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Arezzo dopo Fanfani

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Arezzo dopo Fanfani

Inizia il percorso che da oggi, con la consegna degli inviti e l'affissione di solo venti manifesti, ci porterà al Convegno "Arezzo dopo Fanfani - La città liberale", Arena Eden di Arezzo 11 ottobre 2014 dalle ore 17 in poi. 
Un progetto fattibile ed innovativo su tasse, infrastrutture e cultura per cambiare la città di Arezzo in 5 mosse. Ma anche un progetto culturale esportabile di "Città liberale" aperta all'intervento diretto dei cittadini in antitesi ai modelli di città programmate nelle stanze del potere e della burocrazia.
Il convegno, presieduto dall'avv. Oreste Bisazza Terracini, si aprirà con il saluto di Angelo Rossi, presidente di LiberAperta-Radicali aretini, membro del comitato nazionale di Radicali Italiani ed un intervento introduttivo di Silvio Simi, fondatore della rivista Liberal, già membro della direzione nazionale di Alleanza Democratica e della Federazione dei Liberali. Seguirà la discussione.
Al termine del convegno un dibattito conviviale con Francesco Serra di Cassano, autore del libro "Tutta colpa di Berlinguer".

Siamo con Silvio Simi, fondatore della rivista Liberal, all'Arena Eden, ultimo baluardo della cinta muraria di Arezzo e luogo culto della nostalgia cinematografica, per porgli delle domande perché qui da tempo, ancor prima della nomina al Csm di Giuseppe Fanfani con la sua conseguente decadenza da sindaco di Arezzo, è programmato il convegno Arezzo dopo Fanfani - La città liberale l'11 ottobre 2014 dalle ore 17.

Di fatto il convegno entra a piè pari in campagna elettorale.

-Cosa c'è dietro al suo ritorno in politica?

"La voglia di dire che la città così non va da nessuna parte e che l'occasione di eleggere un nuovo sindaco è un'occasione di partecipazione unica per chi ha qualcosa da proporre che non sia il solito piagnisteo.  Dopo otto anni di giunte Fanfani, aggrappate alla gestione ordinaria dell'esistente, la città ha perso la propria identità ed il suo ruolo di capoluogo. Il PD non ha un progetto identitario di città, perché se lo avesse lo avrebbe già realizzato e l'opposizione è nelle stesse condizioni perché se lo avesse non sarebbe ridotta al lumicino."

-Voi ce l'avete questo progetto?

"Il convegno dell'11 ottobre serve a questo. Dimostrare a tutti che con un progetto immediatamente fattibile è possibile cambiare la città. Cinque soli punti sono sufficienti per ridurre le tasse, far circolare più soldi per rilanciare l'economia, dare impulso alla nostra banca, rimettere in moto l'edilizia, collegare la città alla grande viabilità ferroviaria, eliminare il degrado e costruire una grande fondazione di coordinamento del progetto culturale e artistico e rinnovare il rapporto con l'Università, abolendo l'assessorato alla cultura. In realtà è un punto unico di un progetto di sviluppo e di crescita a tappe forzate della città per recuperare il tempo perduto che ha al centro un nuovo modello di partecipazione, introdotto anche alla Biennale dell'architettura di Venezia nel 2012 e sperimentato da anni in America."

-Non le pare un percorso visionario?  Guardi ho il telefono in tasca, chiamiamo l'assessore e direttamente può rendersi conto delle difficoltà a realizzare questo progetto a causa del patto di stabilità e delle scarse risorse economiche.

"So bene quel che mi direbbe, ma il problema è diverso. Parliamo una lingua diversa. Lui ragiona con la logica della gestione dell'esistente, io ragiono con la logica di creare le condizioni del rilancio economico e della valorizzazione dell'intervento privato. La mia è la logica della riduzione della tassazione immobiliare che renda produttivo l'investimento. La logica che ha dimostrato la Giunta comunale fino ad oggi è tassare al massimo per incrementare la spesa."

-Vuole iniziare una nuova cementificazione? A chi servirebbe? Non c'è mercato.

"No, il mio progetto si integra perfettamente nelle condizioni legislative fissate dalla Regione Toscana, anzi meglio. Perché prevede una maggiore valorizzazione del verde e dei percorsi pedonali e ciclabili non in mezzo ai veicoli, con una decrescita del consumo di territorio."

-Che mi dice della partecipazione di LiberAperta al convegno?

"Occorre una visione liberale della città per ottenere un cambiamento amministrativo reale e concreto. I radicali di LiberAperta hanno questa caratteristica nel Dna. Il progetto è comunque aperto a tutti quelli che si richiamano ad una visione della città in cui i protagonisti sono i cittadini e non gli interessi di partito. Nulla è cambiato ad Arezzo dopo Renzi. Chi prima era bersaniano il giorno dopo è diventato renzista. Ma il metodo non è cambiato, come dimostra l'occupazione di partito di tutte le aziende partecipate senza privilegiare le competenze. Un solo caso in controtendenza all'Aisa. Il caso eclatante è una storica dell'arte che gestisce una fattoria agraria, quando potrebbe gestire una galleria comunale al top."

-Il passo successivo sarà la lista civica?

"Il mio è un intervento politico che si limita ad esporre in un convegno esigenze concrete e condivise dalla maggioranza della popolazione che non ha luoghi di partecipazione civica e possibilità di esprimere il dissenso. Il mio intervento si limita a dimostrare che le possibilità reali di un cambiamento fattibile ci sono."

Perché la scelta di far presiedere il convegno al figlio di Umberto Terracini, l'avv. Oreste Bisazza Terracini?

"Perché è una figura distante dal dibattito politico aretino. Proveniente dall'area politica storica repubblicana di La Malfa e Spadolini è culturalmente in grado di definire i concetti chiave della Città liberale e del sistema della tassazione in funzione della qualità dei servizi pubblici e non dell'inefficienza di gestione. Peggio ancora del clientelismo che aumenta i costi a carico dei cittadini."

-Ho visto che presenterete anche un libro di Francesco Serra "Tutta colpa di Berlinguer"

" Francesco Serra di Cassano è un amico giornalista, direttore responsabile di Liberal che fu la mia rivista. Serra  ha scritto una sua interpretazione della figura di Enrico Berlinguer  vista dalla generazione universitaria successiva alla mia a Pisa. Penso che ne possa nascere un momento conviviale simpatico dopo il convegno. Per mantenere la proposta politica sempre fuori dalla polemica a cui non sono interessato".

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