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Badia Prataglia manifesta davanti alla prefettura

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Badia Prataglia manifesta davanti alla prefettura

Tutti i negozi e i pubblici esercizi di Badia Prataglia, sono chiusi per protesta contro l’arrivo di cento sedicenti profughi in paese. Tutti gli operatori e i residenti si sono ritrovati ad Arezzo per manifestare davanti alla Prefettura, contro la decisione di inviare un centinaio di rifugiati presso l’hotel Belvedere, in un paese che conta solo poche centinaia di anime

Abitanti e istituzioni locali accusano il Ministero degli Interni e la Prefettura di Arezzo di essere stati estromessi da tutte le decisioni che riguardano la vicenda.

«Ci metterebbe in ginocchio tutti, residenti e commercianti, anche perché il nostro paese vive di turismo grazie alla serenità che può garantire la montagna».

«Con la serrata vogliamo protestare contro le istituzioni, che affrontano il problema dei profughi gettandolo sulle spalle della popolazione locale – affermano gli abitanti del piccolo paese – senza preoccuparsi di come verranno sconvolti i nostri equilibri sociali ed economici. Ancora non sappiamo nulla di quando arriveranno i profughi e di quali saranno le modalità della loro permanenza qui- Abbiamo il pieno appoggio dei residenti, insieme a noi per il sit-in davanti alla Prefettura – conclude Marri -. Speriamo davvero che le nostre ragioni vengano comprese ed ascoltate da chi di dovere».

«La comunità badiana è generosa, accogliente, simpatica – spiega Carlo Toni, sindaco del comune di Poppi –, ma capace di ospitare al massimo venti profughi non di più, se fossero anche quaranta sarebbe un problema. Se ne arrivassero cento? Sarebbe una sconfitta per me e tutta l’amministrazione, vorrebbe dire che ho buttato via gli ultimi due mesi di lavoro. Agire sopra la testa delle istituzioni locali e dei cittadini può essere pericoloso».

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