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Emergenza Bosnia, cantanti e scrittori all’insegna della solidarietà

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Emergenza Bosnia, cantanti e scrittori all’insegna della solidarietà

Alla Casa delle Culture e al Teatro Tenda

 

Organizzata da Comune, Provincia, Arezzo solidale e Consulta provinciale del volontariato, sabato 27 settembre si terrà la giornata “Emergenza Bosnia”, raccolta fondi a sostegno dei Balcani. Alla Casa delle Culture e al Teatro Tenda, doppio appuntamento con artisti che si prestano gratuitamente a testimoniare l’importanza di un messaggio di solidarietà.

“Questa iniziativa è rivolta in primis ai giovani - ha sottolineato l'assessore Barbara Bennati - già protagonisti la mattina ad AffARinfiera in un convegno dove parleranno gli studenti dei licei classico e scientifico, alcuni dei quali hanno partecipato a un campo di lavoro a Srebrenica. Molte relazioni, dal 1997 in poi, sono state allacciate fra la comunità aretina e la comunità bosniaca e noi vogliamo approfondirle al di là degli eventi calamitosi: prestare attenzione alla Bosnia significa includerla in una visione europea per prevenire ogni deriva etnico-estremista. Il consigliere comunale Roberto Bardelli ci ha aiutato a contattare gli artisti protagonisti e per questo lo ringraziamo”.

Alla Casa delle Culture, alle 17 ci sarà la presentazione del romanzo di Marco Magini “Come fossi solo”, il racconto a tre voci della strage di Srebrenica: protagonisti sono il casco blu olandese Dirk, il miliziano serbo Dražen Erdemović, volontario nell’esercito serbo, unico a confessare di avere partecipato al massacro e per questo condannato, e il giudice spagnolo González del tribunale internazionale de L’Aia che venne chiamato a processare Erdemović. Come noto, il massacro dei gruppi paramilitari guidati da Mladic avvenne con gravi responsabilità del contingente olandese che doveva proteggere i bosniaci. Magini, aretino, torna nella sua città a presentare l’opera per la prima volta e verrà intervistato dai giornalisti Diego D’Ippolito e Marco Picinotti.

Alle 21,30 al Teatro Tenda, presentata da Andrea Laurenzi, prenderà il via la serie di concerti e di spettacoli di Benedetta Giovagnini, Andrea Chimenti, Andrea Biagiotti, Masquerada, Rabbit, Noidellescarpediverse. Dal cabaret ai nuovi brani di Benedetta Giovagnini contenuti nell'Ep uscito il 15 settembre, dalle percussioni e dalla masica rock e beat anni Sessanta e Settanta alle parole di Andrea Biagiotti che toccheranno una tematica bellica “universale”: i 100 anni dall'inizio della prima guerra mondiale. Per riflettere.

“Ogni centesimo di raccolta fondi - ha sottolineato Alessandro Santini di Arezzo solidale - verrà portato in Bosnia e ogni spesa certificata al dettaglio. L'offerta per la serata al Teatro Tenda è libera”


Artisti di Arezzo per la Bosnia

Il termine solidarietà indica un sentimento ed un conseguente atteggiamento di benevolenza e comprensione, ma soprattutto di sforzo attivo e gratuito, atto a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di un aiuto. Sabato 27 settembre 2014 alle 21:00, il Teatro Tenda aprirà le porte alla solidarietà con “Artisti di Arezzo per la Bosnia”, un evento patrocinato da Provincia e Comune di Arezzo.

Sarà una serata indimenticabile, piena di emozioni per il sottoscritto Alessandro Santini che ha incontrato persone eccezionali per organizzare l’evento. È bastata la parola SOLIDARIETA’ che subito si è offerta ad organizzare l’evento le Officine della Cultura, nota cooperativa della città con un impegno provato nel sociale e nella promozione e valorizzazione dei mestieri dell’arte e Roberto Bardelli Breda che hanno dedicato gratuitamente il loro tempo al fine di portare sul palco gli artisti più noti del nostro territorio: Benedetta Giovagnini, Andrea Biagiotti, Andrea Chimenti, Masquerada, Noidellescarpediverse diverse e i Rabbeat’s. Gli artisti, che saranno presentati dal giornalista Andrea Laurenzi, hanno dato il loro contributo gratuitamente.

Penso che la manifestazione farà luce sul cuore degli aretini che si vogliono distinguere per atti di generosità come aiutare i paesi Bosniaci colpiti dall’alluvione. E’ bastata la parola solidarietà perché queste persone si unissero per un solo scopo: aiutare gli altri. Gli altri possiamo essere noi e solo con piccoli gesti come questo tutti quanti ci possiamo considerare amici/fratelli, soprattutto nei momenti di estremo bisogno, come è successo ai nostri amici bosniaci che in occasione del terremoto in Emilia erano insieme alla protezione civile di Arezzo per dare un aiuto ai nostri connazionali gravemente colpiti da quel tremendo avvenimento: in questo modo il mondo intero, con il reciproco sostegno, si unirà in fratellanza e nella pace. Stando a contatto con persone colpite da eventi catastrofici, come è successo a me in occasione del terremoto dell’Emilia, si comprende il disagio e la sofferenza.

Sono tutte persone comuni, come noi, che si sono ritrovate da un momento all'altro senza niente, senza casa, senza lavoro e con tanta paura che sarà difficile allontanare I motivi per partecipare e quindi essere per un giorno solidale penso siano tanti: il nostro Paese, come purtroppo succede sempre più spesso, è a rischio di bombe d’acqua e nei prossimi 5 anni abbiamo il 50% di probabilità che una bomba d’acqua distrugga un paese o un’intera città, come è successo in Bosnia ed Erzegovina.

Le conseguenze dell’alluvione bosniaca sono: circa 2 milioni e 600 mila persone colpite in Bosnia Erzegovina e Serbia, 500.000 persone colpite gravemente, 60 vite stroncate dalla furia delle acque, oltre 75 mila sfollati, Numeri che raccontano una delle peggiori catastrofi naturali che abbiano mai interessato quest’area nel cuore dell’Europa. Migliaia di sfollati, ospitati per lo più da parenti e amici, non possono tornare alle proprie case o perché completamente distrutte o perché pericolanti e gravemente danneggiate. Così, mentre la fornitura di energia elettrica è stata ristabilita in diverse zone, molti villaggi restano ancora isolati e nell’ultimo periodo si sono verificate oltre 4200 frane. Inoltre a mettere ancor più a rischio l’incolumità della popolazione è la presenza di ordigni e mine inesplose nelle zone alluvionate: 120.000 ordigni inesplosi disseminati nel Paese.

Ogni bambino bosniaco, solo per dare un calcio a un pallone, rischia di ferirsi o morire a causa della crudeltà dell’essere umano: se rimango a guardare mi sento un po’ colpevole anche io! È giusto allora cercare di aiutarli a risollevarsi, a dargli una spinta almeno in progetti al momento essenziali come la ricostruzione di fabbriche, ospedali, asili, scuole e tanto altro. Non nascondo il mio entusiasmo nel pensare, anche se sarà una goccia in mezzo al mare, di realizzare un qualcosa di utile per persone in difficoltà. L’importante è crederci fino in fondo, perché può essere contagioso e gli aretini dal cuore grande si possono distinguere per atti di generosità come questi.

Vorrei anche aggiungere che solo la volontà della gente comune riesce a ottenere risultati concreti in aiuto a persone che le nostre istituzioni e i mass media a volte abbandonano (come è successo per l’Aquila, l’Emilia, la Sardegna e la Maremma). Oramai sono nel dimenticatoio anche se si tratta dei nostri fratelli e non ci si può certo tirare indietro nel momento di estremo bisogno -L’intero incasso, detratto le spese, sarà devoluto in beneficienza a favore delle popolazioni bosniache di tutte le etnie colpite dall’alluvione.

-Il bilancio della giornata verrà pubblicato nei principali quotidiani web e cartacei locali. NON verranno inviati direttamente danari, personale aretino, in coordinamento con l’Ufficio del Cantone di Tuzla selezionerà persone o gruppi più bisognosi e recandosi direttamente sul posto acquisterà e distribuirà direttamente gli aiuti.

-L’elenco dei beneficiari sarà pubblicato e rimarrà comunque a disposizione presso gli Uffici della Consulta Provinciale del Volontariato della Provincia di Arezzo. Per qualsiasi informazione tel. 3395201592

Per le iniziative organizzate precedentemente potete visitare il sito internet www.arezzosolidale.it

Si allega programma della manifestazione.

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