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CITTÀ LIEVE – OTTOBRE 2014

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CITTÀ LIEVE – OTTOBRE 2014

Sabato scorso 11 ottobre sono intervenuto al Convegno promosso da Liberaperta e vorrei poter sintetizzare i punti che mi premono di quanto detto in quella sede.

 

Il dopofanfani deve essere salutato come una grande opportunità, non già solo per opporsi al prima che può essere criticato, come tutto del resto. Ma oggi che abbiamo la consapevolezza di non avere più risorse pubbliche, da qui l’opportunità. E mi spiego:

I governi Fanfani sono la continuità di quelli precedenti, nati, si fa per sintetizzare, dal dopoguerra in poi, dove c’erano risorse pubbliche apparse per tanto tempo infinite, che via via sono andate scemando, senza che gli Schettino di turno se ne avvedessero.

Si è continuato con le slavine delle sbornie edificatorie e si è pensato che attuando le Grandi Opere fosse pensare in grande, ma così non è stato.

Quindi questa tossicità, dell’impoverimento di Arezzo nasce da molto lontano.

Ingeneroso sarebbe colpevolizzare solo l’ultimo pilota.

Ma ora che siamo consapevoli del regresso non solo economico  si può e si deve invertire la rotta. E come?

Con le Piccole Opere attraverso la reintroduzione della Manutenzione.

Manutenere ha gli stessi tempi del deperire e quindi è un atteggiamento Lieve e non aggressivo fatto di appalti, gare e quant’altro necessita, invocandola trasparenza spesso opaca. Va da sé che è necessaria un po’ di autarchia, la stessa che ci vorrebbe nel proteggere le iniziative del commercio indigeno (non si rallevano più nipoti che si sostituiscono ai nonni le rilevare il negozio di famiglia, ma commessi e camerieri…)

Essere consapevoli poi che per quanto alle opere realizzate con il P.I.U.S.S. non è sufficiente terminarle, ma una volta finite devono avere una redditività, quindi lavorare per questo e per onorare i patti con l’Europa.

Poco più di Settemila abitanti che risiedono dentro la città nelle mura è inquietante, come lo è parimenti la presenza di edifici pubblici vuoti, e questi sono tanti, tantissimi! Questi devono essere riconvertiti per essere abitati. Una città che non favorisce l’abitazione nel suo cuore è una città che respinge, non accoglie ed è snaturata.

Oggi più che mai c’è bisogno di Pensiero, un pensiero di grande forza, cioè la Città Lieve.

Una città è Lieve quando accoglie  e non solo il forestiero, ma parimenti l’indigeno, e così facendo si potrebbero far tornare nel Centro quelle attività a supporto dell’abitare, quelle normali, e non solo boutique alimentari.

Una città che tollera lo scambio caffeina-urina non è una città che accoglie. Non è una città Lieve.

E siamo proprio sicuri che la chiusura al traffico, quella totale intendo, sia cosa matura da fare adesso? Si può prendere in considerazione che la realizzazione dei posteggi Baldaccio e Mecenate non siano state azzeccate? Una città che vieta tanto per vietare, senza servizi, non è una città Lieve. A che serve accanirsi su qualcosa che odora di ideologico?

Una città che non coglie la grande opportunità dell’area delle caserme e che non si accorge che dare risposta a questa parte di città è fondamentale per la città stessa.

E questa non è una grande opera, ma un’opera grandissima, un rammendo come rammendo è occuparsi dell’ultimo vuoto bellico accanto alla chiesa della Misericordia, che peraltro è parte essenziale delle caserme. Cosa Lieve.

Altra opera di rammendo è occuparsi della Cerniera ( Gregotti ) quell’area fra l’ex scalo merci, la Stazione per intenderci, il Baldaccio ed il pasticcio della Casa dell’energia (ex Bastanzetti)

Questo non luogo è una delle più colpevoli dimenticanze della città di Arezzo.

E a proposito di dimenticanze, quando il mondo potrà riprendersi dallo shock attuale, come si fa a non vedere l’enorme opportunità delle ferrovie che convogliano su Arezzo e concentrare in queste direttrici il nuovo.

Un numero importante di abitanti di Pescaiola con un euro vanno e vengono in città quotidianamente. E non è una metropolitana quella?

Dovremo quindi rafforzare la destinazione abitativa e non solo, quella lungo le ferrovie, Casentino, Sinalunga, Firenze-Roma. Tutto questo farà di Arezzo una città Lieve.    

  

   

 

 

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