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Legge elettorale regionale: Patto-pateracchio Renzi Berlusconi in salsa toscana. Una svolta autoritaria a cui ci opporremo in ogni sede.

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Legge elettorale regionale: Patto-pateracchio Renzi Berlusconi in salsa toscana. Una svolta autoritaria a cui ci opporremo in ogni sede.

Regione Toscana, legge elettorale. Sgherri e Tenti: ”con la proposta PD-FI si sacrificano principi democratici fondamentali come l’uguaglianza del voto e il pluralismo, per fare meramente l’interesse dei due.

 

 

Legge elettorale regionale. La proposta PD-FI è una svolta autoritaria che sacrifica principi fondamentali della democrazia, in primis l’uguaglianza del voto dei cittadini e il pluralismo, per essere funzionale unicamente ai meri interessi immediati dei due partiti che vogliono farsi “padroni”. Qui non c’entra nulla la governabilità – che già era assicurata – ma si punta unicamente a colpire la rappresentatività.

E' il tentativo di rispondere alla crisi della rappresentatività della politica e delle istituzioni calando ancora di più decisioni (ed eletti) dall’alto e cercando di portare a casa (in Consiglio) più eletti possibile per i due partiti dell'inciucio, comunque riducendo fortemente e ulteriormente gli spazi democratici. Insomma il “pateracchio” Renzi Berlusconi in salsa toscana: che acuirà quindi la crisi della credibilità della politica e  l’astensionismo.

E’ una proposta di legge inaccettabile che, se approvata, vedrà la nostra opposizione e contrasto in ogni sede.

Così Monica Sgherri e Fausto Tenti, rispettivamente Capogruppo di Rifondazione Comunista in Consiglio Regionale e Segretario Provinciale del PRC di Arezzo. Una legge  - proseguono i due - che se ne frega dei richiami della Corte Costituzionale sull’uguaglianza del voto e che spinge a non andare a votare: il combinato disposto dell’applicazione variabile di due soglie di sbarramento potrà avere effetti devastanti, come coalizioni che non eleggono pur avendo superato il 10% dei voti perché nessuna lista supera il 3%, oppure lo supera una sola lista e si prende tutti gli eletti di quella coalizione! Incredibile cosa hanno partorito P & P (Parrini e Parisi, plenipotenziari toscani di B & R)...

Se così non bastasse, mentre si osanna la reintroduzione (giusta) delle preferenze,  la differenziazione la si ha anche con la previsione del listino che eleggerà i “privilegiati” (e per liste più piccole rischiano di essere gli unici di quella lista) ed inoltre la previsione così fatta del ballottaggio, che permetterà di avere una salda maggioranza a chi magari prende il 20 – 25 % dei voti! Insomma un grave attacco alla democrazia, all’uguaglianza del voto e alla rappresentatività...e tutto questo per rispondere ai desiderata di due partiti “padroni della coalizione”. Insomma tutto l’opposto di quello che si doveva fare per rispondere alla crisi della politica ed anche della società: allargare gli spazi democratici e riportare alla cittadinanza attiva cittadini rifugiati nell’astensionismo.

Si poteva fare molto meglio e più velocemente, come bastava sanare la legge attuale abolendo listini e introducendo (doppie di genere) le preferenze; oppure fare come in Emilia Romagna, dove si è approvata – praticamente all’unanimità – una legge elettorale che coniuga la rappresentatività con la governabilità (proposta che la Sgherri, insieme al collega Romanelli, hanno presentato per la Toscana ed è in discussione in aula). Ma qui si voleva raggiungere altro, cioè far fare per legge la parte del “padrone delle coalizioni” a due partiti. Una strada autoritaria che, se approvata, ci vedrà in ogni sede per contrastarla e cancellarla...

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