Prima Pagina | L'opinione | Incompreso

Incompreso

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Incompreso

Il complicato rapporto fra sindaco Fanfani e aretini.

 

Ad inizio agosto il sindaco di Arezzo ha rampognato stizzitamente le associazioni di categoria aretine che avevano criticato le recenti decisioni della giunta comunale per l'estensione della zona traffico limitato nel centro storico cittadino e la mancata convocazione del previsto confronto sui temi, appunto, della crisi evidente in quella parte di città.

Fanfani nipote ha stigmatizzato la lettera aperta, accusandola di toni poco riguardosi e personalmente offensivi. Non l'ho letta, ma leggo altrove che nella sua risposta Egli dice mai nessuno ha fatto quanto lui per la riqualificazione della Fortezza, del teatro Petrarca, delle Logge del Grano, di piazza Grande e di Sant’Agostino; l’illuminazione, i centri di informazione turistica. «Se ci sono programmi migliori fatene istanza ma corredati di piano finanziario perchè non si trasformino in chiacchiere al vento».

Evidentemente alcuni non apprezzano la sua politica; altri, come forse il titolare della ditta che svolge tutti i lavori citati, saranno contenti. Magari tanto contenti da essere clienti della studio Fanfani che li segue nella cause giudiziarie.

La scelta di Fanfani di caricare sui cittadini il costo della ristrutturazione del Petrarca, un edificio privato, mi fa indiavolare: lui si fa bello insieme alla sua giunta, i nobili caratisti si ritrovano i lavori fatti gratis, io pago.

Certo che non apprezzo, forse non sono il solo, l'operazione Logge del grano una cappella mostruosa visto che nessun ambulante vuole andarci (non bastava chiederlo prima?): una nuova cattedrale nel deserto insieme alla casa dell'energia (ex Bastanzetti, neanche completata eppur sigillata ed inutilizzata) ed al circo tenda rossa dell'ipercoop, altro flop di livello planetario. Utilizzi sventurati di denari nostri perché Coingas aveva usato soldi presi dalle bollette mentre il circo era una opera di perequazione (cioè un obbligo imposto a chi ha sventrato un cinema cittadino per farci altro) quindi derivante da operazione pubblica.

Non è la prima volta che Fanfani si lamenta di essere incompreso, mi viene in mente quel disgustoso film anni '60 che ha rattristato la mia infanzia. Anche i suoi assessori sono incompresi. Quello che in tutt'Arezzo chiamano il parolaio, Dringoli, si lamenta di non essere trattato bene quanto merita per l'impegno chi ci mette con le difficoltà esistenti (però i soldi per le bischerate li trovano). Potrebbe dimettersi, inanella una figuraccia dietro l'altra: spaccia Arezzo come un città per disabili, la citta del futuro con una flotta di vetturette elettriche ferme inutilizzate (ma mezzo milione di euro è già andato!), promette l'azzeramento delle multe dimenticando che sarebbe un reato, si impunta per far approvare un piano lavoro pubblici che mezzo consiglio comunale contesta perché errato (ed era errato).

Romizi, inciampato nelle critiche (scondo lui “banali”) dell'opposizione al suo progetto di affido del PalaCaselle: tanto banali che dopo tre ore, nonostante il sostegno (teorico) della maggioranza PD consiliare, espressione della minoranza elettorale, ha fatto marcia indietro tutta.

Bennati, una gestione del settore scuola vergognosa (nel senso che dice una cosa e poi la ritira), passata alla storia per l'accollo comunale delle spese processuali a carico della condannata comandante della PM, nuovamente io pago (insieme a chi ha vinto la causa per comportamento antisindacale) per chi ha disonorato la città.

Il vicesindaco Gasperini, ricordo il suo interesse intorno agli scavi a Quarata mentre gran parte della città chiedeva chiarezza, redattore di un bilancio incomprensibile, farcito di improbabili crediti del passato.

Io credo che il pesce puzzi dalla testa e che questi siano esempi lampanti del suo fallimento, ma Fanfani non sia triste: resterà nella memoria degli aretini.

Al pari di quelle chiacchere che contesta alle associazioni.

Accanto al sindaco Ricci, come dimenticare la buca delle nane, la svendita dell'acquedotto, i 28 semafori comprati, messi e tolti in via Baldaccio?!

Assieme al sindaco Lucherini, come dimenticare la ciurma di faccendieri che girava lassù, la lunga pista dell'inutile aeroporto, la non operazione Lebole?!

Secondo qualcuno, vorrebbe fare il sindaco a Sansepolcro; secondo altri gli fanno la corte per un incarico prestigioso. Io non sono sicuro che Sansepolcro meriti tanto male; certo neanche vorrei che la città venisse ricordata a livello nazionale per un altro niente. Oltre a Giannotti, Bettoni, Bianconi, Mattesini, Boschi a Roma; Barbini, Brogi, Chiurli, Angiolini e Ammirati a Firenze.

Siamo la città di Vasari, la provincia di Michelangelo; anche in politica è meglio che ci ricordino per il passato: il Fanfani originale, che dopo molto anche gli avversari hanno apprezzato; il Bigiandi, che il lavoro duro, quello vero, lo aveva conosciuto.

Altra seta. Chapeau.

 

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

5.00