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La polizia provinciale sta per essere sciolta: confluirà nelle municipali.

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La polizia provinciale sta per essere sciolta: confluirà nelle municipali.

Ormai ci siamo: nel quadro del riassetto delle polizie locali, e soprattutto in previsione dello scioglimento definitivo dell’ente di riferimento, la polizia provinciale confluirà nelle polizie municipali. Il governo pare deciso a procedere al riassetto delle varie forze di polizia presenti nel nostro paese.

 

Sette corpi di pubblica sicurezza, sette comandi, sette dirigenti e tutta la burocrazia al seguito. Il governo ha deciso che bisogna rimettere le cose a posto. Era scontato che la polizia provinciale, alle dipendenze di un ente moribondo, sarebbe stata oggetto di attenzioni legislative. Ancora è tutto da svelare questo fantomatico decreto, ma in particolare su questo corpo, il destino pare essere ormai deciso.   

Pochi sanno che la provincia dispone(va) di un certo numero di agenti. Nella nostra sono (erano) 15, con una età media di 45 anni, e stanno per essere spostati, con il decreto di riassetto delle forze dell’ordine.

Ma quali sono (erano) le funzioni principali di questo corpo, che per molti anni (è stato creato  ai sensi della legge 7 marzo 1986 n. 65) ha svolto il suo ruolo senza troppi clamori (a parte sostituire i vigili urbani in sciopero durante la giostra)?

In relazioni alle sue funzioni amministrative, era attiva in tutte quelle attività per cui era rilasciata autorizzazione, ad esempio: derivazioni di acque pubbliche, trasporti, autoscuole, agenzie pratiche auto, scuole nautiche, scarichi di acque reflue industriali, depuratori comunali e aziendali, accessi sulle strade provinciali, vigilanza strutture turistico-alberghiere e agrituristiche, attività di estrazione-cave, concessioni di competenza della provincia ecc..

Ma la parte del leone i nostri poliziotti provinciali la svolgevano in campo venatorio e ittico, vigilando sull'esercizio della caccia. Erano i principali attori nella repressione del bracconaggio e nella tutela della fauna selvatica, anche di quella minore. Inoltre, come organo specializzato, svolgeva compiti e funzioni di controllo sulla pesca nelle acque interne oltre che di prevenzione e repressione dei fenomeni di pesca di frodo, ma anche sulle attività di recupero, ripopolamento, censimento, piani di controllo, protezione e rilievo danni per quanto concerne la fauna selvatica.

Specializzati nelle attività di controllo delle popolazioni di fauna selvatica, motivate dalla necessità di eliminare o ridurre l'impatto negativo che le stesse possono a volte esercitare su interessi economici primari sulla biodiversità e sulle condizioni sanitarie delle popolazioni umane ed animali, erano autorizzati a catture e/o abbattimenti controllati, per ordine o su richiesta delle autorità (animali problematici o pericolosi, nella maggior parte dei casi sfuggiti alla cattività, e per il recupero in condizioni malagevoli di animali in difficoltà). A tal fine era normalmente previsto personale specificamente formato e dotato di mezzi per la telesedazione, attivi anche nel recupero della fauna selvatica ferita o in difficoltà, in quanto patrimonio indisponibile dello stato, provvedendo là dove possibile, al trasferimento presso i centri specializzati al recupero e cura o al rilascio nell'ambiente, quando vi siano le condizioni.

Tra le loro responsabilità vi era la prevenzione, accertamento e repressione dei fenomeni di inquinamento del suolo, delle acque e dell'aria, la vigilanza e controllo delle attività di gestione dei rifiuti; la tutela e salvaguardia delle zone sottoposte a vincolo paesaggistico e idrogeologico; i controlli nelle acque interne (fiumi e laghi) e tutela dei beni ambientali e della biodiversità; la vigilanza sui parchi e riserve naturali; il controllo sulla circolazione fuoristrada; la protezione della flora spontanea, anche di quella minore; la tutela delle risorse idriche superficiali e sotterranee ecc,

Svolgevano funzioni di polizia micologica per la vigilanza sulla normativa che disciplina la raccolta, coltivazione, vendita e commercializzazione dei funghi (epigei ed ipogei) e di polizia forestale finalizzata alla protezione, tutela e controllo sul vincolo idrogeologico e sul patrimonio boschivo, ma anche di polizia demaniale, per la tutela del demanio pubblico in particolare di quello fluviale, lacuale e lagunare; polizia idraulica, per la vigilanza del regime idraulico e di tutela delle acque pubbliche in genere; polizia mineraria, in materia di vigilanza di cave e miniere e attività di polizia edilizia, finalizzate alla prevenzione e repressione soprattutto degli abusi in tale ambito.

La Polizia provinciale ha svolto sino ad oggi attività di prevenzione, accertamento e repressione dei reati a danno degli animali e del patrimonio zootecnico, vigilando anche sul benessere degli animali durante il trasporto su strada, nonché contro il fenomeno del maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate.

Adesso alcune di queste funzioni passeranno sotto la responsabilità ed il controllo delle sole polizie municipali, ma soprattuto del Corpo Forestale dello Stato, mentre con un emendamento si cercherà di spingere le regioni a statuto speciale e non, a muoversi nella stessa direzione (in Sicilia gli operai Forestali sono 28mila e in Calabria 10mila: un vero corpo... d'armata)

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