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Si scrive TARI, si legge truffa?

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Si scrive TARI, si legge truffa?

L’aumento inaccettabile della tassa sui rifiuti, la TARI, passata da 16,1 milioni di euro dello scorso anno ai 17,8 del 2013, con un aumento di 1,7 milioni pari al 9% del totale, è l’esempio plastico dell’incapacità amministrativa e gestionale del Partito Democratico a livello regionale e locale.

 

L’adesione al nuovo ambito territoriale era stato garantito avrebbe prodotto sensibili risparmi di scala, in realtà il progetto, alla luce delle nuove tariffe, ha portato a favorire le condizioni ottimali solo per maggiori guadagni  per il gestore unico 6Toscana. Questo in una gara di aggiudicazione in cui era presente come unico concorrente, fatto già di per se molto singolare, può a questo punto dettare condizioni, anche vessatorie, come in questo caso,  senza più il presidio democratico del controllo diretto dei cittadini. Infatti fintanto che il servizio era svolto dalla municipalizzata locale era possibile un’interfaccia diretta con il gestore.

Nessun miglioramento qualitativo del servizio, addirittura peggiorato per frequenza nei passaggi di svuotatura, pulizia, sanificazione dei cassonetti e qualità dei  materiali, ormai ridotti, in molti casi, in situazioni di fatiscenza. Implementazione della raccolta porta a porta subordinata a pesanti costi, inesistenti  finchè la stessa era svolta da Aisa.  

Quello che appare ancora più inaccettabile, oltre ai tempi di presentazione del PEF, ovvero la lista dei costi caricati sulle utenze, solo due giorni prima dell’approvazione in consiglio comunale, senza quindi poter ottenere maggiori dettagli sugli importi proposti, è l’aspetto poco noto all’opinione pubblica per cui tra i costi addebitati in bolletta è inserita la remunerazione del gestore, per gli aretini altri 730.000 euro. In un contesto come quello del nostro territorio, l’ATO Toscana Sud, questo appare incomprensibile, difatti 6Toscana non si occupa di smaltimento, quindi non fa investimenti in impiantistica, ma semplicemente svolge le funzioni di raccolta e spazzamento conferendo i materiali ai soggetti gestori degli impianti, ad Arezzo l’inceneritore è appunto gestito dall’Aisa.

In ultimo paiono incomprensibili, rispetto al costo totale, l’addebito di 1,5 milioni di euro per accantonamenti, non si vorrà forse già mettere in conto le possibili morosità con l’effetto pratico di far pagare due volte le utenze virtuose?

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