Prima Pagina | Politica società diritti | L’Associazione èpossibile Arezzo (in costruzione) sulla questione israelo-palestinese.

L’Associazione èpossibile Arezzo (in costruzione) sulla questione israelo-palestinese.

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
L’Associazione èpossibile Arezzo (in costruzione) sulla questione israelo-palestinese.

L’Associazione èpossibile Arezzo (in costruzione)chiede con forza che la questione israelo-palestinese venga inserita all’ordine del giorno nelle prossime riunioni/assemblee/dibattiti del Partito Democratico, a partire dalla segreteria provinciale, fino alle segreterie comunali, e ai circoli di frazione.

A tal fine chiede che questo documento sia pubblicato sul sito del PD Arezzo ed inoltrato, con decorrenza immediata, a tutti i soggetti interessati, in modo che questo costituisca il punto di partenza. 

E’ vero che:

- Hamas è un’organizzazione teocratica guidata da un consiglio di “religiosi”che vuole L’annientamento di tutti gli ebrei del mondo.

- Hamas lotta si per il diritto del popolo palestinese a sopravvivere libero, ma quando vincerà, vuole installare in Palestina uno stato islamico, un sultanato sunnita, che non ha niente a che fare con il nostro concetto di democrazia.

- Hamas ha installato a Gaza la Mutawwa,il Comitato per la promozione della virtù e la repressione del vizio.

- Hamas è finanziata da paesi come l’Arabia Saudita che, a dispetto della totale assenza di democrazia interna,rientrano paradossalmente tra gli interlocutori 

privilegiati degli USA e dei paesi occidentali.

- Hamas spara colpi di mortaio sui campi estivi dell’Onu dove i bambini vanno a stare lontano dalla guerra e dalle bombe.

- I miliziani di Hamas sparano razzi contro Israele. 

 

Ma è altrettanto vero che:

- Le operazioni nella striscia sono iniziate come rappresaglia per tre coloni israeliani morti, non uccisi da Hamas.Ne consegue che l’intera azione Protective Edge perde di legittimità.

- Israele è una nazione che non riconosce i matrimoni misti fra Israeliani e Palestinesi, inquadra tutti i suoi giovani in un servizio militare pluriennale, è una potenza nucleare, è l’ottavo esercito del mondo e in nessun caso l’ottava potenza militare del mondo uccide centinaia di palestinesi per rappresaglia all’uccisione di tre coloni. E’ una reazione sproporzionata.

- Israele è un paese moderno con un esercito strutturato; quello palestinese è un popolo “arretrato”, tenuto arretrato dai suoi leader e dalla presenza di Israele. Se le armi sono nascoste nelle case della gente e nelle scuole, eccetera, che si trovi un altro modo per distruggerle; perché l’ottava potenza militare del mondo certe cose non le puoi fare.

- Israele ha molte, ma molte più responsabilità della Palestina in questo conflitto: è più forte, viola i confini, costruisce insediamenti coloniali, sottrae acqua ai civili palestinesi, alza muri, ha la bomba nucleare, utilizza la detenzione amministrativa e prigioni inumane.

Possiamo andare indietro quanto vogliamo per rintracciare le cause di questo conflitto; ma non può essere solo questo:oramai la situazione è tale che va gestita per quello che è; con senso di giustizia, pace e responsabilità.

 

Il Partito Democratico (che non è il governo Renzi sia chiaro) deve:

- Innanzitutto, deve ribadire con forza,in ogni sede ufficiale, che Israele è tenuto al rispettare il principio della cosiddetta “responsabilità del più forte”; - deve sostenere i tanti israeliani e palestinesi, e tutti gli operatori internazionali delle associazioni governative e non, che si stanno battendo per la pace. In Palestina, come in Israele. Perché ci sono tanti palestinesi che non stanno o non vorrebbero stare con Hamas, e tanti israeliani che si sdraiano davanti ai bulldozer per fermare le demolizioni delle case palestinesi e che sono contrari all’occupazione;

- deve garantire loro, nei limiti del possibile, anche un aiuto economico, con una sottoscrizione a livello di circoli, magari invitando i parlamentari e consiglieri regionali a devolvere una parte della loro indennità a queste organizzazioni; - deve denunciare tutti quei soggetti economici, attivi in Italia, coinvolti nella produzione di armi che vengono commercializzate in Israele; non è più tollerabile che questa sporca guerra sia fatta con armi italiane;

- deve chiedere in maniera risoluta che tutti gli organi di stampa ed informazione si impegnino ad informare la popolazione italiana in modo libero, obiettivo ed imparziale;

- deve indirizzare con forza l’azione del governo o si impegni nell’azione di denuncia delle violazioni dei diritti civili nei confronti della popolazione inerme; o si impegni, affrancandosi dalla politica degli USA e degli altri stati europei, a intraprendere un percorso di pace che si sostanzi con la richiesta di un immediato cessate il fuoco e la calendarizzazione di una conferenza di pace a Roma, durante il semestre di presidenza italiana della UE, alla quale prendano parte tutti i soggetti in causa, senza il veto di nessuno.

E se questo ci sembra impossibile, lo dobbiamo chiedere lo stesso. Che si inizi!

 

Associazione èpossibile Arezzo (in costruzione)

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0