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“Save Bivignano!”

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“Save Bivignano!”

Non ho mai saputo niente dell’esistenza di Bivignano e per qualcuno sarà la scoperta dell’acqua calda, ma sono sicuro di essere in buona compagnia.

Se si imbocca la superstrada per la Valtiberina e si esce a Molin Nuovo, appena prima dell’abitato c’è una strada a destra segnalata da un cartello che indica Bivignano. Si fanno circa 6 Km di sterrato ma la strada è larga e in buone condizioni, immersa nei boschi e con belle vedute panoramiche. Non è difficile incrociare caprioli e lepri.

Si arriva a questo antico borgo rurale adagiato su una piccola rocca, in cui l’unico edificio in discrete condizioni per l’effettuazione di manutenzioni è la chiesa, chiusa. Il resto, a parte qualche stanza sbarrata a catenaccio e quindi utilizzata,  è in grave stato di abbandono, con tetti e solai diffusamente crollati, qualche probabile saccheggio.

Bivignano è fatto di edifici tutti in pietra che hanno particolari costruttivi bellissimi. Per esempio la casa più centrale ha, come in certe leopoldine, una scalinata in pietra che porta in una terrazza coperta prima dell’ingresso, con ampio doppio arco e un forno ormai crollato.

Un luogo magico, boschi a perdita d’occhio e vista paesaggistica bellissima sulla Valcerfone e la Valtiberina. Si vede persino la Verna.

Un’immersione nel passato, l’emozione e subito dopo l’angoscia di rendersi conto che queste mura non reggeranno ancora a lungo. Tante domande a cui non ho finora trovato risposta, anche se sul web qualcosa si trova. Sembra che in origine fosse un castello;  che vi siano tracce dell’appartenenza poco dopo il 1000 alla famiglia Aldobrandini; che vi siano stati rinvenuti notevoli  reperti etruschi. Il borgo era abitato anche nel dopoguerra da qualche centinaio di persone e poi è stato abbandonato. Da chi mi ha invitato ad andare a vedere Bivignano e da altri interpellati poche notizie: l’ultima famiglia che vi ha abitato, non originaria del luogo e “frikkettona”, se ne sarebbe andata una ventina d’anni fa; notizie contrastanti sulla proprietà, per qualcuno è molto frazionata per altri no. Uno studente di architettura aretino vi  ha fatto anni fa una tesi di laurea, ma non so chi sia. Ad agosto mi risulta che gente della zona ha organizzato una grande cena all’aperto e iniziative simili si sono tenute anche in anni passati.

Bivignano è nel Comune di Arezzo. Quanti sono i posti simili scomparsi in Italia? Presumo moltissimi e sembra che sparirà anche Bivignano.

Mi chiedo come mai nessuno, prima della crisi o dopo, ci abbia messo gli occhi per un progetto, un investimento, è un posto bellissimo e non certo fuori da tutte le rotte. Non mi meraviglierei ci fossero problemi di proprietà o numerosi altri che hanno portato all’odierna situazione, ma al solito non mi capacito che un Comune, una Provincia, una Regione, uno Stato, la nostra comunità insomma, lascino crollare i Bivignano di tutta Italia, perché un rimedio andrebbe trovato, normativo se serve ed economico, perlomeno per mettere in sicurezza il luogo in attesa di tempi migliori.

O forse è naturale che sia così, il nostro patrimonio storico/artistico è talmente enorme e diffuso che forse non può essere mantenuto e bisogna prendere atto che  la sua conservazione non è valutata dai cittadini e dai suoi rappresentanti politici tra le priorità.

Tutti sappiamo che non ci sono soldi e sappiamo anche quanti se ne buttano ancora dalla finestra.

Il dibattito mediatico e l’azione a livello nazionale sono prevalentemente incentrati sugli eventi e sul marketing,  cose tipo: portare i bronzi di Riace all’Expò o no? E prima: si fa, ora, la facciata michelangiolesca di S. Lorenzo a Firenze? Si cerca la Battaglia d’Anghiari sotto gli affreschi del Vasari?

Il Ministero ha dato qualche anno fa l’ok all’acquisto milionario di un falso crocefisso di Michelangelo portato in giro alle folle per tutt’Italia come una Madonna pellegrina.

Molto di ciò che non può costituire evento o creare sensazione langue o va in rovina.

Mi domando: ha una logica spendere qualche centomila € all’anno per Icastica e lasciar cadere Bivignano? Non voglio fare della demagogia con una domanda che non ha poi una risposta scontata, né puntare il dito contro il Comune per una questione la cui soluzione potrebbe essere molto complessa. Ma se dovessi proprio rispondere risponderei: “Save Bivignano!”

Voglio solo porre un problema, saper qualcosa di più da chi magari ha maggiori informazioni e sperare che per un miracolo qualcosa possa muoversi.

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