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​Sblocca Italia o Brucia Italia?

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​Sblocca Italia o Brucia Italia?

 

 

Quello dei rifiuti è un gran business, si sa, e il modello attuale guarda al guadagno facile derivante dallo smaltimento. Facile perché è la legge che lo facilita, ultimissimo esempio il decreto “Sblocca Italia”, che all’articolo 35, in modo anacronistico e contrario a tutti gli indirizzi europei, che puntano al massimo recupero dei materiali, mira invece a rilanciare lo smaltimento basato sull’incenerimento dei rifiuti, definendo gli inceneritori “opere di interesse strategico”, in aperto contrasto con la normativa europea che individua al contrario l’assoluta priorità della riduzione  e del riciclo dei rifiuti.

Ovviamente è facile intuire che questo andrà a tutto discapito dell’estensione della raccolta differenziata e dei conseguenti posti di lavoro legati all’indotto del riuso/riciclo/compostaggio che l’Europa stima in centinaia di migliaia. Pensare di risolvere la questione rifiuti delegandone la soluzione ai territori che ospitano impianti è miope e poco lungimirante ai fini di una soluzione definitiva del problema. L’armonizzazione tra sviluppo economico e politiche ambientali rappresenta oggi la principale opportunità di crescita economica e di occupazione. 

Per questi motivi riteniamo che l’articolo 35 vada abrogato e che invece vada decisamente perseguita la strategia delle buone pratiche verso “Rifiuti Zero”, rottamando le politiche del passato.

L’articolo 35 promuove l’aumento della capacità degli impianti di incenerimento, un’azione in contrasto con gli obiettivi ambientali, ma anche con quelli economici. 

E Arezzo, lascia o raddoppia?

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