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Aggiornamenti sulla visione strategica di sviluppo urbano per la Fortezza Medicea di Arezzo

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L'antico bastione della Spina, riemerso dagli scavi L'antico bastione della Spina, riemerso dagli scavi

La fortezza Medicea di Arezzo è una struttura affascinante e misteriosa, depositaria della storia della città, ma anche eredità pesante sulle spalle della sua amministrazione. La Regione Toscana e l’amministrazione comunale di Arezzo, in collaborazione con la Comunità Europea, hanno aderito ai progetti PIUSS, ossia ai Piani Integrati di Sviluppo Urbano Sostenibile.

Obiettivo principale del PIUSS è “quello di progettare un insieme coordinato di interventi, pubblici e privati, per la realizzazione - in un'ottica di sostenibilità - di obiettivi di sviluppo socioe-conomico, attraverso il miglioramento della qualità urbana ed ambientale.”

L’attivazione dei progetti PIUSS nella fortezza è avvenuta 5 anni fa’, il 15 ottobre 2009. I lavori hanno subito ritardi ingenti a causa della mancanza di fondi, del ritrovamento di reperti archeologici importanti e di problemi finanziari di una delle aziende che ha lavorato a questo progetto.

La ristrutturazione è solamente uno dei passaggi di una visione ben più ampia. Infatti, al termine dei lavori è prevista la vendita o la cessione del bene a terze parti a fini commerciali. Il Dott. Alessandro Boncompagni, che lavora presso l’ufficio SUAP e Sviluppo Economico Fiere e Mercati del Comune di Arezzo, ha spiegato: “Nel corso del progetto, insieme alla regione e ad altri comuni, sono stati prodotti una serie di materiali in inglese che sono stati poi distribuiti a fiere specializzate nel settore immobiliare e degli investimenti internazionali. L’obiettivo principale è quello di attrarre capitali stranieri nel nostro territorio".

I materiali in lingua inglese sopra menzionati sono stati redatti da una multinazionale, la ditta AKMG che, come ha sottolineato Boncompagni, “ha definito questi spazi molto interessanti per fare business.”

Il programma prevede la ristrutturazione di sei edifici o parti della città tra cui Piazza Grande, Fortezza Medicea, ex Caserme Cadorna, l’estensione del centro commerciale lungo a Saione, il quartiere Pescaiola, area periferica e residenziale adiacente ad aree oggi dismesse destinate. Non è stato precisato il costo dei lavori per la fortezza. Siamo a conoscenza del totale del finanziamento PIUSS. Nel sito del Comune di Arezzo è scritto: “Il PIUSS consta di 35,2 mln per un costo ammissibile di 34,8 mln e un contributo pubblico di 17,2 mln. L’investimento totale ammonta a 47,6 mln.”

Il ruolo della multinazionale è di assistere le amministrazioni comunali ad entrare in contatto con investitori internazionali e portare risorse e business ad Arezzo. Boncompagni afferma: “I fondi che ci sono stati dati dalla Comunità Europea devono essere investiti in restauri ed in promozione del territorio. Periodicamente sono venuti tecnici che controllano il corretto avanzamento dei lavori. In futuro saremo monitorati anche durante il passo successivo di avviamento di un’attività commerciale.”

Uno degli strumenti principali per la pubblicizzazione del nostro patrimonio storico (e per la sua eventuale vendita) avviene per mezzo di brochure esclusivamente scritte in inglese e pubblicate nel sito Invest in Tuscany. E’ possibile trovarle qui.

Boncompagni ribadisce che “la Fortezza è un bene inalienabile, quindi rimane proprietà pubblica. Gli altri edifici inclusi nel PIUSS, anche se vincolati, sono invece in vendita.” E’ possibile riscontrare una piccola incongruenza con quello che è stato scritto nella brochure della Fortezza. Sotto la categoria “Use Provided for by the Current Town Planning Regulations” è scritto: “The building can be purchased through a public tender; the investors must present a rescue plan with different planning solutions” (L’edificio può essere acquistato facendo una offerta pubblica; gli investitori deve presentare un piano di salvataggio con varie tipologie di soluzione).

Alla fine del processo di ristrutturazione partirà la seconda fase del progetto della durata di un anno. L’obiettivo è di trovare dei soggetti che si dimostrino interessati ad investire nella fortezza per l’apertura di una attività o di una serie di attività commerciali che siano capaci di generare profitto e quindi di dare vita alla struttura su base annuale e non stagionale.

Condicio sine qua non del successo del progetto PIUSS nel caso della fortezza è l’insediamento di un soggetto in grado di coordinare delle attività commerciali. Boncompagni sottolinea: “L’obiettivo deve essere raggiunto in un modo o nell’altro. Se dovesse rimanere vuota di contenuti, non gestita, la Comunità Europea richiederebbe al comune il rimborso di tutti i finanziamenti versati. Questo vale per i progetti PIUSS”.

La più grande difficoltà che l’amministrazione comunale di Arezzo sta fronteggiando è quindi di trovare dei partner commerciali disposti ad investire risorse dove l’amministrazione non è più in grado di spendere. Questa e’ una grande incognita che pende sulle teste dei cittadini e anche su quelle della prossima amministrazione.

Boncompagni, in merito a palazzo Fossombroni, afferma: “La tipologia del palazzo non è tale da poterci prevedere un hotel a 5 stelle che era una delle cose a cui abbiamo pensato. Ad Arezzo per esempio manca un hotel di tale pregio, però i locali sono stati ritenuti troppo piccoli. Abbiamo anche contattato una catena come Hilton. Molte catene alberghiere hanno bisogno di palazzi molto più grandi del nostro. Su palazzo Fossombroni, c’è qualche riflessione incorso.”

Per quanto riguarda Palazzo Carbonai, Boncompagni ha affermato: “Abbiamo  portato molti investitori a vedere il palazzo, tra cui Polacchi e Russi. Noi aretini ce ne accorgiamo meno però è una città che ha una sua immagine esterna positiva. Siamo nel mezzo alla Toscana. Quando andiamo alle fiere e parliamo con potenziali investitori, ci rendiamo conto di avere dei punti in più.”

Allo stato attuale delle cose quindi rimane da capire la data precisa della fine dei lavori di restaurazione e messa in sicurezza, e chi sara' il nuovo investitore interessato a rendere in gestione la fortezza. Considerando la stazza della fortezza e le difficoltà che fino ad ora si sono incontrate, è molto probabile che la nuova amministrazione avrà la grande responsabilità di portare questa operazione a compimento con successo, altrimenti sarà l’intera collettività a dover rimborsare l’unione Europea dei soldi che sono stati in prestito. Attendiamo i futuri sviluppi e nel frattempo cercheremo di andare a vedere lo stato della fortezza e avere notizie più precise sullo sviluppo dei lavori ed i suoi costi.

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