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L’abbandono di Fanfani, il nostro addio e a mai più rivederci

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L’abbandono di Fanfani, il nostro addio e a mai più rivederci

 

Arezzo presto andrà a nuove elezioni, il sindaco Fanfani accettando l’incarico al CSM ha automaticamente posto la città nelle condizioni di ritorno alle urne. Si potrebbe disquisire sulla legittimità e sui valori etici disattesi nel passare da un incarico elettivo, in cui ai cittadini si chiede un voto, ma soprattutto si promette un impegno pieno, nei successivi cinque anni, per amministrare i beni di tutti, salvo tradire quella fiducia nella prospettiva di un nuovo e maggiormente ben remunerato incarico.

Ma tant’è, per essere in Italia questo è un vizio veniale, la sostanza pratica, con il ritorno al voto, è invece positiva per Arezzo: questa consiliatura è stata una delle peggiori degli ultimi decenni, il suo immobilismo, la sua mancanza di confronto e di dialogo, prima ancora con la città che con le altre forze politiche, l’ha portata ad un inattività ancora più esiziale in questi bui tempi di crisi.

In consiglio comunale si è consumato il rito molto politically correct dei saluti e dei ringraziamenti al quale il MoVimento 5 stelle non si è sentito di partecipare. Sull’azione amministrativa dell’ex Sindaco il nostro giudizio rimane pessimo: azzerata qualsiasi forma di partecipazione o di dialogo diretta dei cittadini con l’amministrazione, per quanto riguarda la gestione dei rifiuti accettazione passiva di ogni scelta presa a livello regionale con il conseguente risultato di tariffe sempre più care e differenziata ferma al palo.

Sul tema dell’acqua il Comune di Arezzo non ha brillato per un serrato controllo degli obblighi, derivanti dagli impegni presi sul fronte investimenti, a cui sarebbe costretto il gestore, viceversa ha deciso di non introitare gli utili spettanti da Nuove Acque, che sono soldi pubblici, giova sempre ricordarlo, come un novello Robin Hood all’incontrario, per mitigare le tariffe sempre più esose.

La lista delle criticità cui la giunta Fanfani ha sottoposto la città continua con l’esternalizzazione dei servizi scolastici, nei trasporti adesione sciagurata alla gara regionale per il gestore unico, con conseguente aumento dei costi e perdita del controllo del servizio, ma anche sviluppo economico semplicemente abbandonato al suo destino, urbanistica con l’area ex Lebole ultima testimonianza della mancanza di capacità nel progettare un futuro innovativo per Arezzo. Rimaniamo drammaticamente Cenerentola toscana nel turismo, l’effetto Icastica sta solo nella retorica di una stampa connivente.

Politiche ambientali sempre in secondo piano e quando si parla di Quarata e S.Zeno lo si fa solo per proporre ulteriori sfruttamenti di quei territori, un mobilità tutta incentrata sulle auto con una rete di parcheggi che non hanno nemmeno funzione di scambio, essendo inseriti nel centro cittadino.

Politiche della sicurezza incentrate su una serie di telecamere inutili piuttosto che un maggior coordinamento con le alte forze di polizia e maggiori uomini sul territorio, tutti temi completamente inevasi. Una assenza totale di quello slancio propulsivo che ha condannato Arezzo ad una lenta morte per inedia.

A questo modo di fare politica diamo volentieri il nostro addio e a mai più rivederci.

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