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Ad Arezzo la festa dell’inceneritore, schiaffo all’intelligenza collettiva.

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Ad Arezzo la festa dell’inceneritore, schiaffo all’intelligenza collettiva.

 

 

Da oggi 18 settembre 2014, per una assurda tre giorni, l’inceneritore di San Zeno sarà teatro del festival del surreale: Aisa Impianti spa ha infatti deciso di organizzare, negli spazi antistanti, una kermesse “San Zeno Open Plant” propagandistica a base di “panem et circenses” con il malcelato intento di accreditare nell’opinione pubblica che il nostro “impianto” sia un patrimonio da esaltare piuttosto che un pericoloso insediamento industriale con possibili pesanti ricadute, anche di carattere sanitario, per le persone e l’ambiente circostante

Marzia Sandroni, consigliere di Aisa e responsabile comunicazione della Asl8, allegramente, a favore di telecamera, ci informa che di inceneritori ubicati nei centri cittadini è piena l’Europa, ovviamente omette di indicare tutti i problemi che questi impianti altamente inquinanti hanno provocato nel tempo e che continuano a fare. In Italia Brescia, il cui impianto è uno dei più grandi d’Italia ed è posto nel centro urbano, facilmente visibile per chi giunge in città dall’autostrada, è drammaticamente noto per essere causa delle alte concentrazioni di diossine rilevate finanche nel latte materno.

Naturalmente non viene ricordato come tutte le recenti linee guida europee, vanno nella direzione opposta ovvero quella del recupero dei materiali e non certo della loro distruzione. Le nuove disposizioni del parlamento europeo, in materia ambientale, vieta l’incenerimento dei rifiuti, per tutti i materiali riciclabili e compostabili (il 90% dell’RSU che produciamo) a partire da 2020. Ad ulteriore dimostrazione della potenziale pericolosità degli inceneritori, si consideri che nel 2010 questo tipo di impianti è stato inserito nell’elenco delle attività più inquinanti per cui è obbligatoriamente prevista l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). Si tratta di un provvedimento che obbliga tutti i gestori degli impianti più inquinanti ad attivare una procedura autorizzativa molto complessa.

Oggi i nostri rassicuranti dirigenti, come testualmente affermato, visto che non è possibile portarlo in centro (l’inceneritore), invitano Maometto (gli aretini) a recarsi alla “montagna brucia rifiuti”, una visita di piacere per ottenere informazioni sulle scorrette modalità di gestione delle  materie seconde, il tutto allietato con musiche e danze. Un nuovo paese dei Balocchi dove tanti aretini entrino allegri e spensierati ed escano “ciuchini” credendo che bruciare rifiuti sia bello, sia il progresso!

Ma il punto è un altro, la riflessione che tutti dovrebbero porsi su questa manifestazione è PERCHE? 

Perche la si organizza e proprio adesso? Perchè si spendono soldi pubblici per svolgere concerti presso un inceneritore, perché si offre un’apericena agli intervenuti, perché si organizza un dibattito invitando solo ingegneri e non magari anche medici o epidemiologi per spiegare i trascurabili “effetti secondari” che l’impianto inevitabilmente produce.

Un umile dubbio noi del MoVimento 5 stelle ce lo siamo posti: nel 2015 è previsto un pesante ammodernamento dell’impianto che costerà almeno una decina di milioni di euro, naturalmente di soldi pubblici, per cui non sarà preferibile avere cittadini allegri e festanti, lieti che quei denari vengano spesi per un nuovo bruciatore, invece che per aumentare sensibilmente la raccolta differenziata, con vantaggi economici, sociali e sanitari per l’intera collettività, sia importante per far agire indisturbati i manovratori del vapore?

P.S. A noi risulta che Francesco Romizi sia ancora il presidente del comitato NO INCENERITORI di Arezzo, presenziando alla conferenza stampa di presentazione, ma soprattutto sostenendo l’evento possibile che non abbia provato un minimo d’imbarazzo?

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