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Fondazioni Cultura: verso il coordinamento delle attività

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Fondazioni Cultura: verso il coordinamento delle attività

Una risoluzione ribadisce l’obiettivo politico strategico della fusione di Ort, Fondazione Toscana Spettacolo e Fondazione Sistema Toscana. L’atto impegna la Giunta a promuovere modifiche delle leggi nazionali che “penalizzano gravemente” processi di fusione

 

Le commissioni Affari istituzionali, presieduta da Marco Manneschi (Toscana civica riformista) e Istruzione, formazione e cultura, presieduta da Gianluca Parrini (Pd), riunite in seduta congiunta, hanno licenziato una proposta di risoluzione collegata alla proposta di legge per l’istituzione della Fondazione Cultura Toscana.
La proposta di risoluzione ha incassato il voto favorevole della maggioranza e di Forza Italia, si sono astenuti i consiglieri Magnolfi (Ncd) e Chiurli (gruppo Misto). L’atto, nel riconfermare “l’obiettivo politico strategico della fusione” di Ort, Fondazione Toscana Spettacolo e Fondazione Sistema Toscana, raccomanda nell’immediato alla Giunta “l’attivazione del coordinamento delle attività delle tre fondazioni, ovvero l’unificazione delle loro attività”.
La Giunta e il suo presidente sono quindi impegnati ad attivarsi presso il Governo e il Parlamento perché siano proposte modifiche legislative idonee “a sostenere ed incentivare i processi di fusione che, con la normativa vigente, risultano gravemente penalizzanti”. In particolare le attuali normative che sovrintendono al funzionamento del Fondo Unico per lo Spettacolo, come ha ricordato il presidente Parrini, fanno sì che in caso di fusione si perderebbero i fondi ministeriali attualmente percepiti da due delle tre fondazioni toscane, senza possibilità di recupero.
La proposta di risoluzione impegna quindi la Giunta a riferire tempestivamente alle commissioni competenti gli esiti del processo per il coordinamento delle attività.
Alla seduta ha partecipato anche l’assessore regionale Sara Nocentini, che ha fatto il punto sul dialogo avviato con le tre fondazioni in vista di una razionalizzazione di attività e costi che, dati gli indirizzi del Consiglio, potrebbero manifestarsi fin dal 2015.

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