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ASL 8/AREZZO – Fughe di pazienti

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ASL 8/AREZZO – Fughe di pazienti

Il focus del consigliere regionale Lazzeri (commissione Sanità): “Nel 2013, un cittadino su cinque si è fatto curare fuori Asl”

 

«Nel 2013 il 22,5% dei ricoveri ospedalieri riguardanti residenti nell’Asl 8 di Arezzo è avvenuto fuori dal territorio dell’azienda sanitaria. In pratica 1 cittadini su 5 nel 2013 ha preferito farsi curare oltre i confini dell’Asl aretina». È la dichiarazione del consigliere regionale, membro della IV commissione Sanità, Gian Luca Lazzeri, che fa il punto sulla mobilità ospedaliera dell’Asl 8.

«Alcune delle motivazioni che hanno spinto i cittadini a cercare prestazioni sanitarie ospedaliere verso altre Asl toscane – sottolinea – sono potenzialmente contenute nel report del Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (MeS) presentato a giugno. 

Delle oltre 170 performance monitorate – spiega – l’azienda sanitaria è collocata in fascia scarsa e molto scarsa per diversi indicatori chiave. Eccone alcuni: solo il 28% delle prime visite specialistiche viene prenotato entro 15 giorni, dato che scende addirittura al 22,1% per le prime visite specialistiche ginecologiche e al 27% per le urologiche. Il Mes colloca in fascia scarsa anche la percentuale dei tempi d’attesa per esami di diagnostica per immagini come gli ecocolordoppler (31,9%) e le ecografie all’addome (37,1%) prenotati entro 30 giorni.

In fascia molto scarsa invece troviamo invece la percentuale di prime visite specialistiche ortopediche prenotate entro 15 giorni (solo il 19,5%) e il tasso di accesso dei residenti al pronto soccorso indicatore del poco funzionamento della medicina del territorio. Queste performance si riflettono sulla mobilità passiva dell’Asl 8 di Arezzo.

I dati parlano chiaro: sul totale dei 46.037 ricoveri ospedalieri riguardanti cittadini residenti nel territorio dell’Asl aretina, 10.388 sono avvenuti al di fuori dei confini dell’azienda sanitaria. Di questi 6.514 non si sono fatti curare né entro i confini dell’Asl 8 né dalle aziende ospedaliero-universitarie di Area Vasta.

Le “fughe” si sono concentrate principalmente verso l'Asl 7 di Siena (con 1.274 ricoveri di residenti nell’Asl 8), verso l’Asl 9 di Grosseto (con 1.108 ricoveri di residenti nell’Asl 8), l’Asl 10 di Firenze (con 1.289 ricoveri di residenti nell’Asl 8) e infine verso le aziende ospedaliero universitarie di Careggi (1.887 ricoveri di residenti Asl 8) e Siena. Le fughe verso ospedali con alte specializzazioni (come Careggi o Le Scotte) sono fisiologiche ma quelle verso l’Asl 7, l’Asl 10 di Firenze o Grosseto ad esempio, sono un problema che andrebbe risolto. Il dato dei ricoveri al di fuori dei confini regionali invece nel 2013 è stato di 291 unità su un totale toscano di 2.442.

Nello specifico per la specialità di Pediatria i ricoverati fuori Asl sono stati 1.315 su 2.379 (circa il 55% del totale). Le “fughe” riguardano anche Pneumologia, qui le ospedalizzazioni fuori Asl sono state 47 su 487 (quasi il 10% del totale), Ostetricia e Ginecologia con 540 ricoveri fuori Asl su 1.203 (circa il 14% del totale). Si tratta di segnali di un territorio che appare in difficoltà nel soddisfare i propri cittadini con la possibilità di ripercussioni economiche sul bilancio dell’azienda sanitaria».

 

 

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