beni culturali e del paesaggio, e nonostante le crescenti difficoltà lo continuano a fare con grande spirito di sacrificio, “nonostante tutto e contro ogni logica di autotutela”. C’è di più: stento a trovare un’altra istituzione pubblica che ha resistito con tanto vigore ad assalti concentrici, come stiamo assistendo da non pochi anni. Se resistiamo contro ogni previsione dei “picconatori” e sabotatori è perché la stragrande maggioranza del personale del Mibact è composta da individui professionalmente preparati, purtroppo in grande parte prossimi alla pensione,  che hanno scelto tale lavoro per vocazione e  per formazione culturale.

A mio avviso è assai preoccupante il Bando pubblicato pochi giorni fà dall’Amministrazione comunale di Roma per affidare al Volontariato dieci musei del Comune, quasi a significare che con la Cultura si può lavorare solo gratis ed i nostri giovani laureati e superpreparati non hanno futuro.

E’ di questi giorni (La Repubblica del 16 novembre) la notizia che la regione Sicilia ha a libro paga 306 dirigenti a fronte dei 191 di tutto il ministero che oltre alla tutela sul restante territorio nazionale, gestiscono circa 400 musei, monumenti, gallerie e aree archeologiche con oltre 40 milioni di visitatori l’anno a fronte dei 4 milioni della regione Sicilia,  archivi (101) e biblioteche (66), scuole di alta formazione e tanto altro ancora. Per fornirLe ancora un esempio significativo l’informo che il Polo Museale Fiorentino con 31 musei e siti dipendenti ha un solo dirigente ed il direttore degli Uffizi è un valido funzionario con una retribuzione mensile inferiore ai 2.000 euro mensili.

Che dire!?

Ci faremo carico, nei limiti del possibile e dell’umana sopravvivenza, compatibilmente con l’assolvimento, entro tempi e scadenze imperativi sempre più ristretti (siamo arrivati a meno di 10 giorni!) di procedimenti spesso complessi, sopralluoghi ispettivi, alta sorveglianza su lavori di terzi, autorizzazioni e pareri endoprocedimentali, pronti interventi su beni a rischio, progettazioni e direzioni dei lavori, collaudi, rilascio e validazione CEL, conferenze di servizio, richieste di accesso agli atti, ricorsi al TAR ed al Consiglio di Stato, valutazioni d’impatto ambientale, verifiche d’interesse culturale, riunioni del Comitato regionale di Coordinamento e tanto altro, anche alla compilazione dell’elenco che mi risulta esiste ed è disponibile ed aggiornato al 2012. Non posso però sottacere che l’iniziativa, d’indubbia utilità per la conoscenza e la fruizione di tali beni,  rientra nelle iniziative della valorizzazione che come saprà è condivisa con altre istituzioni (anche regionali) e non rientra tra i nostri compiti primari ed esclusivi delle soprintendenze.

Ad ogni buon fine l’informo da ultimo che sul sito del Mibact viene annualmente pubblicata in forma esaustiva (Località, edificio, proprietà, importo lavori asseverati, contributo) la lista di tutti i contributi concessi.

Mi attiverò da ultimo per sollecitare il Centro (c’è infatti una Direzione generale preposta alla Valorizzazione) l’opportunità di pubblicare Guide, su scala regionale, che promuovano tali visite.

Con cordialità

Arch. Agostino Bureca

Soprintendente per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici, etnoantropologici di Arezzo

 

 

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