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“La battaglia per la presidenza Ait, Filippo Nogarin e i diritti negati dal PD”

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“La battaglia per la presidenza Ait, Filippo Nogarin e i diritti negati dal  PD”

Dichiarazione del Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle

 

  

Pensavamo di essere oramai abituati a tutto, ma quanto sta accadendo all’interno dell’Autorità Idrica Toscana (Ait) ci ha fatto ricredere. L’assemblea dell’Ait, composta quasi esclusivamente da sindaci del Partito Democratico, sta sovvertendo le norme ed i regolamenti pur di non lasciare a Filippo Nogarin la Presidenzadell’Ente. Con disposizioni fondate su interpretazioni distorte hanno condotto all’approvazione di atti che disattendono totalmente il testo della legge regionale e dello statuto dell’Ente.

Eppure basta leggere con attenzione  per capire che nessun dubbio può sorgere sul diritto del Sindaco di Livorno aconservare la carica di Presidente dell’Assemblea.

Secondo la legge regionale 69/11 infatti le conferenze territoriali individuano ogni cinque anni i sindaci che devono comporre l’assemblea dell’AIT e lo Statuto precisa che “I sindaci componenti l’assemblea rimangono in carica per la durata del loro mandato.”

E’ indubbio perciò che lo status di componente dell’assemblea si leghi alla carica di sindaco delle città individuate dalle conferenze territoriali e non alla persona fisica di chi quella carica ricopre.
Tant’è che nessuno si è nemmeno lontanamente sognato di mettere in discussione l’ingresso di Nogarin nell’Assemblea.

Ma se questo è evidente altrettanto lo è la conclusione che il nuovo sindaco di Livorno debba subentrare fino alla scadenza del triennio anche nel ruolo di presidente dell’assemblea che il suo predecessore ricopriva. Nonostante la chiarezza delle disposizioni, l’Assemblea dell’AIT il 27 giugno 2014 pur di impedire al Sindaco di Livorno di ricoprire la carica di Presidente ha approvato una delibera che disattende completamente il testo delle norme.

Ci vuol poco a capire il perchè: Nogarin e il Movimento Cinque Stelle non hanno mai fatto segreto della volontà di far rispettare l’esito del referendum sull’acqua pubblica del 2011 ed imporre ai gestori tutte quegli obblighi che nel corso degli anni hanno disatteso.

E’ evidente che una Presidenza M5S sconvolga i piani di tutti coloro che finora hanno avversato, con successo, l’attuazione della volontà popolare. La Presidenza Nogarin rappresenterebbe una svolta radicale per i venti milioni di italiani che ancora stanno aspettando il rispetto della loro volontà. Viceversa tale nomina è avversata da coloro che nell’acqua ,così come nei rifiuti ed in tutti i servizi essenziali, già stanno lucrando a danno della collettività.

Per questo chiediamo all’amministrazione di Arezzo di farsi portavoce, in seno all’Assemblea, della legittima aspettativa del Sindaco di Livorno alla carica di Presidente, salvaguardando in tale modo quel poco di legalità che in questo Paese ed in questa Regione resta.

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