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LA CITTA' CHE VOGLIAMO E IL RUOLO CHE PUO' GIOCARE LA SINISTRA ARETINA

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LA CITTA' CHE VOGLIAMO E IL RUOLO CHE PUO' GIOCARE LA SINISTRA ARETINA


Le prossime elezioni amministrative arrivano in un quadro molto diverso da quello del 2011. Diverso è il contesto socio-politico nazionale e internazionale come diverso è quello ad Arezzo. Con le dimissioni di Fanfani si è conclusa una fase – segnata negli ultimi anni da chiusure politiche, vecchi criteri nelle nomine, contraddizioni evidenti su alcuni temi (acqua e rifiuti in particolare) mancanza di scelte coraggiose – e si sono create le condizioni per aprirne una nuova.

Stanno emergendo però in questi giorni troppi personalismi, mentre al contrario crediamo che proprio in un momento così, debba prevalere una visione complessiva e vadano costruiti percorsi partecipati e collettivi nelle scelte di persone, liste, programmi.

In questo senso riteniamo sarebbe un brutto segnale per la città se dovessero nascere liste frutto solo di visioni personali mentre riteniamo sarebbe importante parlare meno delle persone e più dei contenuti, anche per capire se emerge veramente e in quali forze e soggetti politici la volontà di un diverso progetto amministrativo per la città.

Crediamo infatti che non sia sufficiente un rinnovamento delle persone se non c’è prima un profondo cambiamento in alcune fondamentali decisioni segnando una svolta in netta discontinuità con le scelte che hanno portato alla rottura politica fra la sinistra e l’amministrazione Fanfani.

Per questo pensiamo si debba partire dal costruire rapidamente un progetto condiviso e la più ampia aggregazione possibile candidandosi ad amministrare la città, disegnando un diverso modello di sviluppo e di coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni e dei comitati nelle scelte. Per questo serve una basilare unità di intenti, evitando frammentazioni e contrapposizioni, ma ancora di più serve una fondamentale chiarezza e coerenza delle proposte e dell’azione.

Noi pensiamo ad un programma partecipato e concreto, che metta al centro la tutela dei beni comuni e del territorio, senza nuove grandi opere pubbliche riqualificando e recuperando l’esistente, con una continua e diffusa azione di manutenzione attenta anche (e soprattutto) alle frazioni, ascoltando e coinvolgendo i giovani per un patto generazionale di comunità.

Un programma dove le politiche sociali siano intese come base per l’azione amministrativa e capace di orientare la città verso uno sviluppo economico sostenibile, promuovendo una più stretta sinergia tra cultura, settore agroalimentare e turismo: asse da rafforzare ed arricchire per poter contare sul rilancio dell’economia aretina capace di creare nuova buona occupazione

 

SEL Arezzo ritiene che questa sia la vera scommessa non solo per la sinistra ma per tutta la città.

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