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Il bilancio dell’Università di Siena torna in positivo

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Il bilancio dell’Università di Siena torna in positivo

Utile di oltre 9 milioni per il consuntivo 2013 approvato oggi dal Cda

 

 

Il bilancio dell’Università di Siena torna in attivo. Il consuntivo 2013, approvato oggi dal Consiglio di amministrazione, presenta infatti un utile di oltre 9 milioni di Euro, a fronte di proventi operativi pari a Euro 196.582.461,47 e costi operativi pari a Euro 175.437.203,01. Il documento contabile, redatto secondo i criteri economico-patrimoniali, segna un evidente punto di svolta rispetto al passato. La razionalizzazione della gestione e delle spese, e al contempo lo sforzo per il mantenimento della qualità della didattica e della ricerca, hanno finalmente portato i loro frutti, mostrando un esempio di efficacia e sobrietà nella gestione pubblica, destinato, nell’auspicio di chi fa parte dell’Università di Siena, a divenire simbolo positivo.

“Dopo quattro anni impegnativi, accompagnati via via dalla grande soddisfazione di vedere l’Università di Siena sempre ai primi posti nelle classifiche italiane e internazionali – ha detto il Rettore Angelo Riccaboni – oggi possiamo affermare che l’Ateneo gode di un più che soddisfacente stato di salute. La gestione è completamente sotto controllo e stiamo implementando un articolato e partecipato piano strategico. Eventuali criticità nei prossimi anni avrebbero la loro origine non nella gestione annuale, ma nella dinamica dei flussi monetari e nello smaltimento dei debiti pregressi, come conseguenza della asimmetrica struttura delle fonti e degli impieghi ereditata da questa Amministrazione. Eventuali tensioni potrebbero manifestarsi, altresì, nel nostro come nelle altre Università, per effetto di ulteriori riduzioni dei finanziamenti dallo Stato. Voglio sottolineare che il bilancio consuntivo 2013 costituisce un discrimine nelle recenti vicende amministrative del nostro Ateneo. Siamo infatti completamente usciti da quel baratro finanziario nel quale l’Ateneo si era inopinatamente ritrovato, così grave che ben pochi scommettevano sulla possibilità che la nostra Università potesse venirne fuori, anche in virtù della parallela riduzione dei finanziamenti statali e di quelli provenienti dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena. A questo proposito è bene che si sappia pubblicamente che i risultati sono stati conseguiti senza che alcuna risorsa specifica per il risanamento sia stata a noi assegnata nell’ambito del sistema universitario nazionale, e senza far ricorso ad alcuna consulenza esterna”.

“Il risanamento della gestione annuale – ha spiegato il Rettore - è stato perseguito senza incidere sui livelli occupazionali, nonostante le sollecitazioni ricevute in tale direzione, e superando una fase difficile nelle relazioni sindacali, come conseguenza della necessità, richiesta dalla normativa, di recuperare erogazioni monetarie in precedenza indebitamente assegnate ai lavoratori. Il blocco del turnover e la riduzioni di tutte le principali voci di costo, fra cui i servizi esterni, le supplenze e i contratti esterni, gli affitti, i materiali di consumo sono stati tra le leve del risanamento. Sono stati introdotti, inoltre, importanti recuperi di crediti, miglioramenti nel monitoraggio e nella gestione di flussi monetari e rilevanti innovazioni nell’organizzazione dei servizi e nelle procedure amministrative”.

“Il controllo della spesa – ha sottolineato Riccaboni - è andato di pari passo con l’attenzione allo sviluppo e alla qualità dei servizi per gli studenti e delle attività didattiche e di ricerca. Questo è testimoniato dai riconoscimenti in termini di quota premiale da parte del MIUR, dal primo posto, in relazione alle dimensioni, nella valutazione di sintesi della VQR e dalle principali analisi di settore, in primis la rilevazione annuale del Censis, che negli ultimi anni ha sempre posizionato l’Università di Siena al primo posto nella classifica nazionale, non solo in relazione alle dimensioni ma anche in senso assoluto. Particolarmente utile, a tali fini, è stato il riferimento ad una costante logica programmatoria, che si è sostanziata nella definizione di un’articolata e partecipata programmazione triennale, incentrata intorno ai temi dei servizi agli studenti, dell’internazionalizzazione, dell’occupabilità e della promozione dello sviluppo sostenibile e nell’introduzione di innovativi meccanismi di programmazione e monitoraggio di natura  operativa e finanziaria. In questo durissimo periodo, il sostegno e la vicinanza di molte istituzioni, dal MIUR al MEF e alla CRUI, dalla Regione Toscana agli enti locali sono stati preziosi”.

La redazione del conto consuntivo 2013 segna anche all’Università di Siena il definitivo passaggio alla contabilità economico-patrimoniale, in anticipo rispetto alle richieste di legge, dopo che nel 2012 era già stato  introdotto il bilancio unico. Un passaggio che ha richiesto moltissimo impegno, ma che introduce grandezze segnaletiche e prospetti contabili diversi, più coerenti con le attuali esigenze gestionali delle amministrazioni universitarie.

“Considerati l’ingente ammontare di mutui ereditato da questa Amministrazione (€ 77 milioni al 31-12-13) e il valore delle perdite pregresse – ha precisato il rettore Riccaboni - il Capitale netto, pur essendo migliorato nel corso dell’esercizio in oggetto di un ammontare  pari all’utile di esercizio, risulta inevitabilmente negativo. L’ammontare di tale voce, comunque, non appare particolarmente preoccupante (€ 28 mln), specialmente se si tiene conto che l’intero patrimonio edilizio dell’Ateneo è valutato € 82,7 mln, in virtù della prudenza adottata a cardine delle stime del nostro  bilancio. Va ricordato che gli esborsi di liquidità necessari annualmente per il pagamento degli interessi sui mutui ancora in essere e per la restituzione della relativa quota capitale sono pari a € 10 mln. Sommando tale cifra a quanto dovuto per la locazione dell’immobile di San Niccolò (€ 4,5 mln, crescenti annualmente), ne deriva che € 14,5 mln all’anno, pari a circa il 15% dell’intero FFO a noi erogato, sono vincolati a fronteggiare impegni assunti precedentemente”.

“E’ la presenza di queste ricadute di scelte del passato che non consente ancora di sfruttare appieno le potenzialità che il risanamento della gestione annuale potrebbe consentire - ha concluso il Rettore - per far fronte a tale situazione, nei prossimi mesi, data la conclusione del precedente Piano di interventi tendenti al risanamento, verrà redatto un nuovo Piano finanziario pluriennale che individuerà le direttrici da seguire per affiancare, allo smaltimento dei debiti pregressi, la valorizzazione del personale docente e tecnico-amministrativo e l’apertura ai giovani ricercatori. Vorrei cogliere quest’occasione per esprimere un sincero ringraziamento, a nome di tutta la nostra Comunità, alla dottoressa Ines Fabbro, che dopo quattro intensissimi anni al mio fianco, lascerà a breve al dottor Marco Tomasi la direzione generale dell’Ateneo”.

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